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Liberalia 2007, festa delle libertà PDF Stampa E-mail
02/11/2007

Nell’Italia delle memorie divise, e spesso contrapposte, ricordare e festeggiare la caduta del Muro di Berlino ha un significato speciale. Perché il 9 novembre del 1989 non è stato cancellato soltanto il simbolo dell’oppressione totalitaria che aveva gravato per decenni su metà dell’Europa: in quel giorno si sono ritrovati fianco a fianco tutti gli uomini e le donne divisi troppo a lungo dall’ideologia della guerra fredda, nemica dei diritti umani.

Negli ultimi anni varie ricorrenze sono state adottate per sottolineare il ritrovato sentimento di unità fra le donne e gli uomini liberi: il 27 gennaio, dedicato alle vittime del nazismo, la Shoah; il 10 febbraio, giornata del Ricordo dopo l’esodo dei giuliani, istriani e dalmati dalle loro terre; il 7 novembre, con il Memento Gulag consacrato alle vittime del comunismo. A differenze di quelle date, tutte luttuose e rivolte al passato, il 9 novembre può essere considerato invece un’occasione di festa e speranza per il futuro. Perché da Berlino il vento di libertà, nel corso di questi anni, si è diffuso a velocità impressionante, pur fra tanti contrasti, in molti paesi del mondo. Intendiamo coglierla come un’occasione per inneggiare alla libertà, così come anticamente facevano i romani nelle feste denominate Liberalia. Per questo, sin dal 2002, quando per la prima volta è stato commemorato il Memento Gulag del 7 novembre, i Comitati per le Libertà hanno auspicato che venisse celebrata due giorni più tardi una moderna Liberalia, una rinnovata festa delle libertà. Allora Vladimir Bukovskij, presidente generale dei Comitati e già capo della dissidenza antisovietica, pronunciò un celebre discorso che conserva intatta ancora oggi la sua carica ideale, e che merita di essere riascoltato. Oltre a quelle parole, intendiamo dare voce alle testimonianze di coloro che, dall’Albania a Cuba al Medio Oriente, conoscono il senso della opposizione al potere totalitario.

Oggi dunque intendiamo ricollegarci a un’antica idea, con lo stesso spirito di allora, perché anche chi non era ancora nato il giorno in cui crollò il Muro di Berlino sappia a che cosa deve la sua libertà.


Scarica il programma (PDF) della FESTA DELLE LIBERTÀ 2007





Liberalia, dall’orrore del gulag alla festa delle libertà
di Vladimir Bukovskij (Presidente generale dei Comitati per le Libertà)


Se avessi immaginato trent’anni fa, quando mi trovavo in un lager sovietico, che un giorno sarebbe stato possibile commemorare dovunque le vittime del comunismo, e festeggiare la vittoria delle libertà, sarei stato un uomo più felice. Invece, mentre il mio aguzzino mi iniettava strane sostanze in una gamba per sperimentare le mie reazioni, io credevo che la resistenza fosse solo simbolica, come del resto quella di tutti gli altri miei amici dissidenti, e che in realtà non ci fosse speranza. Allora, però, nel gulag, ebbi una idea molto efficace: finsi che la sostanza che mi avevano iniettato, anziché ridurre le mie difese, avesse aumentato la mia aggressività. Bastò perché quella pratica di tortura alla fine venisse abbandonata.

Perché, vedete, mai gli agenti del Kgb, i torturatori, gli emissari del regime comunista hanno dimostrato finezza psicologica o intelligenza. In verità, il regime reclutava i peggiori. È stato soltanto in Occidente che gli intellettuali hanno fatto credere alla gente nella “scientificità” e raffinatezza della cultura comunista.

Quando nel 1991 crollò il regime sovietico, io mi trovavano nel mondo libero già da tempo, in seguito a uno scambio ufficiale di prigionieri tra Breznev e Pinochet: il dittatore cileno liberò il segretario comunista Luis Corvalan, e quello sovietico si liberò di me. Nell’agosto dal ’91 dunque andai a Mosca per cercare di convincere l’entourage di Eltsin a organizzare una Norimberga russa: se allora mi avessero dato ascolto, non ci troveremmo ancora oggi con numerosi regime comunisti ancora al potere nella loro forma originaria (Cina, Cuba, Corea del Nord), e altri dominati dalla vecchia nomenklatura (come la Bielorussia o in gran parte la stessa Russia). La condanna morale del mondo avrebbe impedito che gli orrori ideologici del comunismo si perpetuassero. Ora, più passa il tempo e più le possibilità di sottoporre a processo i responsabili di tanti crimini diminuiscono: ma non bisogna smettere di sperare.

Con i nostri Comitati per le Libertà stiamo tentando di organizzare ed estendere un largo movimento di pubblico contro il comunismo: proprio il contrario di quello che voleva fare Lenin con i suoi rivoluzionari di professione. Ma perché possiamo avere successo, abbiamo bisogno dell’appoggio del governo italiano, dei partiti democratici e di tutti voi, amiche e amici, donne e uomini amanti della libertà. Abbiamo bisogno, certo non solo in Italia, di grandi eventi simbolici.

E di due in particolare: il Memento Gulag, il 7 novembre, e la festa delle libertà, o Liberalia, secondo l’antica denominazione latina. La prima; che è stata celebrata per la prima volta nel 2002 a Roma, e poi in molte città europee, dell’Est e dell’Ovest. per commemorare gli ottantadue milioni di vittime accertate del comunismo (ma forse solo molte di più, chi potrà contare le tombe?). La seconda invece per festeggiare l’ingresso nella maggiore età della nostra democrazia, dopo gli incubi infantili di tutte le utopie totalitarie e di tutte le dittature. È una felice coincidenza che il 7 novembre, triste ricordo della genocida rivoluzione bolscevica d’ottobre (secondo il calendario ortodosso), sia contiguo al 9, il giorno in cui tutti gli uomini liberi hanno esultato per la caduta del muro di Berlino. Un giorno di lutto, un altro di festa.

Memento Gulag e Liberalia, è bello credere che ogni anno, in luoghi diversi, continueremo a celebrare queste due date, perché la gente non dimentichi,

Per questo oggi sono con voi, e vi esorto a continuare a lottare.





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