Di Angelo Gazzaniga<⁄em>
Quando è stato lanciato il Pnrr, che non dimentichiamo consta di circa 200 miliafrdi di finanziamenti (molti da restituire) concessi all’Italia per superare quelli che erano gli ostacoli
principali per diventare una nazionew veramente moderna ed efficiente.
La lentezza e inefficienza della magistratura (siamo tra gli ultimi posti al mondo negli indicatori di efficienza), la burocrazia complessa, soffocante e spesso incomprensibile, gli ostacoli al mercato libero, un sistema di trasporti veramente al passo con i tempi, una scuola che permettesse ai giovani di entrare rapidamente nel mondo del lavoro, questi erano tra i molti ostacoli da affrontare ed abbattere.
Ebbene quali solno i primi bilanci?
Tanto è stato speso, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti: nella giustizia non è cambiato nulla, salvoun tentativo abortito di gestire i magistrati, la burocrazia resta in tutta la sua inefficienza (e anzi sono stati rallentati certi vincoli di controllo), il mercato resta condizionato da vincoli (basti pensare all’eterna vicenda dei balneari o all’uso improprio del “golden power”, nella scuola nulla è cambiato.
Eppure i soldi sono stati in maggiorparte spesi, ma sono stati spesi male, a pioggia, esattamente come ogni anno nella legge di bilancio: un pochino di qua, un aiutino all’amico o all’associazione amica di la, tanto per non scontentare nessuno.
Si è insomma semplicemente fatta una maxi legge di bilancio, sprecando in tal modo un’opportunità forse unica per un vero balzo in avanti.
Tra l’altro si è adottata una procedura anomala e molto pericolosa in un paese come il nostro disabituato all’efficienza e all’applicazione di controlli rigorosi.
Anziché far presentare i progetti, considerarli, approvarli e alla fine controllarne l’esecuzione si è preferito, per guadagnare tempo e superare ritardi e inefficienze, assegnare i fondi e poi aspettare i progetti.
Si è anche preferito iniziare progetti sicuramente destinati ad arrivare in ritardo anziché restituire quei fondi non utilizzabili: procedure tra l’altro prevista e applicata da diversi altri Stati.
Con queste premesse i risultati sono inevitabili.


