| OLIMPIADI - Non boicottaggio ma sospensione |
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| 26/03/2008 | |
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- I morti del Tibet, e il genocidio culturale cinese che li ha provocati, non possono essere rimossi dalle coscienze. Sarà possibile tra breve celebrare il rito delle Olimpiadi come se niente fosse accaduto? E’ accettabile e morale applaudire le gare di tiro al piattello e nuoto sincronizzato mentre una nazione e un popolo vengono schiacciati militarmente, cancellati dalla faccia della terra? Nonostante tutto, in condizioni normali, potremmo anche rispondere di sì: lo sport ha un suo valore, una sua moralità che non devono essere confusi con la politica. Ma quando vengono messi in discussione i diritti umani fondamentali, le cose cambiano: qualcosa bisogna pur fare! Non il boicottaggio, una cosa che è stata già tentata in passato, ma spesso è stata sfruttata politicamente per altri fini; piuttosto, la sospensione dei Giochi, almeno fino a quando il mondo libero non avrà la ragionevole certezza che le libertà fondamentali siano state ripristinate. Anzitutto in Tibet. Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti. |





