Le regioni a statuto speciale: aboliamole!

angelo sicilia
La situazione della Regione Sicilia si fa sempre più grave, sia dal punto di vista della gestione delle risorse, sia dal punto di vista economico.

La Regione a statuto speciale è nata nel 1944 con decreto luogotenenziale per rispondere alle richieste di autonomia: richieste che non venivano dalla popolazione, ma da una parte della classe politica pesantemente inquinata dalla mafia. Quella mafia che aveva rialzato la testa ai tempi del governo degli Alleati appoggiato e favorito da Lucky Luciano.
Allora si favoleggiava della Sicilia come 51° Stato USA, di un Governatorato autonomo con luogotenente uno come Salvatore Giuliano, un bandito semianalfabeta manovrato dalle cosche e dai poteri nascosti siciliani (chi non ricorda la strage di Portella delle Ginestre?).

Cosa ha portato questo statuto speciale alla Sicilia? Solo spese folli e clientelari con un unico scopo, quello di distribuire soldi a pioggia ad amici, conoscenti e compari.
Una regione che potrebbe vivere di turismo e cultura agonizza sotto il peso del malgoverno, degli intrallazzi, delle iniziative clientelari della sua classe politica.
Negli anni si sono succeduti governi e governatori di tutti i colori politici, con coalizioni di ogni colore e nome, ma nulla è cambiato: la mala gestione clientelare e parassitaria cambia forma, nome, alleanze ma resta sempre uguale, un autentico esempio di gattopardismo.
Anche il “nuovo” governatore Crocetta non si allontana da quel sistema di governo:

  • ha proposto di eliminare le provincie (esempio per tutto il resto dell’Italia) ma ora scopriamo che al posto delle provincie verranno creati 3 aree metropolitane e 20 consorzi di comuni: da 9 le amministrazioni intermedie diventeranno 23!
  • Ha chiamato un “esterno” (Battiato) per fare l’assessore alla cultura ma, dopo averlo cacciato, lo ha sostituito con la propria segretaria!
  • Ha potenziato, anziché smantellare, il sistema dei corsi di formazione: vengono fatti corsi a disoccupati spesso semianalfabeti, per diventare istruttori; i quali faranno corsi ad altri per diventare a loro volta istruttori… una piramide infinita, quanto inutile e costosa, gestita da tutta una serie di società create ad hoc e di proprietà (guarda caso!) dei potenti locali

È una situazione ancora peggiore del controllo mafioso: soffoca qualsiasi iniziativa autonoma sia in campo economico che culturale, riduce i cittadini a servitori che hanno come unica speranza quella di essere al servizio di qualche potente, ha fatto dell’impiego pubblico (e spesso parassitario) l’unica possibilità per i giovani e, infine, ha portato la Regione Sicilia ad uno stato prefallimentare: ormai si fatica a pagare gli stipendi

A questo non resta che una soluzione prima dell’inevitabile bancarotta (con relativo, necessario quanto costoso, intervento dello Stato): abolire le regioni a statuto speciale.

Questo non significa naturalmente che le regioni a statuto ordinario siano un toccasana. Anch’esse, così come tutte le altre forme di governo territoriale, necessitano di una profonda riforma e riorganizzazione: meno enti, meno livelli di burocrazia, più trasparenza e più efficienza.
Ma se non cominciamo dalle situazioni d’emergenza rischiamo di fare il solito gattopardo: visto che si deve riformare tutto, aspettiamo una riforma globale (magari con il consenso di tutti) che non arriverà mai!

Angelo Gazzaniga

Sull'Autore

Angelo Gazzaniga

Presidente del Comitato Esecutivo di Libertates. Imprenditore nel campo della stampa e dell’editoria. Da sempre liberale, in lotta per la libertà e contro ogni totalitarismo e integralismo.

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