Putin ha offerto all’Unione Europea e alla Nato un trattato di non aggressione reciproca come suggello di una pace futura.
Ma quanto vale un simile trattato? Vale se c’è un equilibrio di forze, un reciproco interesse alla sua attuazione, altrimenti non vale la carta su cui è scritto.
Ne è un, tragico, esempio il Memorandum di Budapest del 1994 che, firmato da Ucraina, Russia, Stati Uniti e Regno Unito, dava all’Ucraina in cambio della rinuncia alle armi nucleari, garanzie di sicurezza tra cui rispetto dell’indipendenza e dei confini e rinuncia all’uso della forza contro l’Ucraina.
Non era, in verità, un trattato militare, ma un impegno politico.
Quanto è successo e sta succedendo in Ucraina è una dimostrazione lampante di quanto valgano questi trattati se non c’è un equilibrio di forze: niente.
Per questo, di fronte all’atteggiamento della Russia e alla condiscendenza degli Stati Uniti, è necessario prepararsi alla difesa dei propri confini dando ai trattati il valore che hanno in realtà.
di Angelo Gazzaniga


