L’art 1 della Costituzione recita: “L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro”
Ma si dovrebbe aggiornare in un: “è una repubblica fondata sui bonus”
Siamo infatti invasi e circondati da bonus di ogni tipo e categoria.
Abbiamo creato bonus per chi cambia i sanitari, per chi fa lavori in giardino ecc. ecc
Ora sono arrivati anche il bonus psicologo (forse per chi non riesce a districarsi nella giungla dei bonus?) e il bonus animali di compagnia (per permettere le spese veterinarie per il cane che così può essere curato con urgenza mentre il suo padrone aspetta mesi se non anni una visita specialistica…)
A parte l’ironia siamo ormai alla constatazione che qualsiasi iniziativa non decolla se non con qualche bonus.
Il costo dell’elettricità in Italia è superiore di un terzo se non della metà rispetto agli paesi europei?: c’è subito pronto il rimedio: un bel bonus.
Ma la politica dei bonus è figlia di una visione tutt’altro che moderna e democratica: è la versione contemporanea della mancia o della carità, del re che elargiva monete al popolo gettandole dalla carrozza.
Inoltre è anche, a ben pensare, un incentivo all’evasione: se evado non solo evito di pagare le tasse, ma ottengo anche i bonus che normalmente sono collegati all’isee, cioè al metodo di valutazione della ricchezza dei cittadini.
Quando invece sarebbe compito dello stato far pagare le imposto in modo indifferenziato a seconda del reddito (pago un’aliquota proporzionale al reddito, da qualsiasi parte provenga) e fornire a tutti gli stessi servizi allo stesso costo
Altrimenti si crea una giungla di bonus che, sommata alla giungla di aliquote e regolamenti, fa si che non esistano due italiani che, con lo stesso reddito, paghino allo stesso modo lo stesso servizio: un modo sicuro per rendere il nostro sistema opaco, ingiusto e discriminante..
di Angelo Gazzaniga


