Iscriviti alla Newsletter

Nome:

Email:

Sondaggio

Sei favorevole a introdurre le elezioni primarie per legge nella scelta dei candidati alle elezioni?
 

Licenza Creative Commons
Questo sito utilizza una
Licenza Creative Commons
"Per i liberali ci vorrebbe il copyright"
Scritto da Luca Frassi   
Mercoledì 11 Marzo 2009 10:45

ImageLei si è sempre dichiarato liberale. Come si spiega allora il silenzio dei liberali, o almeno degli intellettuali che si ritengono tali, nel dibattito politico italiano?
“Ma perché, esistono ancora i liberali? Rispondo provocatoriamente con una domanda, visto che la mia impressione è che oggi si faccia solo molta confusione. Innanzitutto non c’è più un partito di riferimento, il vecchio partito liberale. Morto e sepolto”.

Non è che gran parte di questa confusione deriva proprio dalla mancanza di un vero riferimento politico?
“Certo. Ma la rinascita di un partito del genere mi sembra davvero improbabile. Quando si parla di confusione non bisogna dimenticare che di liberali ne troviamo, e tanti, anche a sinistra”.

Pensa all’ex ministro Bersani?
“Sì, ma non solo. Lui aveva proposto una ‘lenzuolata’ di liberalizzazioni, alla fine poco efficaci: sono finite immediatamente in lavanderia.. Silvio Berlusconi lo voleva addirittura tra i suoi uomini. A questo punto i veri liberali dovrebbero chiedere il copyright”.

E come si farebbe a riconoscerli?
“Io un modo ce l’ho: sono persone serie, per bene, tranquille. Che non si fanno trascinare tanto facilmente da entusiasmi di piazza e manifestazioni; anche se, ripeto, un loro raggruppamento in un nuovo soggetto politico mi lascia perplesso. Più che altro mi piacerebbe restituire loro dignità e orgoglio politico; cosa ugualmente difficile, visto il peso delle lobby nel nostro paese (si torna a Bersani..): il mio farmacista per esempio si dice liberale, ma allo stesso tempo fa parte, e orgogliosamente, della corporazione dei farmacisti. Corporazioni: quanto di meno liberale si possa concepire”.

Tornando alla confusione. Quanta responsabilità ha il bipolarismo all’italiana?
“Sicuramente molta. In passato, al momento di andare alle urne, ho avuto serie difficoltà. Fino ad aver voglia di non votare. Il tutto peggiorato dalla nuova legge elettorale, che accorda la preferenza automaticamente al capolista della coalizione: dove spesso venivano collocati cialtroni davvero invotabili. Un regolamento assurdo, un’operazione che non esito a definire fascista. O comunista, fa lo stesso, visto che anche il Cremlino imponeva dall’alto i nomi da votare”.

A proposito di Cremlino, e di storia. Sta lavorando a qualcosa?
“All’ultimo libro, uscita prevista per ottobre, su un aspetto della nostra storia ottocentesca poco approfondito. Ho studiato un’idea che Cavour aveva accarezzato nel 1859, durante la II° guerra d’indipendenza; un accordo, poi fallito, con Napoleone per fare dell’Italia un paese confederato, diviso in tre parti: Nord, Centro e Sud. D’altronde Cavour non scese mai sotto Firenze..”.

Share

Commenti (0)
Commenta
I tuoi dettagli:
Commento:
[b] [i] [u] [url] [quote] [code] [img]   
:D:):(:0:shock::confused:8):lol::x:P:oops::cry::evil::twisted::roll::wink::!::?::idea::arrow:
Security
Inserisci il codice anti-spam che vedi nell'immagine.