IL CAPO GRANDE ERA GIULIO ANDREOTTI, L’EROE BORGHESE GIORGIO AMBROSOLI, IL FIGLIO DEL FANTINO LEONARDO NOTTE (parte II)

Data:

Di Alexander Bush<\em>

“Eravamo a un passo dal colpo di Stato”
Carlo Azeglio Ciampi, luglio 1993

Per tornare a Tito Boeri nella citata riflessione del 22 gennaio 2026, l’indipendenza della Banca d’Italia negli anni Settanta era un caposaldo della Repubblica dalle “mani pulite” che resistette al colpo di Stato. Però nel luglio 1993, con Ciampi presidente del Consiglio, ci fu il blackout telefonico di Palazzo Chigi e il golpe venne evitato per un soffio. Mediobanca, oggi mangiata da Mps (Spengler in via Filodrammatici), concedeva un aumento di capitale criminogeno alla Fiat di Gianni Agnelli e affondava il gruppo Ferruzzi. “Siamo stati la prima Lehman Brothers”, è l’efficacissima battuta di Alessandra Ferruzzi poi ripresa da Carlo Sama. Mala tempora currunt et peiora premunt.
Orbene, oggi la credibilità di Bankitalia è stata compromessa prima dal “capitalismo senza capitali” dei furbetti del quartierino che imitavano gli “oligarchi”, con la benedizione del provincialissimo Antonio Fazio (quasi arrestato), e poi da una vicenda gravissima di cui si dà ampio risalto nel bel libro “Morte dei Paschi. Dal suicidio di David Rossi ai risparmiatori truffati. Ecco chi ha ucciso la banca di Siena” del 2017, a firma di Elio Lannutti e Franco Fracassi, nel capitolo “Il girone dei ciechi professionisti”:

“Banca d’Italia, delibera numero 154, del 17 marzo 2008.
Visto quanto disposto dalle vigenti istruzioni di vigilanza, tenuto conto degli esiti dell’istruttoria,
considerate le finalità e le caratteristiche delle operazioni e avuti presenti gli impegni assunti al fine di sostenere l’onere sotto il profilo patrimoniale, finanziario ed economico, si rilascia a Banca Monte dei Paschi di Siena l’autorizzazione all’acquisizione di banca Antonveneta”. L’operazione “non risulta in contrasto con il principio della sana e prudente gestione”.
Firmato, Mario Draghi.
Nonostante il prezzo esorbitante pagato per Antonveneta, il prezzo esorbitante pagato per Interbanca (peraltro, senza acquistarla), gli infiniti bonifici avanti e indietro per il pagamento di Antonveneta, i passaggi di denaro senza senso intorno a Interbanca, i prestiti immotivati e la palese stranezza di tutta l’operazione, la Banca d’Italia disse di sì… “.
A pag. 145 del capitolo “La madre di tutti gli affari”, Lannutti un po’ genialoide un po’ ideologico ma molto documentato rilevava: “La presunta tangente. Una simile successione frenetica di spostamento di denaro, apparentemente inutile, non poteva non far sorgere sospetti.
Il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, dichiarò: “Fatto strano che i 9 miliardi iniziali versati da Mps per Antonveneta siano stati divisi in due tranche in due conti distinti”.
A pag. 148 de “La madre di tutti gli affari”, Lannutti parla in relazione al pactum sceleris tra Mps e Banca Antonveneta di “… metodo di pagamento di tangenti che ricorderebbe quello ricostruito, con dovizia di particolari nel libro “Vaticano Spa” (il virgolettato è di chi scrive, ndr), dal giornalista d’inchiesta Gianluigi Nuzzi. Il reporter si avvalse dell’archivio personale di un prelato vaticano, monsignor Renato Dardozzi, un consigliere della Segreteria di Stato della Santa Sede che aveva avuto accesso a tutte le vicende dello Ior e del Vaticano dagli anni Ottanta fino alla metà dei Novanta. Sistema che fu utilizzato per riciclare una tangente da 150 miliardi di lire che Enimont (146 miliardi rectius, per essere precisi, ndr), guidata dal finanziere Raul Gardini, fece pervenire all’inizio degli anni Novanta a quasi tutti i partiti dell’arco costituzionale… “.
Alle riunioni presso lo Ior partecipava David Rossi, allora responsabile della comunicazione del Monte Paschi di Siena, poi picchiato e defenestrato dall’ufficio di Rocca Salimbeni il 6 marzo 2013 dopo aver subito una perquisizione delle Fiamme Gialle, come ha accertato la nuova perizia del Ris dei carabinieri, l’“anello debole” di un cold case. Perché in un caso aperto c’è sempre l’agnello sacrificabile, la persona psico-fragile che paga per gli altri.
Aveva intenzione di parlare all’Autorità giudiziaria di Siena: “Ho fatto una cazzata”, confidò ad un amico.
Lannutti e Fracassi citano Paolo Emilio Falaschi, l’avvocato di un ex dipendente di Mps ravvisando un falso in atti pubblici nella persona giuridica di Mario Draghi:
“La vigilanza bancaria impone alla Banca d’Italia e alla Consob di controllare che le gestioni degli affari tra banche vengano effettuate in modo di sana e prudente gestione. La Banca d’Italia a un certo punto, il 17 marzo 2008, autorizzò – sciaguratamente per tutti – l’acquisto di Antonveneta.
L’autorizzazione fu firmata da Draghi. Pensate un po’ come è conforme al vero questa autorizzazione: vi si parla di un costo di 9 miliardi di euro. Loro sapevano che c’era stato il finanziamento degli olandesi. Dunque, chiunque di voi sa che, se io compro una società che ha 7 miliardi e mezzo di debito, poi, li devo pagare a quelli che glieli hanno prestati.
Però, qui si parla di costo e dunque l’autorizzazione è falsa, perché si parla di costo di 9 miliardi, mentre il costo è 18… Quindi, anche la Consob sapeva… “.
Nel suo libro scritto a quattro mani con Paolo Madron, “L’uomo che sussurrava ai potenti” edito da Chiarelettere, Luigi Bisignani inserisce con finezza l’implosione di Mps con i derivati Fresh e Alexandria dentro la crisi etica del capitalismo occidentale nella “shadow finance” che collega l’America a Siena, che inizia nell’agosto 2007, si aggrava nel 2020 e ha il replay del ’29 dietro l’angolo. La più grande crisi dal Black friday del ’29 a pezzi.
Occhio alle date, perché lo Zeitgeist mescola le carte preselezionando vincitori e perdenti come se fosse una sceneggiatura scritta da Giuseppe Gagliardi: è già scritto chi si salverà e chi finirà nella
polvere, chi si rovinerà e chi salirà agli onori della cronaca.
Il 2 gennaio 2026, su “L’Espresso” diretto dal pirandelliano Emilio Carelli esce il reportage di Serenella Bettin “David ucciso. Ora riaprano le indagini”: (Antonella Tognazzi, ndr):

“Che fosse stato picchiato era già emerso dai lavori della prima commissione d’inchiesta, istituita l’11 marzo 2021. Con la caduta del governo, però, i lavori vennero interrotti e nel gennaio 2023 ne venne istituita una seconda, l’attuale, che però rimase in stallo per un anno. Dalla prima commissione emerse una super perizia che rilevò la presenza sul corpo di David di lesioni non dovute alla caduta, “ma anche in quel caso la procura non fece nulla”, dice l’avvocato. “Ha dei lividi – racconta Antonella – con stampate cinque dita nella parte alta del braccio. All’altezza del fegato ha un altro livido compatibile presumibilmente con un pugno”. Il fegato risulta inoltre lesionato. “Sono dei lividi attribuibili a delle percosse – spiega Antonella – non può esserseli fatti da solo. Le perizie hanno stabilito che quelle ferite risalgono a poco prima della caduta. E io mi chiedo: nella prima commissione emergono cose gravi, e nessuno ha ancora aperto un fascicolo per omicidio?
Quello che è successo a David ha un nome ed è omicidio. In più ci sono molte probabilità di riuscire a individuare quella persona che si affaccia al vicolo”.
Dalle immagini di video sorveglianza registrate quella sera in vicolo Monte Pio, si vede un uomo affacciarsi sul fondo della stradina, poco dopo la caduta di David. Pare abbia in testa un cappellino da baseball… “.
Era il “figlio del fantino”, ex proprietario di discoteche e “eroe del Sudamerica” nell’affectio societatis della famigerata “birreria di Siena” con la sua “ingenuità rambesca e rimbambita”, per citare il coltissimo Giancarlo Zizola. Uno psicopatico costituzionale come il personaggio di Leonardo Notte, interpretato da Stefano Accorsi nella fiction “1992” di Giuseppe Gagliardi.
Non farà in tempo ad andare in carcere, perché la III guerra mondiale azzererà lo status quo e il referente dell’Hotel Metropol, suo amico, andrà al potere nell’ora più buia. Quella della fine della civiltà occidentale che il misantropo Oswald Spengler aveva pronosticato più d’un secolo fa.

wp_user_avatar
Alexander Bush
Alexander Bush, classe '88, nutre da sempre una passione per la politica e l’economia legata al giornalismo d’inchiesta. Ha realizzato diversi documentari presentati a Palazzo Cubani, tra questi “Monte Draghi di Siena” e “L’utilizzatore finale del Ponte dei Frati Neri”, riscuotendo grande interesse di pubblico. Si definisce un liberale arrabbiato e appassionato in economia prima ancora che in politica. Bush ha pubblicato un atto d’accusa contro la Procura di Palermo che ha fatto processare Marcello Dell’Utri e sul quale è tuttora aperta la possibilità del processo di revisione: “Romanzo criminale contro Marcello Dell’Utri. Più perseguitato di Enzo Tortora”.

Share post:

Iscriviti alla nostra newsletter

Recenti

Ti potrebbe interessare anche...
Libertates

BALANCE OF POWER E DEMOCRAZIA

Dopo la sentenza della Corte Suprema sui dazi di Trump... Libertates<\strong><\em>

MATTARELLA E LA CAMPAGNA REFERENDARIA

Intervento di Mattarella su una politica che allontana gli elettori... Libertates<\strong><\em>

UCRAINA: LA GEORGIA INSEGNA

Queloo che avviene e è avvenuto in Georgia ci sia di insegnamento: Putin vuole che succeda anche in Ucraina

INVENTATO IN USA IL RAZZISMO ELETTRONICO?

Non è solo l'intelligenza artificiale a inquietare,c'è anche quella umana