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13/05/2008 |
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Qualcosa accomuna l’assassinio di Giulio Cesare alla Congiura dei Pazzi; il rogo cui fu condannato Giordano Bruno al Terrore giacobino della Rivoluzione francese; il presunto complotto ebraico mondiale sostenuto dai "Protocolli dei Savi di Sion" alle dietrologie sugli anni di piombo.è la Teoria del Complotto. Secondo questa concezione ideologica, esisterebbe sempre un gruppo di individui pericolosi, etichettati come "nemici", che dovrebbe essere smascherato e messo in condizione di non nuocere. L’urgenza di intervenire con metodi repressivi brutali sarebbe determinata dall’ampiezza della minaccia: i nemici che complottano sarebbero sempre sul punto di infliggere disastri terribili alla parte "sana" dell’umanità.
I meccanismi mentali di chi fabbrica l’idea della "cospirazione" sono antichi, affondano le radici nel mito, ma si rifanno anche ad alcune credenze collettivistiche del nostro tempo. La Teoria del Complotto, intesa come invenzione del capro espiatorio, è un mezzo per esercitare il potere tirannico: questo breve saggio insegna come riconoscere l’inganno e combatterlo.
L’autore, Guido Brescia (Bari, 1983), è Dottore in Scienze della Comunicazione presso la LUISS "Guido Carli" di Roma.
Collabora con "Liberamente" e "il Domenicale".
Formato 12x18cm - pagine 88 - € 8,00 - ISBN-13 978-88-902345-0-7
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