Di Stefano Cianchi<⁄em>
Come quasi tutti gli ismi, è cosa pericolosa.
Il populismo è un fenomeno tipico delle democrazie e di queste è il nemico numero uno. Un termitaio che divora la democrazia dall’interno facendola crollare su sé stessa.
Il populismo sta nell’analfabetismo funzionale e nelle persone felici di esserlo.
Trasversale a quasi tutti i partiti ed anche alle persone di ogni grado di educazione.
Peggio ancora è il popelitismo. Ci si aspetta che il populismo venga dalle masse, invece no: è un movimento generato dalle elite. Provate ad elencare i campioni del populismo e scoprirete che sono tutti parte delle cosiddette elite.
Spaziando fuori dell’Italia, guardate dove sono i nuovi templi del populismo e quali sono i loro leader.
I populisti sono largamente presenti in quasi tutti i partiti, in tutte la fasce sociali e non sono consapevoli di esserlo; hanno tutti una caratteristica comune: sono felici di essere finalmente presi in considerazione (ascoltati) da qualcuno. Soffrono di una forma di narcisismo che qualcuno definirebbe sindrome di Dunning-Kruger (*).
Per questo sono (facilmente) manipolabili ed infatti sono manipolati da quei popelitisti consapevoli che padroneggiano le tecniche di manipolazione.
Un’altra caratteristica dei populisti è l’antifrasi, il linguaggio che contrappone, a significati rovesciati, le elite «corrotte» al popolo «puro». Ovviamente i popelitisti non si considerano «elite corrotte», ma sono «illuminati» che operano per il puro bene del popolo contro le vere elite corrotte.
Il populismo non è di destra né di sinistra, sono entrambi contro la democrazia. Qui alcuni esempi di elementi comuni che uniscono i populisti di destra e di sinistra:
• – “popolo puro” contro “élite corrotte”
• – Retorica anti-governo (inteso come forma di governo democratico)
• – Sfiducia verso il pensiero mainstream (se il prato è verde con qualche chiazza di erba marrone, l’erba giusta non è verde, ma è marrone; non conta l’opinione maggioritaria, ma quella personale)
• – Il governo del populista non è un’elite corrotta, ma è il puro popolo contro il mainstream manipolatorio
• – La globalizzazione è diabolica; meglio il frazionamento e ciascuno a casa propria (nazionalismo e autarchia); per l’Italia: anti-europa.
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Non votate i populisti.
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(*) L’effetto (o sindrome) di Dunning-Kruger è una distorsione cognitiva per cui le persone con competenza, tanta o poca, in un campo sovrastimano le proprie capacità in tutti gli altri campi. Chi ne è affetto non sa di non sapere: manca della consapevolezza metacognitiva, manca di un metodo consapevole per riconoscere i propri errori e la reale complessità della materia. L’ingiustificata superiore autostima, proietta un’elevata energia sugli interlocutori che invece sono consapevoli della complessità, sono prudenti e dubitano di avere una risposta certa e duratura.


