Messico, caccia al giornalista


Cosa significa la vittoria di Obrador in Messico?

Si sono svolte in Messico le elezioni per il Presidente della Repubblica, per alcuni Governatori, dato che il Messico e’ composto di vari Stati, e per deputati e senatori.
Al terzo tentativo ha vinto Andres Manuel Lopez Obrador, anche chiamato AMLO, dalla sigla del suo lungo nome. Al terzo. perché si era presentato già nel 2006 e allora per pochissimi voti vinse il Peña Nieto, mentre nel 2012 perse per 8 punti. Pare avesse vinto gia’ nel 2006 si era presentato come movimento, (MORENA, Movimiento Rigenerazion Nazional) e tuttavia non essendo un Partito non aveva avuto diritto agli scrutatori.
Questa volta, capita l’antifona, quelli del MORENA si sono presentati come Partito, con diritto alla verifica dei risultati dei seggi, quindi sebbene non sia andato tutto alla perfezione (ad esempio a Puebla, città vicina alla capitale, sono state rubate le urne con l’uccisione di un guardiano, e per paradosso il furto fa notizia e l’uccisione no), questa volta dovrebbero essere rispettati i risultati.
La vittoria di Lopez Obrador significa due cose molto importanti; la fine di 70 anni di dominio del Pri, (Partito Rivoluzionario Istituzionale), e la ripresenza di Governi progressisti nel Continente, interrotta da Argentina e Brasile. Anche se, come gia avevo scritto in articoli precedenti, il Messico è un Paese allo sfascio, e quindi saran gatte da pelare per il nuovo Governo se intende riportarlo a una convivenza civile.
Alcuni dati: sono stati trovati morti ammazzati oltre 130 candidati a queste elezioni, cosi come oltre una decina di giornalisti, per non parlare del “femminicidio” che equivale a 7 donne morte ammazzate ogni 24 ore. Che differenza con l’affermazione che mi aveva affascinato: “la donna e’ l’altra meta’ del cielo”.
Ma a parte questo, si pensi che se avessi scritto questi articoli per Libertates, abitando non qui all’Avana, ma in Messico, probabilmente sarei stato zittito da tempo, proprio come quelle decine di giornalisti uccisi, che non avevano intrapreso grandi inchieste tipo Watergate ma semplicemente documentavano gli avvenimenti; come faccio io. Cosi come stavano facendo i 3 giornalisti equatoriani, uccisi nella frontiera colombiana, perche stavano filmando la produzione di cocaina.
Lopez Obrador non è un Chavez, e tanto meno un Fidel, però dice di rifarsi a Benito Juarez , il Presidente che elesse la Rivoluzione messicana del 1911 e dice, per esempio, che rinazionalizzerà l’acqua, privatizzata dallo yuppy Peña Nieto. Qualcuno ne sarà felice, come una certa signora anziana da me osservata in Salvador, che a proposito dello stesso problema inalberAva questo cartello durante una manifestazione: “ARENA (che e’ il raggruppamento della destra in quel Paese) PRIVATIZA A TU MADRE!”.

di Giancarlo Guglielmi

Sull'Autore

Giancarlo Guglielmi

Giancarlo Guglielmi che vive a Cuba da molto tempo, oltre a informare e commentare gli avvenimenti più importanti che si svolgono da quelle parti, offre consulenze per chi fosse interessato a eventuali investimenti a Cuba, o semplicemente per tour personalizzati dell’isola. Chi volesse entrare in contatto puo’ farlo attraverso la email: giangi.riha@gmail.com

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