lunedì, 06 ottobre 2008

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Pdl, dove sono finiti i liberali? PDF Stampa E-mail
15/03/2008

ImageLa democrazia in Italia è sospesa. Su questo non ci sono dubbi. Sarà così fino a quando non verrà restituita, ai cittadini, la facoltà di scegliere liberamente chi mandare in parlamento. Con le "liste bloccate" e senza primarie di fatto non si può parlare di democrazia ma, tuttalpiù, di oligarchia partitocratica. Fino a poco tempo fa c'era la corsa ad avere, in lista, esponenti liberali: tutti facevano a gara per mostrare, come fiori all'occhiello, illustri personalità del mondo laico-liberale.

Oggi, invece, i liberali sono quasi del tutto scomparsi. Una specie in via d'estinzione. In un editoriale su L'Opinione Arturo Diaconale si sofferma con attenzione sulle liste presentate dal Popolo della Libertà analizzando la scomparsa, pressoché totale, di personalità dichiaratamente laiche e liberali, salvo rarissime eccezioni. Gli spunti di riflessione e le chiavi interpretative fornite per comprendere tale scelta sono molteplici: il predominio della componente cattolica nel Pdl, l'egemonia conservatrice di An, la poca coerenza del Cavaliere.

Ma Diaconale avanza persino un'altra ipotesi-accusa: l'incapacità dei liberali storici di dare corpo -in modo concreto - alla propria area politica, limitandosi a garantire se stessi e le proprie rendite di posizione. Questo, alla lunga, non solo ha indebolito le battaglie liberali ma, di fatto, ha sancito l'eliminazione, uno alla volta, dei liberali dal Popolo della Libertà. Leggi l'articolo di Diaconale sul blog L'Orso di pietra http://orsodipietra.wordpress.com/2008/03/11/liberta-senza-liberali/



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