Di Angelo Gazzaniga<\em>
Bezos (il proprietario e fondatore di Amazon per i più distratti) ha licenziato improvvisamente 300 giornalisti su 800 del Washington Post, tra cui diversi inviati che erano sul posto e che si sono trovati improvvisamente senza lavoro.
Ma quello che fa pensare è l’atteggiamento di Bezos: cos’è un risparmio di 100 milioni ì(quello ottenuto con il licenziamento dei giornalisti) per una persona che ne ha spesi 500 per il suo matrimonio a Venezia?
È l’atteggiamento comune a tutti questi super miliardari che guidano imprese con fatturati degni di un Pil di un Paese medio: deboli con i forti e forti con i deboli.
Tutti loro hanno mostrato ben poca dignità prostrandosi davanti a quel Trump che avevano prima criticato e comportandosi in modo da solleticarne la vanità e mostrarsi così più realisti del re.
È il trionfo del liberismo: quel modo di agire che ben poco ha a vedere con il liberalismo e che predica la legge della giungla: vinca il migliore, spesso il più furbo, il più forte o spesso il più fuorilegge.
Cosa desiderano in fondo questi uomini, affrancati da qualsiasi costrizione, liberati da ogni necessità, che hanno già tutto ciò che vogliono?: soldi, sesso, potere, in un sistema che perdipiù gli garantisce mille modi per accrescere all’infinito le loro risorse e le loro possibilità, che permette loro di violare gran parte delle norme sociali, fiscali e penali valide per tutti gli altri, senza che nessuno osi nemmeno denunciarli?
Hanno sempre più soldi, sempre più potere, ma alla fine perdono sempre più dignità e rispetto umano, come il caso Epstein (in cui quasi tutti loro erano coinvolti) insegna.


