Di Stefano Cianchi<⁄em>
La democrazia non si è riformata con sufficiente tempestività e non ha prodotto la promessa qualità della vita.
La democrazia è stata fintamente sostenuta da partiti riformisti che non hanno riformato nulla. Questi si sono mossi secondo valori ottocenteschi e poi si sono convertiti al populismo.
Intanto i populisti tradizionali continuano la loro marcia restauratrice degli imperi.
Tutti i populisti sono trasversalmente inchiodati in quel finto nazionalismo locale, molto gradito agli imperi continentali e da loro finanziato. Non sono in grado di ricordare che la Costituzione nell’Art.11 dichiara: «La Repubblica … limitazioni di sovranità …necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.». Nella fattispecie parliamo di Europa.
«Giusto» quindi che gli ex-adoratori-della-costituzione, diventati populisti, agiscano anti-Europa come tutti gli altri populisti.
I populisti stanno pavimentando il futuro con un bel tappeto rosso per accogliere con entusiasmo osannante i nuovi imperi. Ballano sulla loro piccola pochezza mentre arriva l’iceberg.


