Di Ferdinando Cionti e Dario Fertilio<\em>
Ed Libertates
Questo è un libro destinato a mettere in discussione molte delle attuali certezze nel campo della giustizia. E, secondo le intenzioni dei suoi autori, a giustificare ampiamente la riforma Nordio. Di conseguenza, a votare SI nel referendum di marzo.
Un colpo di Stato giudiziario chiamato Mani Pulite è avvenuto in Italia tra il febbraio del ’92 e l’aprile dell’anno successivo: lo sostengono Dario Fertilio e il giurista Ferdinando Cionti nel loro ultimo saggio intitolato “Le Mani erano Sporche”, e pubblicato da LibertatesLibri. Non si tratta di soltanto di un pamphlet polemico scritto nell’imminenza del referendum sulla giustizia, l’analisi è soprattutto storica, là dove si mette in rilievo il patto segreto stipulato dall’allora Pool di Milano e il Pds, erede del Pci e guidato a quel tempo da Achille Occhetto. Tale patto, secondo gli autori, avrebbe da un lato garantito ai magistrati l’impunità per le loro indagini condotte in larga misura illegalmente, e dall’altro salvato il partito post comunista – a differenza di tutti gli altri – dalle accuse di finanziamento illecito e corruzione. E tutto ciò avrebbe prodotto due altri effetti rilevanti. L’alleanza fra i socialisti di Craxi e il Pds, che avrebbe dovuto portare il leader del Psi a Palazzo Chigi e realizzare per la prima volta in Italia l’alternativa di sinistra, è stata sconfessata all’ultimo momento, su pressione dei giudici, dal gruppo dirigente delle Botteghe Oscure. Allo stesso tempo, sarebbe stata di fatto annullata, a sigillo del patto illecito fra magistrati e Pds, l’immnitò parlamentare. Dando libero sfogo così all’antipolitica, Tecnicamente, un colpo di Stato. Destinato non solo a travolgere la Prima Repubblica, ma anche a condizionare fino ad oggi i rapporti fra politica e magistratura, ormai in aperto conflitto senza esclusione di colpi.


