Nel 1938 dopo la sciagurata conferenza di Monaco in cui le potenze “occidentali” (Francia, Gran Bretagna e Italia) avevano ceduto alle pretese di Hitler consegnandogli senza condizioni una parte della Cecoslovacchia (con tra l’altro gran parte della linea difensiva), mentre il presidente cecoslovacco Masaryk aspettava fuori in attesa della sentenza sul suo Paese sembrò che la pace avesse vinto.
Il Primo ministro inglese Chamberlain all’aeroporto dichiarò: “abbiamo salvato la pace per una generazione” e Mussolini fu acclamato come uomo di pace.
Lo stesso Hitler si dichiarò “uomo di pace” e garantì di non aver più mire espansionistiche.
Furono sufficienti però pochi mesi perché un patto scellerato tra due autocrati (Hitler e Stalin) in cui stabilivano una reciproca alleanza e con una clausola segreta si spartivano Polonia e Stati baltici fosse la molla per lo scoppio della Seconda Guerra mondiale.
Tutto questo sembra ora ripetersi
“Historia magistra vitae” si è sempre detto, ma forse dobbiamo sperare che una volta tanto abbia ragione Marx: “La storia si ripete sempre due volte, la prima come tragedia, la seconda come farsa”
di Angelo Gazzaniga


