Per l’Unone Europea la firma del trattato Mercosur con i Paesi del Sud America è tanto più importante data la situazione in cui ci troviamo.
Questo trattato dopo venti (!) anni di gestazione significa l’apertura del mercato sudamericano al commercio europeo. Significa aprire un mercato di 800 milioni di persone proprio mentre gli USA diventano un mercato sempre più difficile e chiuso e la spinta della Cina alla conquista di altri mercati è sempre più intensa.
Naturalmente l’apertura dovrà essere reciproca e questo può presentare problemi soprattutto per gli agricoltori, adusi ormai da decenni ad agire in un mercato iperprotetto da dazi e regolamenti come quello della UE. Non dimentichiamo che fino a pochi anni fa buona parte del bilancio europeo era destinato a sussidi agli agricoltori, con episodi grotteschi come quello del burro prodotto in Olanda a prezzi garantiti e doppi rispetto a quelli del mercato mondiale con susseguente aumento incontrollato della produzione a spese dei contribuenti.
Tutto questo deve avvenire secondo i principi dell’economia autenticamente liberale: libera concorrenza e niente dazi di importazione, ma con il rispetto di certe regole essenziali, quali l’applicazione di norme di sicurezza per gli utilizzatori , di controlli qualità e di controllo di eventuali dumping.
È questa la vera economia liberale che non deve essere né la difesa dei privilegi di pochi grazie a barriere più o meno occulte o a sussidi mirati, né il mercato selvaggio dove vige la regola del più forte, o meglio del più furbo o del più disonesto.
di Angelo Gazzaniga


