La rivoluzione burocratica che vuole Libertates


Semplificazione burocratica non vuol dire solo togliere leggi e regolamenti, ma anche cambiare metodo e mentalità: impariamo dall’America

Da sempre Libertates propone la semplificazione burocratica, la riduzione degli enti, dei controlli come uno dei mezzi principali per far uscire l’Italia dallo stallo in cui si trova.
Ma non sono solo proposte teoriche, facciamo un esempio concreto e un confronto con una situazione ben diversa dalla nostra: l’esempio è quello delle banche popolari venete e il confronto è con l’America, gli USA.
Da noi vige il concetto che ogni attività, ogni iniziativa deve essere regolata, controllata, autorizzata da una miriade di enti diversi attraverso controlli e autorizzazioni preventive: una volta ottenuta l’autorizzazione e adempiute le formalità burocratiche, i controlli sono formali e le conseguenze di attività illecite praticamente nulle.
In America vige il sistema opposto: gli adempimenti burocratici sono relativamente leggeri e veloci, ma in caso di violazione della legge la punizione è esemplare.
Da noi vige, in altre parole, il sistema “importante è avere l’autorizzazione, la pratica ben compilata, poi tutto è permesso”; da loro invece si afferma “le leggi sono queste, attento che se le violi, paghi”.
Un esempio (tra tanti) è quello delle Popolari venete. Quante sono le autorizzazioni, i permessi, i controlli che hanno dovuto avere per esercitare la loro attività? Un mare di carta, di moduli pieni di firme e dichiarazioni che nessuno legge (alzi la mano chi per aprire un conto deposito titoli non ha dovuto riempire decine di fogli…).
Quanti gli enti preposti ai controlli e alle verifiche? Dalla Banca d’Italia alla Consob, dalla magistratura al Ministero dell’Economia: nessuno si è mai accorto di nulla, le due popolari sono fallite nell’indifferenza (!) totale dei controllori, che tutt’al più controllavano che le pratiche fossero tutte burocraticamente ineccepibili. Nel frattempo migliaia di azionisti perdevano tutto e i responsabili (Zonin e Consoli) continuavano a restare nel lusso delle loro ville venete.
Negli USA invece i controlli sono molto (spesso anche troppo, sostengono alcuni) laschi, ma attenti a sgarrare: chi sbaglia paga e paga pesantemente: i casi della Lehman (lasciata fallire in un giorno) e di Madoff (in carcere a vita) insegnano.
Da noi, sempre per rimanere alle Popolari venete, si continua a procrastinare un fallimento ormai palese (in queste banche i costi di esercizio sono ormai superiori alle entrate), nessuno dei controllori è mai stato chiamato a rispondere dei mancati controlli e i due responsabili principali (Zonin e Consoli) non solo non sono in carcere, ma neppure hanno dovuto rispondere con i loro beni.

Non si tratta quindi solo di ridurre norme, regolamenti, enti o uffici vari, ma anche e soprattutto di un cambio di metodo: guardare al sodo, rendere responsabile chi sbaglia e premiare chi lavora bene. Una vera rivoluzione liberale a costo zero, addirittura a riduzione dei costi, che andrebbe a colpire quella struttura burocratico-amministrativa che è uno dei principali punti di debolezza dell’Italia ma che è anche, purtroppo, uno dei punti di forza della partitocrazia e del sottogoverno. Chi avrà il coraggio di guardare al di là dell’interesse immediato, del guadagno alle prossime elezioni e di fare una riforma del genere, tanto importante quanto difficile?

di Angelo Gazzaniga

Sull'Autore

Angelo Gazzaniga

Presidente del Comitato Esecutivo di Libertates. Imprenditore nel campo della stampa e dell’editoria. Da sempre liberale, in lotta per la libertà e contro ogni totalitarismo e integralismo.

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