Libertates: ecco le primarie che vogliamo


Le primarie devono essere serie e regolamentate: altrimenti scadono a inutile burletta

Le “primarie all’italiana” sono assurte all’onore della cronaca, come si diceva una volta: organizzazione approssimativa, calcolo dei voti con più ombre che luci, brogli, compravendita di voti eccetera; tutto quanto basta per farle decadere a consultazioni farsa, buone a giustificare scelte calate dall’alto o a fare folklore elettorale.
Le primarie, invece, dovrebbero essere uno dei punti cardine di un sistema elettorale che mette al centro il cittadino elettore e la sua possibilità di scelta.
Un vero sistema elettorale democratico e liberale dovrebbe infatti permettere ad ogni cittadino tre passi fondamentali:

  • scegliere i propri candidati e il programma più consono attraverso primarie obbligatorie, certificate e garantite
  • votare per un candidato comunque identificabile con il sistema uninominale maggioritario a turno unico (all’inglese, chi vince governa, chi perde aspetta il prossimo turno)
  • giudicare l’attività del proprio rappresentante durante tutto l’arco della legislatura. Solo se il cittadino conosce chi ha eletto e quali promesse e programmi ha fatto, può sapere e valutare se l’attività del proprio rappresentante è stata per lui positiva. E questo si ottiene, ovviamente, con il sistema uninominale che permette di sapere con certezza chi ha vinto in ogni collegio

Per ottenere tutto ciò occorrono però primarie vere, con le caratteristiche che da sempre chiede Libertates:

  • obbligatorie. Cioè ogni partito, o meglio coalizione che presenta un candidato sindaco (questo ovviamente solo per le amministrative) deve tenere al suo interno le primarie: sia con il sistema americano (solo per chi si iscrive a votare), sia con il sistema tedesco (solo per gli iscritti al partito), sia (come vorremmo noi) aperte a tutti i cittadini
  • certificate. Dato che le primarie così intese sono il primo stadio delle elezioni, non si vede perché non si possano tenere sotto il controllo di un ente (pubblico o privato, o addirittura lo stesso Stato) che ne certifichi i risultati
  • garantite. A queste primarie dovrebbero poter partecipare tutti i cittadini versando un piccolo obolo (per non gravare di spese chi le organizza). Ma a loro volta chi partecipa alle primarie di un partito (o coalizione) non può più partecipare ad un’altra elezione primaria, né può parteciparvi due volte: sarebbe sufficiente utilizzare la scheda elettorale che andrebbe timbrata una volta esercitato il voto.

Sono decisioni semplici, non costose (perché sarebbero gli elettori a partecipare alle spese oppure i partiti utilizzando i fondi elettorali) di immediato beneficio: in questo modo le primarie sarebbe uno dei cardini di un sistema elettorale che avvicina i cittadini alla politica e non correrebbero il rischio di precipitare in farsa. Perché, allora sì, sarebbe facile per la partitocrazia affossarle col solito pretesto: sono solo una spesa e una perdita inutile di tempo.

di Angelo Gazzaniga

Sull'Autore

Angelo Gazzaniga

Presidente del Comitato Esecutivo di Libertates. Imprenditore nel campo della stampa e dell’editoria. Da sempre liberale, in lotta per la libertà e contro ogni totalitarismo e integralismo.

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