SOS dei fisici: salvateci da Popper!

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Se la regola di Popper su quando una teoria si può considerare scientifica è comunemente riconosciuta: quale comportamento dobbiamo avere verso quelle teorie fisiche che vanno oltre?

Inedito tandem fra fisici e filosofi (della scienza) di livello internazionale,in convegno a Monaco di Baviera, con pronta eco mediatica nel piccolo mondo dei dotti ( vedi Davide Castelvecchi,’”Feuding physicists turn to philosophy for help”, Nature Comunications, 23 December 2015). L’argomento in discussione è, nientemeno, il metodo scientifico, che si riteneva fissato per sempre dall’aurea regola di Sir Karl Popper: se una teoria non si espone al rischio di essere confutata dall’esperimento, allora non può essere considerata autenticamente scientifica. Più che la verificabilità di una proposta teorica, conta la sua falsificabilità, cioè la possibilità, prossima o remota, di sottoporla al giudizio supremo, cioè all’esperienza.
Secondo il criterio di Popper, l’attuale fisica delle particelle si salva, perche si e esposta alla verifica sperimentale, fino a superare definitivamente l’esame con la scoperta del bosone di Higgs. Si salva cosi il cosiddetto Modello Standard, cioe la teoria delle interazioni sub-nucleari, elaborata negli ultimi decenni.
Il problema, a questo punto, riguarda le teorie che si sono spinte al di la del Modello Standard, con le relative ipotesi di particelle super-simmetriche, membrane, stringhe e superstringhe. Con una proliferazione di particelle ipotetiche, che non hanno ancora dato traccia di sè e della propria esistenza al CERN di Ginevra. Come dobbiamo considerare queste teorie ‘speculative’? Le dobbiamo considerare pezzi pregiati o articoli lussuosi di scienza legittima a pieno titolo, oppure addirittura pseudo-scienza? Perche la perdurante mancanza di riscontri sperimentali le espone all’accusa di essere non falsificabili sulla base del criterio di Popper. Non solo quindi non verificate, ma anche non verificabili, e addirittura non falsificabili.
Urge allora una aggiornata ‘narrativa’ a proposito del metodo scientifico, allo scopo di salvare l’anima delle teorie speculative, non ancora falsificabili. Urge cioè assicurare la rispettabilità delle suddette teorie. Perche la rispettabilità e il fattore che permette di continuare a ricevere finanziamenti adeguati per la ricerca, e per il supporto di rispettabili carriere nello specifico settore.
E qui sembra essere il senso della richiesta di aiuto dei fisici rivolta ai filosofi. Come ha suggerito ‘gola profonda’, la regola e sempre follow the money. Salvare l’anima della scienza è importante. E il portafogli pure.

Lanfranco Belloni

Sull'Autore

Lanfranco Belloni

Lanfranco Belloni si occupa di divulgazione presso il Dipartimento di fisica dell’Università degli studi di Milano, facoltà di Fisica Generale. Laureato in Filosofia e in Fisica negli anni Settanta, ha frequentato gli Stage (1976-78) a Berkeley in California. Ha partecipato al CERN History Project negli  anni Ottanta. Ha pubblicato con la Rizzoli: La scienza divertente ( con G. Caprara), 2002;  La vera storia della fusione fredda, 1989;  Da Fermi a Rubbia, 1988.

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