L’islam e la tecnica del salame


E se continuassimo ad applicare anche all’islam in detto tipicamente occidentale “date a Cesare quello che è di Cesare”

Il sociologo Luciano Pellicani mette ancora in guardia: “Basta considerare i terroristi poveri e incolti”, Al contrario: “Hanno un lavoro, sono colti e laureati” ( “Il Giornale” del 28 novembre 2015 ). Già: ma non credono nella religione della libertà e nella distinzione dei poteri. Possono essere alla seconda o terza generazione di immigrati: ma non conoscono, né intendono conoscere, Machiavelli (“Gli stati non si reggono con i paternostri” ); John Locke e la distinzione dei poteri; Montesquieu e lo “Spirito delle leggi”.
Non foss’altro che per questo, il modello d’integrazione seguito in Italia e – ancor più – in Francia ha fallito. La cultura umanistica ci salverà, ripete il Presidente Mattarella. E allora, ricordiamone qualche messaggio.
Al fianco della teoria della aggressione culturale di Alfred Toynbee, lo storico belga Henri Pirenne
avvertì sgomento a causa dell’invasione tedesca della sua Gand durante il primo conflitto mondiale. Andando a ritroso nel tempo, ritrovava la “cesura tra il mondo antico e il medioevale” proprio nella “invasione islamica”, nei suoi “Maometto e Carlomagno” e “Histoire de l’Europe”. Questa tesi si trova anche in Fustel de Coulanges e Dopsch; viene ripresa da Federico Chabod nelle lezioni all’Istituto Croce del 1947-48. Viene ragionata in più passaggi del “Perché non possiamo non dirci cristiani” dello stesso Croce, e in “Fanatismo” del filosofo italiano, a commento di “Buio a Mezzogiorno” di Arthur Koestler. Il termine “assassini” viene
dall’arabo “haschish”, a significare la promessa del paradiso delle vergini per il martire musulmano. Il lavaggio del cervello ( di cui denunzierà i sottili meccanismi sovietici Koestler ) è come anticipato nella “conversione forzata” dei bambini. La “tecnica del salame”, con cui la polizia sovietica e la pretesa onnivora del totalitarismo farà accettare a russi, polacchi, cechi, rumeni ( dai gulag a Pitesti ) la rinuncia alla propria dignità d’uomo, è analoga alla richiesta di nuove moschee e pesino di nuovi “concordati”. “Scendiamo in piazza al fianco dell’ Occidente, di Parigi, di Roma, purché tu stato laico ci accordi le Moschee”. Il modello “palingenetico” è quello delle visioni messianiche.
Alla Biennale ‘arte di Venezia del 2013, la Santa Sede ( introdotta da monsignor Ravasi ) esaltò il fotografo Koudelka, con il progetto “Creazione”  che passasse però dal momento della “De-Creazione”, per approdare infine alla “Umanità nuova”. Lo schema triadico delle filosofie della storia, da Gioacchino da Fiore a Hegel, si riempiva così della foto dei templi romani in Libia o a Palmira, ritratti con un macigno e una enorme mano minacciosa di lato, quasi a lugubre prefigurazione di quanto programmato effettivamente per le distruzione di un biennio dopo. Ma l’Occidente cristiano e liberale ha in lascito l’evangelico: “Date a Cesare quel ch’è di Cesare”, con quanto segue.

Giuseppe Brescia

Sull'Autore

Giuseppe Brescia

Filosofo storico e critico, medaglia d'oro del MIUR, Premio Pannunzio 2013 e Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica,Componente dei Comitati per le Libertà, ha procurato di innestare storicismo epistemologia ed ermeneutica. Dopo la fase filologica('La Poetica di Aristotele','Croce inedito' del 1984 ),ha espresso un sistema in quattro parti: 'Antropologia come dialettica delle passioni e prospettiva', 'Epistemologia come logica dei modi categoriali', 'Cosmologia', 'Teoria della Tetrade', 1999-2002).Per Albatros ha pubblicato il commento alla lezione di Popper in'Maledetta proporzionale' (2009,2013);'Massa non massa.I quattro discorsi europei di Giovanni Malagodi'(2011);'Il vivente originario'(saggio sulla filosofia di Schelling, con prefazione di Franco Bosio, Milano 2013); 'Tempo e Idee. Sapienza dei secoli e reinterpretazioni', con prefazione di Bosio (2015).I temi del tempo e del 'mondo della vita' si intrecciano con le attualizzazioni del 'male', da '1994'.Critica della ragione sofistica (1997), 'Orwell e Hayek', 'Ipotesi su Pico'(2000 e 2002) sino al recente'I conti con il male.Ontologia e gnoseologia del male'(Bari 2015).E' Presidente della Libera Università 'G.B.Vico' di Andria

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