Lassù dove volano le vele cosmiche

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Sugli scopritori delle onde gravitazionali cominciano a piovere premi

Premiati tutti i 1015 protagonisti della storica impresa della rivelazione delle onde gravitazionali. con una edizione speciale per il 2016 del Breakthrough Prize in Fundamental Physics, dovuto alla generosita’ del finanziere-manager, nonché ex-fisico) Yuri Milner. Sono tutti i firmatari dello storico lavoro apparso nel febbraio scorso in Physical Review Letters, con particolare menzione degli americani di Ligo, con in testa il mitico Kip Thorne del Caltech di Pasadena. E si può tranquillamente scommettere che sfileranno anche a Stoccolma prossimamente.
Yuri Milner, come detto, è un ex-fisico teorico, con studi all’Universita’ Statale Lomonosov di Mosca. E perfezionamento al mitico FIAN, l’istituto di scienze fisiche dell’Accademia delle scienze. Crollata l’URSS, nei primi anni novanta, in un contesto del tutto diverso, studiò alla Wharton School of Pennsylvania, per poi diventare un tycoon della high-tech e del mondo del business e finanza.
Vladimir Putin sarebbe felicissimo se tutti gli ultra-specialisti dell’Accademia si trasformassero in imprenditori creativi, come ha fatto Milner. Il quale però è tuttora memore del suo passato e, a differenza di Putin, elargisce generosi premi ai suoi ex-commilitoni del mondo della ricerca. Dal 2012 distribuisce annualmente ‘Premi per la fisica fondamentale’ dell’ammontare di circa 3 milioni di dollari, cioè due volte e mezzo l’’ammontare del Nobel. Fra i beneficiari anche l’attuale Direttore Generale del CERN, Fabiola Gianotti, e altri big protagonisti della scoperta del bosone di Higgs.
Nell’aprile scorso ha inaugurato il progetto ’Star Shot’, per il lancio di nano-piastrine o ‘’star chip’’ da sospingere nello spazio come piccole vele, con l’unico propellente dei fasci di una mega-batteria di laser.
L’obiettivo è di raccogliere dati sull’universo remoto, la dove è improbabile che arrivino razzi a propellente chimico, e neppure nucleare. Mentre le vele spinte dai fasci laser possono raggiungere un quarto della velocità della luce e giungere alla stella più vicina, la Alfa Centauri, in circa venti anni. Padrino dell’iniziativa è la celebre star dell’astrofisica Steve Hawking. Insieme ad altri super-esperti di astrofisica e di high-tech, sarà prossimamente impegnato a spendere i 100 milioni di dollari che Milner si appresta a mettere sul piatto del progetto. Che non si basa su nuove tecnologie, ma sul futuribile sviluppo di tecnologie esistenti al di là dei loro attuali limiti. Come la nanotecnologia necessaria per le vele spaziali, delle dimensioni di un chip di silicio. Poi appunto il volo spaziale a vela, che e’ anche un vecchio pallino della NASA, basato sull’utilizzo della pressione di radiazione generata da una schiera di laser.
Un modo ultra-speciale per festeggiare il 55esimo anniversario del volo di Gagarin, Yuri come Milner. E forse anche un richiamo a quel FIAN degli anni di Mosca, intitolato alla memoria di Piotr Lebedev, che è stato il primo a misurare la pressione della radiazione elettromagnetica su un solido e sui gas, attorno al 1900.
Gia’ Keplero, nel 1600, aveva ipotizzato una spiegazione basata sui raggi del sole, per rendere conto del fatto che la coda delle comete è sempre diretta in direzione opposta al sole. Pensava infatti a qualche pressione dei raggi solari sulla coda della cometa. Non poteva immaginare che vi fosse anche il vento solare, cioè il flusso di protoni, emessi dal sole, a spingere la coda, esercitando una pressione verso l’esterno.
La misura precisa della pressione di radiazione da parte di Lebedev ( 1866-1912) fu un lavoro da Nobel, che però non conseguì, a causa anche della scomparsa prematura, avvenuta in circostanze tumultuose. Nel 1911, per reprimere i disordini studenteschi, il ministro per l’istruzione Kasso mandò la polizia nell’università. Vi fu la protesta dei docenti e di Lebedev, alla quale seguì il pogrom dei professori. Lebedev e la sua scuola si spostarono nella cosiddetta “università popolare’’, finanziata dal filantropo Shaniavskii. Ma poco dopo morì, stroncato nelle energie.

Lanfranco Belloni

Sull'Autore

Lanfranco Belloni

Lanfranco Belloni si occupa di divulgazione presso il Dipartimento di fisica dell’Università degli studi di Milano, facoltà di Fisica Generale. Laureato in Filosofia e in Fisica negli anni Settanta, ha frequentato gli Stage (1976-78) a Berkeley in California. Ha partecipato al CERN History Project negli  anni Ottanta. Ha pubblicato con la Rizzoli: La scienza divertente ( con G. Caprara), 2002;  La vera storia della fusione fredda, 1989;  Da Fermi a Rubbia, 1988.

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