Di Angelo Gazzaniga
Se voi foste un azionista di una società in cui nel primo trimestre del 2026 gli ordini salgono a 9 miliardi (+31%), il risultato netto balza del 60& a 281 milioni e il portafoglio ordini supera i 56 miliardi, cosa fareste?
Con tutta probabilità ringraziereste l’amministratore delegato; invece in Leonardo l’azionista principale, lo Stato italiano, lo licenzia pagandogli un’indennità di oltre 4 milioni.
Con quale motivazione? Ufficialmente mai confermata, ma probabilmente perché Cingolani, questo è naturalmente l’amministratore cacciato, era un deciso europeista che aveva fatto accordi con le principali ditte europee di armi e lanciato il “Michelangelo dome”, un sistema antimissile più economico di quelli americani, che verrà installato a ottobre in Ucraina e per cui c’è già l’interesse di venti Paesi.
Questo era ovviamente inviso agli americani che, regista Trump, vogliono allontanarsi dalla Nato e dall’Europa ma pretendono che si comprino armi americane.
È una prova di come il dirigismo e la partecipazione diretta dello Stato nelle aziende (specie quando ha la maggioranza) finisca prima o per ostacolare le leggi cdi mercato e danneggiare le ditte stesse per motivi più politici che economici.
Lo Stato dovrebbe fornire servizi, porre si paletti e regole, ma mai gestire direttamente l‘economia, salvo momenti di particolare crisi o necessità, altrimenti finisce per danneggiare le imprese e l’economia tutta.


