giovedì, 04 dicembre 2008

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Bibliotheca Albatros

Arabi e musulmani liberali, per favore.... svegliatevi! PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Colombo   
05/05/2007

Clicca per ingrandireLo scorso marzo, l'Università "L’Orientale" di Napoli, in collaborazione con il Centro Waleed bin Talal dell'Università di Georgetown, ha organizzato un laboratorio dal titolo molto interessante e promettente: "Dare voce ai Musulmani Democratici" (www.meiad.org).
Sfortunatamente quando ho dato un'occhiata ai partecipanti, ho avuto una brutta sorpresa: Tariq Ramadan, Nadia Yassine, Heba Raouf Ezzat. Solo ed esclusivamente rappresentanti dell'Islam politico! Sono stati pubblicati alcuni articoli contro la conferenza, così è stato apportato un cambiamento: Nadia Yassine è stata sostituita da.... Rached Ghannouchi! Voi non potete neanche immaginare la mia ira. Conosco molti liberali minacciati da Ghannouchi e dal suo entourage, primo fra tutti Lafif Lakhdar. Tutti noi sappiamo che Ghannouchi NON è un democratico. Ricordo un meraviglioso articolo di Raja Benslama sulla democrazia islamica da lui auspicata. Ad ogni modo noi si è riusciti a fermare questa conferenza dal momento che gli organizzatori erano convinti che i partecipanti erano persone oneste e "moderate".

Di recente ho pubblicato un'antologia ("Basta! Musulmani contro l'estremismo islamico", Mondadori, Milano 2007) dove ho raccolto e tradotto circa 50 articoli, scritti da molti di voi, in lingua araba, inglese e francese. Nell'introduzione ho dedicato molte pagine per spiegare che noi lottiamo non solo contro il jihadismo islamico, ma anche contro il cosiddetto Islam "moderato" costituito da personaggi come Ramadan e Ghannouchi. Chiarendo come sia utile ricordare sempre le parole di Churchill: "Una persona conciliante è uno che nutre un coccodrillo, sperando che mangi per ultimo"... e i nostri coccodrilli sono i " moderati".

Questa è la ragione per cui io ho proposto di eliminare il termine "moderato" per sostituirlo con termini quali liberali, riformatori o laici. Ho sottolineato quanto siamo importante verificare le persone in ogni dettaglio del loro pensiero. E' molto semplice emettere una fatwa contro il terrorismo, ma quel che più importa è il significato che noi attribuiamo a questa parola. E' molto semplice, così come ha fatto Ramadan, chiedere una moratoria sulla lapidazione e poi dire: " La mia posizione è chiara, l'ho espressa per cinque anni: io sono per un'assoluta moratoria riguardo tutte le punizioni fisiche e la pena di morte. Ma i testi coranici e la tradizione profetica assegnano delle punizioni; ognuno di noi non le ritiene compatibili con l'Occidente, ognuno di noi considera ciò inapplicabile, quindi è necessario fare un vero e proprio lavoro sui testi, un dibattito tra dotti musulmani, e nell’attesa, fermare tutte le punizioni"; "Io richiedo una moratoria cosicché ognuno di noi fermi l'applicazione di queste punizioni nel mondo musulmano. Quello che conta è la valutazione di ideologie".

Nel marzo 2005, Ramadan ha ribadito la sua posizione, però ha anche spiegato che lui è a favore di una moratoria non per la crudeltà e la violenza della punizione, ma perchè " queste pene vengono applicate quasi esclusivamente alla donna e al povero, doppiamente vittime, mai al ricco, al potente, o agli oppressori" e perchè i sistemi in cui vengono applicati non garantiscono un giusto od equo trattamento degli individui".

Tutti voi, senza alcuna esitazione, vi schierereste a favore dell’abolizione di queste pene, senza se e senza ma. Io ero e sono molto orgogliosa del mio lavoro, MA... adesso sopraggiungono i miei MA!
Io ho deciso che i liberali devono creare un network per organizzarsi. Ecco perché ho iniziato a inviare e-mail a tutti i liberali. Il risultato è stato che alcuni di loro hanno risposto immediatamente, alcuni hanno risposto dopo due settimane, alcuni dopo la seconda e-mail, alcuni non hanno proprio risposto!

Per questo motivo io grido ad alta voce... liberali svegliatevi!

Profondamente delusa ne ho parlato con una cara amica, una meravigliosa musulmana liberale, e lei mi ha fornito una risposta, tristemente vera:

" Come promesso, sto scrivendo in merito all'idea dei network. Credo che il principale problema di laici, liberali e i riformatori sia la loro tendenza a:
A) Innamorarsi di se stessi
B) Non essere organizzati
C) Le loro idee non sono ben pubblicizzate

Poi ha avanzato qualche proposta che merita di essere presa in considerazione: "Il primo problema sembra sia inevitabile: io non provo, ad esempio, simpatia per Nawal Saadawy, ma ciò che scrive è semplicemente cruciale. La seconda necessità è un'organizzazione migliore: un'idea potrebbe essere una specie di alleanza internazionale tra studiosi e intellettuali che riflettono su qualche metodo da adottare. Quest'alleanza potrebbe aiutare nella distribuzione di notizie, nell'organizzazione di eventi e mobilitare i membri (ognuno con il suo o la sua network) su un avvenimento, qualora un membro debba affrontare un procedimento giudiziario da parte dello Stato o degli Islamisti: la ragione per cui questi islamisti dicono quel che dicono è che nessuno dice loro "vergognatevi"! Noi dobbiamo mutare il corso degli eventi, cambiare i concetti e modificare il modo di pensare delle persone, dialogare, e affrontare il discorso.

Quindi, per favore, liberali....svegliatevi! Dovete usare gli stessi metodi degli islamisti e vincerete. Voi non siete una minoranza, LORO sono una minoranza!

Svegliatevi e fate il primo passo! Sto preparando un "Chi è chi" dei liberali da trasmettere alle istituzioni e alle persone che conoscono solo i "moderati".

Ho semplicemente bisogno dei vostri recapiti (e-mail, numero di telefono, website, un breve sommario), di essere in contatto con voi, di conoscere i vostri progetti, .... Mi piacerebbe poter essere la vostra posta elettronica. La mia e-mail è: v.colombo@hotmail.it... Per favore usatela e svegliatevi! Il mondo vi sta aspettando!

Svegliatevi prima che sia troppo tardi!


Commenti
dare voce a chi non ha voce
Scritto da andrea sartori il 2007-05-06 22:48:09

Valentina cara 
 
ciò che dici è sacrosanto. ho avuto modo di acquistare il lbro da te curato e di apprezzarlo. 
L'idea di un network di liberali non è solo semplicemente una buona idea: è un'idea indispensabile. E' indispensabile che i liberali si organizzino e possano passare ad un contrattacco più organizzato. 
Nello stesso tempo è indispenabile anche abbattere questo muro di omertà che i media occidentali hanno creato nei confronti dei liberali autentici, privilegiando pseudoliberali quali Ghannouchi o Ramadan. 
Che dire: bonne chance. 
 
Questo lavoro è indispensabile e sta diventando ogni giorno sempre più urgente
Perchè non un think-tank?
Scritto da Tudap il 2007-05-06 23:51:30

Un Network? potrebbe essere una buona idea, ma forse non l'unica. Margaret Thatcher e Ronald Reagan sono riusciti a portare avanti la loro rivoluzione liberale grazie anche a "pensatoi" ove venivano elebaorate e diffuse le più importanti e rivoluzionarie teorie liberali. Provi a contattare Alberto Mingardi direttore generale dell'Istituto Bruno Leoni (www.brunoleoni.it) il più importate think-tank (indipendente) autenticamente liberale italiano. Lui saprà spiegarvi come funzionano i think-tanks e magari convincervi (nel caso fosse questa la sua idea) che forse la soluzione migliore sarebbe quella di creare think-tanks un'pò ovunque nel mondo che raccolgano arabi e/o mussulmani liberali con lo scopo principale di essere un punto di riferimento per la cosidetta "maggioranza silenziosa" e magari promuovere nuovi filoni di studio per provare ad interpretare i testi sacri islamici in chiave moderna o meglio liberale. 
Dal momento che si tratta di religione potreste provare a contattare oltre a Mingardi anche Flavio Felice dell'Acton Institute for study of religion and liberty (http://www.acton.org/ital/). 
Potrebbe inoltre essere creata una specie di stuttura "sovranazionale" sulla falsariga della Mont Perelin Society (http://www.montpelerin.org/). 
 
In conclusione quello che voglio dire è che una volta rimediati i fondi e il capitale umano necessario (hai detto niente!) il network potrebbe essere creato tra think-tanks sparsi nei vari paesi.
Un "Minaret of Freedom" all'italiana!
Scritto da Tudap il 2007-05-07 12:47:15

In particolare perchè non provare a fondare anche in Italia (che è la principale porta europea nel mediterraneo) un'istituto simila al Minaret of Freedom di Dean Ahmad (http://www.minaret.org/)?
D'accordo e rilancio
Scritto da paolo della sala il 2007-05-07 18:34:03

D'accordissimo. Propongo che si rilanci il liberalismo, ma con un serio progetto di comunicazione a fianco. Il problema dei liberali, italiani o arabi, è la comunicazione. Errore gravissimo...  
Sta cercando di rimediare Adriano Teso. Credo che la sua sia la migliore chance possibile... 
E' possibile un'intervista per L'Opinione?
Proposta: Valentina Colombo editorialist
Scritto da Marco il 2007-05-07 23:03:03

Mi domando cosa aspetti Belpietro a chiamare la Prof.essa Colombo a collaborare con Il Giornale?!
Araabi mussulmani e liberali
Scritto da Antonino Virtù il 2007-05-09 10:53:40

Esisteva/esiste un sito www.arabiliberali.it che originariamente lo si poteva definire liberale, ora non so come lo si possa definire, certo è liberale, nel senso che da voce ad ogni "voce", ma è proprio la voce LIBERALE che adesso manca. E' in gestazione un altro sito, il cui bannerino, che ha sostituito quello del sito sopra citato, è visionabile e raggiungibile da www.agenziaradicale.it, Il sito titola Arabi Democratici e Liberali (www.arabidemocraticiliberali.com), ma la scritto sito in costruzione capeggia da almeno un anno. Questo è il panorama; viene da chiedersi ma esiste un mondo arabo moderato? ed un Islam moderato?
E se il web..
Scritto da Antonino Virtù il 2007-05-09 11:00:42

E se, dopo avere avuto adesioni dal mondo arabo e musulmano liberale, lo costruissimo noi il sito?  
Questo è quanto abbiamo già fatto: www.neolib.it - www.giustiziagiusta.info - www.siciliaradicale.it - www.abruzzoliberale.it - www.riformatoriliberalipisa.it - www.votasisicilia.org - 
Per altre informazioni contattatteci alla e-mail redazione (at) siciliaradicale.it
Articolo
Scritto da Antonino Virtù il 2007-05-09 11:17:58

Abbiamo ripubblicato il Vostro appello, su richiesta di "Tudap" su www.neolib.it e su www.siciliaradicale.it
Scritto da Tudap il 2007-05-09 13:01:22

@Antonio: Ti segnalo l'esistenza del Centro Culturale Averroe http://www.centroaverroe.it/. Un nuovo centro culturale nato a Roma che si propone di dare spazio e voce ai musulmani liberali in Italia!
liberali
Scritto da valentina colombo il 2007-05-09 16:48:21

Ringrazio di cuore per tutti i commenti, davvero utili e preziosi. I liberali arabi e musulmani esistono e scrivono su numerosi siti tra cui i più importanti sono www.metransparent.com; www.elaph.com; www.aafaq.org. Purtroppo la maggior parte sono in arabo o in altre lingue. Sto continuando il lavoro inziato con la mia antologia "Basta!" (Mondadori, 2007) nella rubrica "Nuovi Averroè" sul settimanale "Tempi" dove cerco di presentare nuovi nomi e iniziative.  
L'idea dei think-tank mi sembra eccezionale, anche se nel mondo arabo e musulmano la libertà di espressione è ancora un'utopia. Bisognerebbe iniziare dall'Occidente, come sta cercando di fare il centro Averroè a Roma.  
Purtroppo, come accadrà domenica prossima all'auditorium di Roma, quando si vuole invitare un cosiddetto musulmano "moderato" (termine quest'ultimo che io aborrisco) si invita Tariq Ramadan che tutto ha fuorchè del moderato! 
C'è molto da fare ed è indispensabile una sinergia tra Occidente e mondo dei liberali arabi e musulmani...  
Scriverò ancora su queste meravigliose menti libere che piano piano si stanno svegliando.
Scritto da Tudap il 2008-01-12 03:51:18

Cara Valentina grazie a lei per il suo impegno in questa non facile battaglia contro gli estremisti e i finti "moderati"! 
 
Colgo l'occasione per farle un paio di domande. 
 
- Il Professor Habus in un'intervista al quotidiano l'Opinione ha dichiarato che vi sono "oltre 244 pensatrici liberali che attendono con ansia di venire tradotte in italiano, in francese, in inglese. Perché tutti possano conoscere l'evoluzione del pensiero arabo-islamico che è capace non solo di "moderazione" ma anche di illuminismo liberale e persino di ateismo. Solo che questi pensatori, anzi queste pensatrici, da noi in Europa non vengono tradotti dalle case editrici. Che invece non negano mai un saggio o un instant book alla mamma di un kamikaze..." 
Mi domandavo quindi, perchè il Centro Culturale Averroè(come già fanno altri centri studi e fondazioni) non propone alla Rubbettino Editore di creare una collana per dar voce anche in Italia a questi intellettuali arabi e mussulmani liberali? 
 
- Ha fatto bene a ricordarci della sua preziosa rubrica su Tempi. So che collabora anche con L'Occidentale, perchè non si fa affidare anche lì una vera e propria rubrica (che andrebbe ad aggiungersi a quelle già presenti) da aggiornare periodicamente? 
Inoltre, come è già stato detto da qualcuno, sarebbe interessante poterla leggere anche sulle colonne de Il Giornale.  
Ma immagino che queste siano scelte che, più che da lei, dipendano dal direttore. 
 
In bocca al lupo e mi raccomando non molli!
Scritto da andrea sartori il 2007-05-10 12:23:32

cara Valentina 
 
è lapalissiano dirti che hai ragione ( ovviamente essendo tu in continuo contatto con quel mondo ne sai più d noi commentatori). La libertà di espressione, nel mondo arabo. è utopica. Chi ci prova o è perseguitato o è demonizzato. 
L\'Occidente sembra il posto più adatto per loro. Però purtroppo c\'è il rischio demonizzazione in agguato: come vedi è considerato \'\'moderato\'\' un Tariq Ramadan, mentre i pochi musulmani liberali noti ad un pubblico relativamente vasto vengono spesso demonizzati. 
L\'Occidente è malat ancora di odio ideologico e di paura. Un think tank ove queste menti libere possano essere unite e conosciute sarebbe ottimo: però bisognerà fare i conti con la paura e gli odi ideologici ( antiamericani o anticattolici, che seguono la logica \'\'il nemico del mio nemico è mio amico\'\', logica che però condannerà anche lro) di molto occidente. 
Però non bisogna mollare. Se i musulmani liberali hanno bisogno di noi, anche noi abbiamo bisogno di loro. 
Vai avanti nel tuo lavoro, io ti sto seguendo molto. Ed è un lavoro di cui abbiamo assolutamente bisogno
è una strada in salita
Scritto da Valentina Colombo il 2007-05-10 16:30:10

Caro Tudap, 
è una strada tutta in salita. Come dimostra la mia antologia "Basta!" molti intellettuali liberali sono donne, per fare alcuni nomi Elham Manea, raja Benslama, Wajiha Huweidar, Monjiya al-Souaihi, Amel Grami... tutte intellettuali a tutto tondo. Purtroppo le case editrici italiane sono ancora sorde nei confronti di queste menti illuminate. Ciononostante è mia intenzione proporre una collana di pensatori liberali a qualche casa editrice (pensavo alla Lindau).  
L'idea di una rubrica sul Giornale... come dice lei non dipende da me. I liberali arabi sono per me oggetto di studio da qualche anno, ma sono anche persone in carne ed ossa che ormai sono amici e farei di tutto per sponsorizzarli. Bisogna farli conoscere al grande pubblico! Altrimenti saremo schiacciati dai Tariq Ramadan che ci fanno solo del male.  
Più si parla di loro meglio è, più si parla di loro più avranno il coraggio di venire allo scoperto.  
Tutti i consigli sono benvenuti.
Un rivista online in italiano
Scritto da Tudap il 2007-05-14 19:09:27

Cara Valentina, 
ottima l'idea di una collana alla Lindau! 
Leggo che molti siti dia arabi e mussulmani liberali sono solo in lingua araba, inglese e francese. Mi domandavo quindi perchè, in collaborazione con il Centro Averroè, non dare vita ad una rivista online principalmente in lingua italiana (ma che raccolga anche articoli in inglese, francese e arabo) per mezzo della quale divulgare le opinioni degli arabi e mussulmani liberali (soprattutto la maggioranza silenziosa presente in Italia)?
rivista online
Scritto da valentina colombo il 2007-05-15 15:29:26

caro tudap, il sito liberale Metransparent si sta rinnovando e ho proposto a pierre akel di curare l'interfaccia italiana... il problema, come sempre, sono i finanziamenti! speriamo in bene. Per quando riguarda il Centro Averroè potrebbe essere un'alternativa considerato il fatto che Souad Sbai è una carissima amica... a presto!
Iraqi liberals lead the arab movement
Scritto da Neiman Marwany il 2007-09-14 12:54:41

Its safe to say that the Iraqi intellectuals have been leading the liberal movement in the Arabic and may be Islamic world. especially shia who inhireted a pile of books from their MUTAZILTES ancestors who were the first in the muslim world to reconsile Islam and the Greek science and philosophy. They were the founders of the rational school in the Islamic faith. they were condemed by their contemporary muslim scholars. below is an article by me which was published in "ELAPH" please review it  
 
Marwan1997@yahoo.com

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