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Segni, nel giro di 12 anni siamo passati dal referendum per il maggioritario alle liste bloccate e al lodo Alfano. Cos'è successo?
È successo che il ceto politico è contrario a ogni tipo di riforma che dia più potere al cittadino. E poi ci manca la tradizione di paesi come gli Usa, dove tutto nasce dal basso.
Molti oggi invocano le primarie per legge: un'utopia in Italia?
Anche l'elezione diretta del sindaco nel 1993 parve un'utopia, invece alla fine fu una grande riforma. Quella delle primarie è la strada del futuro.
Il collegio uninominale è morto?
Primarie e uninominale è meglio averle insieme, come nel sistema americano. Vede, in Italia viviamo una sorta di americomania, tutti dicono “viva Obama”. Io dico: diamoci delle regole per avere il nostro Obama.
Infatti lei ha firmato un appello per la democrazia, dove si invocano regole per rompere “gli schemi che ingessano la politica”.
La classe politica si è chiusa in se stessa e non vuole cambiare. C'è un ribellismo diffuso, ma restiamo un paese gerontocratico, immobile. Ciascuno può scegliere se adattarsi o fare la rivoluzione. Io voglio fare la rivoluzione.
Avete raccolto 800mila firme per una nuova svolta maggioritaria. Ma per Marco Taradash il referendum è un grimaldello spuntato. È vero?
È diventata una strada difficile, ma l'alternativa sarebbe arrendersi, tenersi la partitocrazia. Non siamo condannati, né ce l'ordina il medico di avere la “casta”.
Negli Usa un anno intero di votazioni ha permesso di far crescere un leader come Obama.
L'America non è il posto dei sogni, ma è un paese aperto, dove tutto è in gioco e in lotta. Se un giorno avremo le primarie per legge sarà come negli Usa, dove non è sicuro che vincano i migliori, ma è assolutamente possibile.
Lei propone di impedire a chi è giudice di candidarsi alle elezioni. Invece un giudice eletto dal popolo che effetto le farebbe?
Al di là delle ricette politica e giustizia devono restare lontani. Ho visto giudici prepararsi la carriera politica durante il lavoro in magistratura. Non faccio nomi, ma l'ho visto coi miei occhi.
Berlusconi negli anni 90 appoggiava il maggioritario. Tre anni fa il centrodestra ha voluto le liste bloccate. Gli “amici” del maggioritario oggi sono tutti a sinistra?
Beh non è che stiano tutti a sinistra. Certo quelle referendarie sono proposte tipiche della cultura liberale, ed è singolare vedere un filoamericano di destra che tifa per il proporzionale. Ahimè a volte prevale la tattica. La convenienza.
È vero che nel 93 rifiutò di guidare la destra? Glielo propose Berlusconi?
Questa è una leggenda, una balla totale. Certo può essere che una chance l'abbia avuta all'epoca. Ma io sono un rompiscatole, non mi ci vedo a Palazzo Chigi.
Quindi nessun rimpianto? Pare che non le andasse di fare il governo con la destra di Fini.
Il problema non era la destra. È che Berlusconi e il suo conflitto di interessi erano per me incompatibili con un centrodestra moderno. Ma una vera legge sul conflitto di interessi in Italia non ce l'avremo mai. Basti pensare che Soru in Sardegna ha fatto la stessa cosa di Berlusconi, e la sinistra gli ha battuto le mani.
Giochiamo al futuro mancato. Che centrodestra sarebbe stato quello con Segni leader e magari presidente del Consiglio? Ci saremmo risparmiati le battute sull'abbronzatura e i kapò?
Guardi il profilo internazionale dell'Italia oggi è basso perché è debole l'Italia come paese, altro che abbronzature. Il presidente degli Usa potrebbe permettersi tutte le gaffe del mondo.
Perchè all'Italia mancano leader giovani?
Un giovane, se è davvero un leader, non aspetta di essere cooptato dai potenti. Ma c'è una politica di chiusura e di scoraggiamento dei giovani, in tutti i campi, e il bello è che questa politica mette tutti d'accordo. Tutti. I politici vogliono solo durare il più possibile. Imprenditori e sindacati vogliono tenere chi è già dentro, piuttosto che cambiare. Ma non rassegniamoci: non sarà così per sempre.
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devo assolutamente essere finanziato per fare una rivoluzione in Italia inizialmente agli istituti di credito non italiani.
Ho tutti i mezzi e tutte le persone disponibili, ma quest' opera deve essere finanziata.
Un solo mondo, un solo Stato, una Sola guida.
Siamo politici militari in mezzo ad una guerra di prodotti solo una rivoluzione risolverebbe la questione.
Per contattarmi
Marcello Suppo
marcellosuppo@gmail.com