Di Alessandro Prisco<<\em>
Scusate se continuo così a insistere su questi argomenti, ma desidero insistere.
La bellezza di un bimbo nato nella sua perfezione, con i capelli, le unghie già formate e la bellezza di quando fa i suoi primi passi, delle sue prime parole, la gioia per una mamma di vedere il suo ventre che cresce.
Il fascino di vedere una ragazza che sollevando le braccia, raccoglie i capelli con un elastico facendosi una coda di cavallo.
Le camminate di una donna che senza ondeggiare i fianchi creano un fascino irresistibile, ma in una società in cui pervade la maleducazione, le prevaricazioni e spesso le violenze, ciò di bello viene relegato in un angolo.
La natura è infangata dalla sporcizia, i muri sporchi di tutte le scritte immaginabili, i tram e i metrò disegnati con scritte indescrivibili, atti di violenza esecrabile, questa è la bruttezza della città.


