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Creare ristoranti e bar solo per fumatori: posti rigorosamente da evitare per chi teme di mettere a repentaglio i polmoni, ma aperti a chiunque invece non voglia saperne di spegnere le sigarette, o accetti comunque il rischio di respirare il fumo passivo. Spazi separati nei luoghi pubblici - dai treni agli aeroporti - accessibili senza pregiudizi ai cultori di sigari e pipe. Voli Milano-Roma "for smokers only". Norme più "ragionevoli" per i ristoranti che vogliono adottare il doppio regime: sale per chi rifiuta il fumo, ma altre effettivamente disponibili per chi lo accetta. Leggi meno punitive, insomma, e più libertà di scelta: sono queste le proposte - anche provocatorie - che i Comitati per le Libertà hanno deciso di lanciare da Genova.
"Fumus Persecutionis", un titolo anch'esso provocatorio, è il titolo dell'iniziativa che il movimento di ispirazione liberale - presieduto a livello internazionale da Vladimir Bukovskij, celebre e incorreggibile fumatore - ha avviato nella città ligure ma intende estendere progressivamente a tutta Italia.
Fumatori di tutto il mondo unitevi, insomma? Non proprio, e non solo. Perché la cultura delle libertà di cui i Comitati sono portatori - come ha affermato durante il convegno Oscar Giannino - vuole soprattutto ricordare che i diritti naturali vengono prima dello Stato, e delle sue leggi. Dunque, non può esistere una "morale di Stato" che insegni ai cittadini come comportarsi con le sigarette (o con l'alcol, i cibi grassi, la pornografia, il gioco d'azzardo eccetera). Allo Stato si deve chiedere soltanto di garantire le libertà di tutti, compresa quella di non essere danneggiati dai comportamenti altrui. Sì dunque alla libertà di scelta, e alla separazione tra fumatori e non; no alla persecuzioni degli stili di vita giudicati "scorretti". Altrimenti, sostengono i Comitati per le Libertà, si sa dove si comincia, nel limitare e ingabbiare gli individui, ma non dove si finisce.
In particolare, Oscar Giannino ha negato che esista un astratto "diritto alla salute", separato da quello dei singoli cittadini. Dario Fertilio ha affermato che il "salutismo di Stato" è spesso un travestimento dell'ideologia autoritaria, basata sul controllo sociale dei "devianti". Gian Turci ha criticato gli allarmi "scientifici" sul fumo che spesso traggono conclusioni arbitrarie, manipolando le statistiche. Il portavoce dei Comitati, Angelo Gazzaniga, ha paragonato i principi "etici" della legge Sirchia antifumo a quelli europei che prendono di mira - con la scusa del negazionismo - i reati d'opinione. Carlo Stagnaro ha proposto che i diritti della proprietà privata, anche in materia di fumo, siano sempre pienamente rispettati. Infine i rappresentanti dei comuni tabacchicoli italiani, oltre cento, hanno denunciato l'ambiguo sistema degli incentivi europei alla produzione, che stanno contribuendo a distruggere la produzione di tabacco, provocando disoccupazione e desertificazione di molte aeree del paese.
Insomma, "Fumus Persercutionis" promette di trasformarsi in una pietra di scandalo dei salutisti e in un'occasione di rivincita per tutti coloro che, dal fumo all'alcol, dai cibi al gioco, si dichiarano convinti di dover difendere la sfera delle libertà individuali, e insegnare ai "proibizionisti" una cultura liberale della tolleranza.
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