lunedì, 06 ottobre 2008

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Scritto da Gabriele Andreoli   
10/02/2007

Bitstream subito, per l'apertura del mercato broadband
- Articolo tratto da www.punto-informatico.it -

ImageRoma - Bistream, neutralità della rete e competitività del mercato italiano della banda larga sono i comuni denominatori di due appelli che Anti Digital Divide e AIIP hanno formulato parallelamente in direzione dell'Agcom in vista dell'incontro dell'Autorità con il Governo che avrà come oggetto l'introduzione dell'offerta bitstream da parte di Telecom Italia.

"Alice 20 Mb viola la neutralità della rete, ha bassi standard di qualità e si basa su walled garden, recinti che danneggiano gli operatori alternativi e gli utenti". Così Anti Digital Divide definisce l'offerta dell'incumbent ponendo all'attenzione di Authority e Governo il fatto che Telecom non rispetterebbe i termini della sentenza del TAR che stabiliva il blocco della commercializzazione dell'offerta Alice 20 Mb.

ADD tocca anche l'argomento "costi": una delibera Agcom di un anno fa prevede che l'incumbent fornisca un modello di offerta all'ingrosso chiamata Bitstream, applicando prezzi orientati sui costi effettivamente sostenuti per la rete. Solo ora, sottolinea l'associazione, "sembra che Telecom si sia decisa a presentare tale offerta e che l'autorità garante stia per approvarla. Anti Digital Divide, oltre che velocizzare il più possibile l'adozione dell'offerta bitstream, chiede al Governo e ad Agcom di prendere un forte impegno per garantire la neutralità della rete, di dare spiegazioni del perché nonostante la sentenza del TAR, Telecom continui a commercializzare alice 20 Mb, sul perché si permette a Telecom, che è un operatore con significativo potere di mercato, di creare dei recinti e svantaggiare utenti e operatori, rete IP chiusa, servizi che funzionano solo con apparati forniti da Telecom (modem, router, videotelefono ecc), telefonate gratis solo verso i clienti Telecom".

ADD torna infine a chiedere lo scorporo della rete fissa, segnalando inoltre come, dall'indagine effettuata dalle forze dell'ordine sulle intercettazioni, sia emerso che "oltre a politici, giudici e migliaia di cittadini, anche le autorità garanti sono state intercettate. Ci chiediamo se non sia il caso di cominciare a sospettare qualcosa, visto che le autorità sembrano più impegnate a proteggere il monopolio Telecom, che a difendere i diritti degli utenti, rallentando il processo di liberalizzazione invece di velocizzarlo".

Quasi contemporaneamente, anche il nuovo presidente dell'AIIP, Marco Fiorentino, ha scritto un appello sugli stessi temi, che è stato pubblicato sul blog di Beppe Grillo, che ne ha aumentato visibilità e risonanza. Nella sua lettera aperta, Fiorentino descrive i "mali" di cui soffre Internet in Italia: "la copertura territoriale è limitata, ancora assente in numerose aree, mentre i prezzi rimangono tra i più alti d'Europa. Come se non bastasse, la nostra rete ATM è vetusta e satura al punto che nemmeno Telecom individua più un interesse a farci investimenti sopra".

Il presidente AIIP confronta l'arretratezza del broadband della Penisola con l'avanguardia di Paesi orientali come Corea e Giappone, ma anche di realtà europee come la Danimarca, che detiene "il primato di avere il maggior numero di linee a larga banda per abitante" e nel cui mercato l'offerta bitstream è già una realtà consolidata che ha portato il vantaggio della crescita del mercato e dell'apertura della concorrenza, dal momento che il bitstream consente "di non duplicare la rete dove gia c'è, liberando risorse per portare Internet dove manca".

"Ecco spiegato - considera Fiorentino - perché decidere oggi i prezzi di vendita che Telecom applicherà agli operatori per l'offerta bitstream, è un fatto non banale, che ha richiesto decine di riunioni e chilometri di carta, di lettere, di spostamenti e di continui rinvii".


D.B.


Commenti
Non ci stupiamo troppo...
Scritto da Mcsac il 2007-02-11 18:46:00
Siamo un paese profondamente illiberale, dove per decenni e decenni i gruppi industriali sono andati avanti grazie ai favori delo Stato. Quindi perché stupirci, oggi, se l'andazzo va avanti impunemente. Dovremmo arrabbiarci di più noi consumatori, facendo lobby tramite le associazioni, che ad oggi contano meno che zero.
Scritto da Sarchiapone il 2007-02-12 11:37:56
Il problema invece a mio avviso è innanzi tutto politico e proviene da un profondo conflitto d'interessi, come tu stesso ammetti. Da troppi anni lo Stato si fa garante di aziende che con la loro posizione dominante nella categoria di mercato, ne bloccano lo sviluppo e la competitività. Lo Stato si dovrebbe occupare della gestione (neutrale) della rete fisica (i cavi per capirsi) lasciando ai privati la gestione dei prodotti (offerte, tariffe e abbonamenti), in modo da favorirne la competitività. 
 
Ma forse una colpa ancor più grave è da imputarsi al mondo dell'informazione (ancora più coinvolta nel conflitto d'interessi). In Italia siamo giunti all'80esimo posto come libertà d'informazione, ciò determina che in Italia si parli solo di ciò che conviene agli editori ovvero agli sponsor (tra cui la stessa Telecom Italia). Sui normali canali d'informazione non si sente né si sentirà MAI parlare di alcune questioni scomode. I cittadini non reagiscono anche perché non conoscono la realtà dei fatti. Quanti sanno ad esempio che in Francia la stessa Telecom fornisce servizi broadband (molto più veloci di quelli disponibili in Italia) ad un prezzo molto inferiore? Quanti sanno che l'Italia è una delle pochissime nazioni a non avere una copertura ADSL decente per il semplice motivo che non conviene a Telecom Italia? Quanti sanno che le tariffe dei vari gestori sono profondamente influenzati dalla politica di Telecom Italia che oltre a gestire i servizi di comunicazione, è proprietaria della rete e quindi in pratica fa lei il prezzo per tutti?
Scritto da Kenzo Kabuto il 2007-02-12 13:33:15
Quando finiremo di tollerare che a capo di aziende fondamentali come la Telecom o Alitalia finiscano dei farabutti che distruggono l'impresa dall'interno, affamando i dipendenti e facendo esclusivamente il proprio interesse? 
Questi biechi personaggi se ne fregano dei consumatori e della crescita del paese, approfittando delle tasse di tutti noi cittadini e garantendosi stipendi e TFR milionari. Siamo il solo stato in Europa a premiare i dirigenti fallimentari. Certa gente andrebbe messa in galera per decenni.
Scritto da Votantonio il 2007-02-12 13:35:53
Era ora che su questo sito si cominciasse a parlare di qualcosa di concreto! Mezza Italia viaggia ancora con il 56K per colpa di questi bastardi! Le liberazioni in Italia non sappiamo nemmeno dove stanno di casa!
Una storia lunga
Scritto da Mcsac il 2007-02-12 14:51:10
Hai ragione Sarchiapone, ma in 50 e passa anni di repubblkica pensi che abbiamo avuti fulgidi esempi di libero mercato? Questo sulla banda larga è solo l'ultimo esempio di un paese che va a rilento e dove predominano gli interessi di pochi rispetto all'interesse generale.
Scritto da Sarchiapone il 2007-02-12 19:51:48
Questo perché come al solito in Italia la politica non è uno strumento utilizzato per la società e quindi per i cittadini, in Italia vige una sorta di regime oligarchico in cui chi comanda fa le leggi per se stesso e per gli amici e ai cittadini le briciole. 
Non c'è né destra né sinistra che tenga, questo atteggiamento è assolutamente trasversale e DEVE finire se nei prossimi anni non vogliamo crollare a picco schiacciati dai nostri stessi debiti e dalla mancanza di pianificazione di uno sviluppo concreto. Si parla tanto di liberalizzazioni e poi non si liberalizza ad esempio il mercato energetico. Tutte le liberalizzazioni in Italia non sono pensate per il cittadino con un miglioramento della qualità e dell'offerta, tutto ruota intorno unicamente al profitto di lobbies sempre più grandi.

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