Tolto l’embargo, cuba festeggia (con Castro)

guglielmi
L’apertura agli USA implica una vera volontà di cambiamento oppure è solo fumo negli occhi?: l’opinione di un cubano filogovernativo

Il ripristino delle relazioni diplomatiche USA – Cuba, dopo più di 50 anni è decisamente un fatto storico, come ha detto “Sua Santità”. Però qui alla Havana, più che di quello, si è parlato e festeggiato la liberazione degli ultimi tre antiterroristi cubani in carcere negli USA da 16 anni. Gli altri due erano arrivati da un anno, avendo scontato i 15 anni ai quali erano stati condannati.
Il chè significa, a parte il soddisfacente trionfo della giustizia, che Fidel ha vinto anche questa ultima battaglia. E come tutti sanno non sono state poche le battaglie condotte, e vinte, da Fidel Castro Ruz. Non vinse la prima, quella dell’assalto alla caserma Moncada, ma con l’arringa di autodifesa passata alla storia dalla frase finale “voi mi condannerete ma, La storia mi assolverà”, per lo meno fu impattata.
Da li in poi le ha vinte tutte, compresa quest’ultima, dato che rendendo pubblica la situazione dei 5 concluse seccamente: “Volveran”, ossia “Ritorneranno!” E cosi è stato.

Non posso fare a meno di ricordare che in quei giorni parlando con uno dei miei migliori amici cubani, Rolando Verdecia, marinaio in pensione che era stato combattente nella Sierra fino arrivare all’Havana con la Colonna 1, quella di Fidel, e incorporato nella nuova Polizia Rivoluzionaria, aveva poi scelto di fare il marinaio, viaggiando per quasi tutto il mondo, e credo fosse il motivo per cui ci si intendeva perfettamente, ebbi a dirgli che avevo i miei dubbi che “ritornassero”. Mi rispose che il Comandante non intraprendeva una battaglia se non sapeva di vincerla.
Purtroppo il mio amico è morto d’infarto alcuni anni fa, perché mi sarebbe davvero piaciuto dirgli che aveva proprio ragione. E poi discutendo della invidia di uno come me, che le battaglie le ha perse quasi tutte, avremmo continuato a bere alternativamente birra alla spina, per lui tassativa, e bottiglie di ron o se volete ruhm, “Paticruzao”, non solo perché è uno dei migliori ruhm esistenti, ma anche perché lo fanno a Santiago di Cuba dove lui era nato, fino a sbronzarci di brutto.

Ricorderei a chi non ne ha seguito tutta la storia, che i 5 furono arrestati dopo che fu abbattuto dalla aviazione cubana un piccolo aereo di una organizzazione di estrema destra di fuoriusciti cubani, che da Miami veniva a lanciare propaganda “sovversiva” sulle città cubane. I cubani ebbero, a mio parere la ingenuità, di avvertire, tramite il canale sempre rimasto aperto tra le due polizie anticrimine, (ad esempio fu consegnato un narcotrafficante ricercato dalla DEA nascostosi a Cuba), che fermassero i voli, con tutti i particolari, da dove partivano , a che ora, etc., oppure sarebbero stati fermati con la forza. Ma gli americani contavano sulla rotta a sorpresa, invece al secondo o terzo volo li aspettavano e appena il velivolo entrò nello spazio aereo cubano lo abbatterono, naturalmente compreso i due componenti l’equipaggio.
Cosi gli americani si resero conto che i cubani avevano notizie precise, e cominciarono a indagare, e scoprirono che tra l’ondata di fuggitivi da Cuba del 1994, c’erano anche informatori dei servizi di sicurezza cubani.
Furono condannati da un tribunale di Miami per spionaggio anti statunitense, mentre in realtà non avevano spiato proprio nulla degli USA, bensì le organizzazioni terroristiche anticubane, che all’epoca oltre i voli organizzavano attentati nelle installazioni turistiche cubane, dove in uno dei quali perse la vita un giovane italiano, Fabio di Celmo. (Ho avuto il piacere di essere il traduttore in italiano del libro che scrisse una giornalista-ricercatrice cubana sulla morte di Fabio)
La sentenza non aveva nulla a che fare con la giustizia, ma piuttosto con la politica anticubana, anche perché le pene aumentavano sulla base del lavoro che facevano, infatti quello che aveva trovato lavoro nella centrale elettro-nucleare, in quanto ingegnere del settore, fu condannato addirittura a due ergastoli. Prima però gli fu offerto la cancellazione delle accuse e un milione di dollari a testa se passavano di bando, ma i 5 rifiutarono categoricamente. (All’epoca a Miami si disse che altri 2 o 3 avevano accettato, ma la notizia non fu mai confermata)

Si è svolto ai primi di dicembre a La Havana il V vertice CARICOM-Cuba, con grande successo per Cuba. Caricom significa: Comunità dei Caraibi, che al costituirsi, all’epoca della “guerra fredda” aveva lasciato fuori Cuba, ma poi si resero conto che il prestigio di Cuba aumentava e quello USA calava, e iniziarono le conferenze per la cooperazione Caricom- Cuba.
E’ curioso che mentre li in Europa, in questo ultimo decennio si infangava tutto ciò che aveva a che fare col Sistema politico socialista, qui al contrario abbia raggiunto grande popolarità. Tanto da vedere il suo trionfo in vari altri Paesi. Cominciò Chavez in Venezuela, poi venne Bolivia, Equador, Uruguay, Salvador, Nicaragua e alcune isole caraibiche che non sto a elencare. Ma anche quelli a sistema economico capitalista, come Argentina, Brasile, Cile, ci tengono avere il massimo delle relazioni con Cuba. Insomma sul piano internazionale Cuba ha raggiunto, anche per le riforme economiche interne in atto, un grande prestigio. Nella Celac, (comunità degli stati latinoamericani e caraibici) non si muove foglia che Cuba non voglia.
L’organismo “ALBA” (Trattato di integrazione politico-economica tra gli Stati aderenti) è in pieno sviluppo, come UNASUR (rivolta all’ integrazione finanziaria) e i due organismi stanno puntando alla moneta unica, e PETROCARIBE che gestisce varie raffinerie in vari Paesi sta andando alla grande. E per finire, non a caso tutti i grandi leaders asiatici, in visita al continente la prima tappa la fanno alla Havana.
Non so quanto questo ha influito nella decisione di Obama di togliere l’embargo, ma l’avvenimento è rappresentativo della situazione continentale e anche nel successivo “Verice CELAC – CINA” Cuba svolge’ un ruolo principale.
Io non so quanto abbia influito l’aumentato prestigio di Cuba anche per l’invio di medici in africa a combattere l’ebola, e quanto abbia invece influito la richiesta del papa, sicuramente hanno influito i 4 o 5 editoriali del New York Time che definivano obsoleta la politica cubana verso Cuba.

Gli USA si sono accorti un po’ in ritardo, che stanno perdendo tutti i Paesi latinoamericani, dato che sono rimasti pochini quelli ancora loro alleati, mentre in quasi tutti sono stati eletti governi di sinistra e radicalmente antimperialisti, con alla testa il Venezuela, radicalmente trasformato da Chavez, e proseguendo con Maduro. E quando hanno provato a fare quello che facevano negli anni ’60 e’70, e cioè i Golpe militari, vedi Brasile, Cile, Argentina, etc. non gli sono più riusciti.
C’hanno provato con Chavez, e fallirono. Poi con Correa in Ecuador e fallirono. Con Morales in Bolivia sono stati scoperti addirittura prima dell’attuazione. (pare che i servizi di sicurezza boliviani siano quasi tutti di etnie Incas e non sono certo disposti a prenderselo per la terza volta) Hanno provato a mettere in crisi con un raggiro finanziario la Cristina Fernadez in Argentina e non ci sono riusciti. Hanno ri-perso il Nicaragua, e addirittura ri-perso anche Grenada dopo averla invasa militarmente alcuni decenni fa. Gli è andata fatta bene solo in Honduras.
Quindi hanno deciso di sanzionare Venezuela nel tentativo di fermare la sterzata antimperialista del Continente. E per poter attaccare quello che adesso considerano il nemico principale hanno intrapreso la nota politica del bastone e della carota: a Cuba la carota, per usare il bastone con Venezuela.
Mas qui non ci casca più nessuno. Solo gli europei si fanno ancora convincere. Personalmente sono proprio d’accordo con le analisi di Libertates su Putin, pero fa ridere mostrare i muscoli a chi i muscoli li ha piu’ grandi. Lo avete spinto ad essere un personaggio positivo da negativo che eraa, per i Paesi in via di sviluppo. Nel giro che ha fatto da queste parti ha elargito capitali a tutti, a Cuba ha cancellato il grosso debito che risaliva all’ URSS.
Insomma Europei, perch`vi fate convincere dalla politica pachidermica USA quando siete i forgiatori della diplomazia?
Naturalmente, tornando a Cuba, adesso si aspetta l’arrivo dei dollaroni, e questo forse renderà la vita più cara a tutti noi.

Giancarlo Guglielmi

Sull'Autore

Giancarlo Guglielmi

Giancarlo Guglielmi che vive a Cuba da molto tempo, oltre a informare e commentare gli avvenimenti più importanti che si svolgono da quelle parti, offre consulenze per chi fosse interessato a eventuali investimenti a Cuba, o semplicemente per tour personalizzati dell’isola. Chi volesse entrare in contatto puo’ farlo attraverso la email: giangi.riha@gmail.com

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