La malattia di Banca Etruria e la medicina di Libertates

angelo
A margine della ormai dibattutissima polemica sui destini delle quattro banche popolari salvate a carissimo prezzo dal governo Renzi, vorremmo fare qualche osservazione su come si sarebbe potuto, se non evitare, per lo meno ridurre l’impatto del danno (seguendo quanto chiesto da sempre da Libertates).

Occorrono cioè:

  • Una magistratura efficiente con tempi ragionevoli e certi e a servizio del cittadino: già nel 2011 furono inviati esposti alla Procura di Prato in relazione a certi comportamenti degli organi dirigenti la banca, fu aperto un fascicolo e tutto rimase nel cassetto. La pratica fu ripresa solo dopo l’esplosione dello scandalo: 5 anni dopo
  • Chiarezza e trasparenza nel linguaggio della burocrazia: a tutti gli investitori fu fatto firmare il famigerato “Mifid” (cioè quel fascicolo che dovrebbe permettere una valutazione del rischio dei propri investimenti), atto ineccepibile dal punto di vista giuridico che mette al riparo da ogni conseguenza penale coloro che hanno proposto gli investimenti: peccato che questo Mifid sia un opuscolo di 50/60 pagine scritte in carattere piccolissimo e in un linguaggio misto di burocratese, tecnicismi finanziari e mezze verità: si cerca ancora un investitore che lo abbia letto e soprattutto capito in toto
  • Controlli semplici, efficaci e trasparenti: nessuno contesta che la Banca d’Italia abbia iniziato a fare ispezioni dal lontano 2010 e che già nel 2012 abbia indicato criticità e problemi gravissimi nella gestione delle banche al punto da proporne il commissariamento: peccato che tutte queste osservazioni fossero contenute in lettere inviate alle banche stesse che semplicemente le cassavano o le trasmettevano agli azionisti in forma edulcorata. Una funzione di controllo deve anche avere una funzione di informazione e di pubblicità: altrimenti è solamente teorica, come si è visto.
  • Attività di controllo non meramente formale, ma sostanziale e con responsabilità dell’ente controllante. L’emissione delle famigerate obbligazioni della Banca Etruria sono state approvate dalla Consob in due giorni: miracolo di efficienza e rapidità burocratica. Peccato che il controllo sia stato solo formale: il prospetto era corretto e rispondente ai requisiti, semplicemente non faceva menzione che queste obbligazioni fossero a rischio e che sarebbero state vendute a correntisti praticamente ignari di finanza. Ovviamente niente è stato rimproverato alla Consob perché il suo comportamento è stato burocraticamente corretto anche se inutile.
  • Leggi semplici, comprensibili ed efficaci: per evitare il tutto sarebbe stata sufficiente una semplicissima norma formata da un solo articolo: questo tipo di obbligazioni può essere venduto solo a operatori qualificati. Con poche righe di testo, semplici e comprensibili a tutti, si sarebbe evitato qualsiasi rischio per i semplici cittadini. Mai e poi mai operatori del settore (che ben conoscono la situazione) avrebbero acquistato da queste banche un tipo simile di obbligazioni a rischio. Certo, le banche suddette sarebbero fallite già da alcuni anni, ma questo è il destino di ogni impresa mal gestita o inefficiente; non quello di salvarsi alle spese di cittadini ignari.

Tutto questo per mostrare che le proposte di Libertates non sono solo teoriche o inutili speranze di liberali incalliti, ma che se applicate a casi concreti potrebbero funzionare, eccome.

Angelo Gazzaniga

Sull'Autore

Angelo Gazzaniga

Presidente del Comitato Esecutivo di Libertates. Imprenditore nel campo della stampa e dell’editoria. Da sempre liberale, in lotta per la libertà e contro ogni totalitarismo e integralismo.

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