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Va bene davvero D'Alema come "Mister PESC"? Per il PD conta l'esperienza, nonostante...
Scritto da Carlotta Macerollo   
Mercoledì 18 Novembre 2009 01:09

Gerardo D'AmbrosioIl premier svedese John Fredrik Reinfeldt, presidente di turno dell’Unione, ha fissato per il 19 novembre il vertice straordinario in cui decidere il nome di Mister PESC, cioè l’alto rappresentante per la politica estera. Fra i tanti papabili c’è Massimo D’Alema.
D’Alema ha una grossa esperienza in politica estera. Mi sembra che in Libano si sia comportato abbastanza bene, infatti non si sono verificate conseguenze disastrose in quella zona e ci si avvicina ad una soluzione definitiva di pace.

Quali sono gli elementi che utilizzerà l’Europa per scegliere tra più candidati?
L’Europa dovrà valutare l’attitudine del candidato a trattare per l’Europa con tutti gli altri stati del mondo, e in tempo di globalizzazione e di crisi mondiale dell’economia i problemi da affrontare non saranno né pochi né semplici.

L’appoggio del governo di centrodestra a un uomo della sinistra è il segno di una maturazione della politica italiana o è il solito inciucio?
Io non parlerei di inciuci, la candidatura è avanzata in sede europea. Non bisogna dimenticare che D’Alema è uno dei candidati e non sarà il governo italiano a decidere, ma l’Europa.

Perché Silvio Berlusconi ha sostenuto D’Alema anche se è uno dei suoi più accaniti rivali?
Non parlerei di accanimento anche se una rivalità vivace, ma assolutamente comprensibile, c’è sul piano politico. Certo, quando D’Alema è stato presidente della Bicamerale, i rapporti erano più distesi ma dopo che Silvio Berlusconi, senza plausibili ragioni, vanificò tutto il lavoro compiuto in commissione, non potevano più mantenersi tali. Tale rivalità comunque non ha influito e non poteva influire sull’accettazione della candidatura. Non dimentichiamo comunque che la maggioranza ha già dichiarato che, in caso di fallimento della candidatura di D’Alema, proporrebbe il ministro Franco Frattini.

Meglio D’Alema o Frattini? Anche se quest’ultimo è un uomo politico di formazione comunista? Anche se negli anni passati non ha perso occasione per schierarsi dalla parte dei palestinesi contro Israele? Non parliamo poi del caso Ocalan, e di certi atteggiamenti anti-americani…
A Frattini manca certamente l’esperienza che ha D’Alema.

Quindi non si può parlare di veleno politico.
Non direi; c’è piuttosto il fatto incontestabile che questa maggioranza non prende in considerazione le proposte dell’opposizione. Ciò è dovuto, evidentemente all’elevato numero di volti in più che ha alla Camera ma soprattutto al Senato.

Un esempio.
Sui problemi della giustizia il lodo Alfano e il recente disegno di legge sul processo breve. Quest’ultimo disegno è semplicemente scandaloso. Presenta numerosi profili di incostituzionalità, aspetti di assoluta illogicità, una legge che certamente non è fatta nell’interesse dei cittadini, ma che al contrario danneggia i cittadini onesti che hanno subito un danno e favorisce i delinquenti. Una legge che crea assurde disparità di trattamento. È impensabile, infatti, che il processo per una truffa di milioni di euro nei confronti dell'imputato incensurato si estingua, mentre debba proseguire il processo per una truffa da pochi euro, commessa da una persona già condannata, magari anni prima, per altro reato. È un disegno di legge fatto male e scritto male, non regge da nessuna parte. Non è facendo estinguere i processi e di conseguenza i reati attribuiti agli imputati che si risolvono i problemi della giustizia, si fa solo un’amnistia impropria.

Però riconoscete il problema della lunghezza dei processi.
Sì, certo, abbiamo già depositato infatti un complesso organico di disegni di legge, che dovrebbero ridurre drasticamente i tempi di definizione di tutti i processi e non solo di quelli penali. Abbiamo proposto di rivedere le circoscrizioni giudiziarie, per una migliore distribuzione del lavoro e per sfruttare meglio la professionalità dei giudici specializzati. Abbiamo pensato poi di rivedere il processo penale per adeguarne la struttura al processo accusatorio, rivedendo il sistema delle impugnazioni e delle notifiche causa, attualmente, della maggior parte dei rinvii, di sospendere la celebrazione di processi contro imputati irreperibili, spesso inutili e causa di condanna da parte della Corte di Giustizia europea, di rendere effettivo, in sede civile, il processo telematico. Non si possono imporre tempi di estinzione dei processi, occorre invece fare queste ed altre riforme che, per brevità, non menziono. È necessario anche diminuire i numeri di processi penali sostituendo le sanzioni penali con sanzioni amministrative altrettanto efficaci ed i numeri dei processi civili, creando adeguati filtri e predisponendo il così detto ufficio del giudice. Non dimentichiamo che il nostro paese ha un numero di processi penale ed un numero di cause civili che è assolutamente più alto rispetto a tutti gli altri paesi dell’Europa e forse del mondo.

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