Lezione di Referendum in 5 mosse

angelo
In Svizzera (anzi nella Confederatio Helvetica per chiamarla con il suo nome ufficiale) si è svolto un turno referendario su tre argomenti disparati (obbligo per le ditte di non avere per gli stipendi una forbice superiore a 12; alcune modifiche al diritto di famiglia; l’aumento dei pedaggi autostradali) che potrebbe essere preso ad esempio per come si dovrebbe utilizzare l’istituto referendario:

  • è sufficiente che 100000 cittadini lo chiedano attraverso una semplice procedura
  • può essere sia propositivo (nel caso della legge 1:12) sia modificativo (negli altri due casi). I cittadini cioè possono sia proporre essi stessi una legge, sia abrogarla, sia modificarla. Le domande sono semplici, chiare e comprensibili a chiunque (ad esempio: “vuoi che il pedaggio autostradale sia portato a 100 Franchi?). Inoltre possono essere soggetti a referendum anche temi di politica fiscale (tranne il bilancio federale): come ad esempio quello sull’aumento dei pedaggi autostradali
  • la campagna elettorale è breve, semplice e rimane circoscritta ai temi proposti, senza mai assumere i toni di giudizio politico sull’attività di questo o quel partito o uomo politico. La votazione può, e per la maggior parte dei votanti avviene, essere fatta per posta: è sufficiente compilare la scheda, chiudere la busta e rispedirla
  • non esiste quorum: come in ogni elezione che si rispetti vince la maggioranza di chi ha votato. Chi non ha votato è perché non è interessato all’argomento oppure si rimette al giudizio della maggioranza.
  • Il risultato è indiscutibile: se una proposta è stata bocciata non se ne parla più per almeno 2 anni, se è approvata diviene legge senza possibilità di aggiramenti o aggiustamenti da parte del governo

Non è purtroppo necessario elencare come vengono gestiti questi cinque punti in Italia: lo sappiamo tutti fin troppo bene.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: in Svizzera il referendum è un istituto fondamentale per far partecipare (e coinvolgere) i cittadini nelle scelte che ritengono importanti (basti pensare ai referendum sull’AlpTransit e sul traforo del Gottardo); in Italia i referendum hanno perso qualsiasi importanza perché vengono regolarmente respinti (grazie al quorum l’”andare al mare” conta maggiormente che il partecipare e votare no) e ,nel caso fossero approvati, vengono regolarmente aggirati da una piccola modifica formale alla legge (come nel caso del finanziamento ai partiti, prontamente riapparso come rimborso spese).

Dato che tutto questo non avviene né su Marte né in una qualche città ideale descritta da un filosofo sognatore, ma avviene in un Paese vicino all’Italia, tanto simile a noi per cultura, tradizioni, storia quale la Svizzera perché non può avvenire anche da noi?
La democrazia diretta è qualcosa che deve essere conquistata poco a poco, se vogliamo da sudditi diventare sempre più cittadini

Angelo Gazzaniga

Sull'Autore

Angelo Gazzaniga

Presidente del Comitato Esecutivo di Libertates. Imprenditore nel campo della stampa e dell’editoria. Da sempre liberale, in lotta per la libertà e contro ogni totalitarismo e integralismo.

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