Susanna Camusso, una donna sovietica

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È arrivata la resa dei conti per lo statalismo occulto rappresentato dalla Camusso?

L’ideologia – spiegava Sigmund Freud nella psicopatologia delle masse – si nutre costitutivamente della rimozione nevrotica della realtà, perché antepone con rigidità morbosa la programmazione al cambiamento. L’ideologia è la difesa nevrotica dell’utopia dalla realtà.
Il Sistema Italia è attraversato tachicardicamente da uno scontro epocale di Weltanschauung, ai limiti della tachicardia parossistica: da una parte c’è l’universo della cinica Susanna Camusso e del rivoluzionario un po’ folle un po’ furbo Maurizio Landini come “utilizzatori finali” del mostruoso apparato dirigista del Vaste Programme di Don Amintore Fanfani (eterno nostalgico della psico-delirante “socializzazione dei mezzi di produzione” magnificata dalla Repubblica di Salò) e che sono disposti,- in nome della fanatica difesa della presunta obbligatorietà costituzionale dell’articolo 18 dello Statuto “socialista reale” dei Lavoratori -, a mettere a ferro e fuoco la collettività; dall’altra parte c’è la socialdemocrazia embrionale di Matteo Renzi che vuole entusiasticamente soffocare sul nascere la possibilità che questi “cinici cosmici”-per dirla alla Pierfranco Pellizzetti-Ghini di Tacco, da Cofferati a Pomicino passando per Ottaviano Del Turco, in servizio permanente effettivo tentino di strumentalizzare la recessione economica, morale e istituzionale più grave dal 1929 per una ri-nazionalizzazione strisciante, che è messa in crisi dal fatto che l’abrogazione dell’articolo:“vietato licenziare per castrare l’iniziativa privata” rappresenti “il conto alla rovescia per l’economia di Stato” (vedi Ferdinando Cionti).
Questi Ghini di Tacco rivestiti di estrema ed estremistica passionalità ideologica sono terrorizzati che cominci per davvero l’agognato conto alla rovescia per l’impunitario “statalismo occulto” che domina come una Piovra clientelare sull’Italia 1970-2014, una vera e propria P2 mentale perciò difficile da sradicare: perché i pregiudizi mentali, i sentimenti machiavellici, non sono individuabili come le cospirazioni di stato (sic!).
Come è complicata la natura umana e le dinamiche più recondite che ne regolano i meccanismi costitutivi! In fondo il giovane “rottamatore creativo” Matteo Renzi, isolato come lo fu il “riformista indiano” Bettino Craxi che con spirito calvinista sfidò a duello l’asse Berlinguer-Agnelli-Lama sulla colossale idiozia anti-economica della scala mobile, la pensa come il giornalista anglosassone Alan Friedman:“Ma non solo al livello di Agnelli e di Fanfani si strumentalizzano affiliazioni, amicizie, simpatie politiche:su un livello più personale, in Italia la politica influenza anche il mondo delle professioni. Quando si tratta di nominare qualcuno a una carica di primo piano, negli affari, nelle banche, persino nelle arti, per prima cosa un italiano domanda:“Di che partito è?”. Cioè, ha una tessera, a che area politica appartiene, in che direzione vanno le sue simpatie? Anche qui, il paese di Machiavelli cerca un motivo, una tessera, un’affiliazione. Per un italiano è difficile credere che qualcuno vada avanti soltanto grazie al merito: ci dev’essere qualcosa dietro il successo. Anche qui impera la mentalità dell’appartenenza”. Infatti a Matteo Renzi non perdonano il successo.
La dietrologia catto-socialista si spreca: è finanziato e/o supportato dalla Jp Morgan, è un autocrate, un iper-liberista, ecc…In realtà è un giovane ambizioso e promettente pieno di entusiasmo, poco moroteo. Ronald Reagan sul Tevere?!
Fa paura perché è di sinistra. Perché la vera sinistra fa paura alla stessa sinistra.

Alexander Bush

Sull'Autore

Alexander Bush

Alexander Bush, classe ' 88, nutre da sempre una passione per la politica e la macroeconomia legata al giornalismo d'inchiesta. Ha realizzato diversi documentari presentati a Palazzo Cusani, tra questi "Lo psico-reato di Keynes", "Monte Draghi di Siena" e "L'utilizzatore finale del Ponte dei Frati Neri", riscuotendo grande interesse di pubblico. Si definisce un liberale arrabbiato e appassionato in economia prima ancora che in politica. Due libri al suo attivo: "L'Italia dei complotti 1974-2011" e "Scacco matto a Giulio Andreotti" editi da LibertatesLibri.

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