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Pagina 1 di 3 Vediamo brevemente la scala dei valori dei salutisti: 1 - La salute è il diritto supremo del cittadino e il valore massimo dello Stato. Per "salute" si intende anche quella mentale e sociale come stabilita da autorità sanitarie (www.who.int/about/definition/en/); inoltre, la salute fisica è indicatrice di salute morale. 2 - Ogni libertà costituzionale e personale è incondizionatamente sottomessa a (1). 3 - Ogni realtà lavorativa, d'impresa o economica è secondaria al postulato (1) e deve sacrificarsi e/o adattarsi ad esso. Ergo:
(a) Ogni dissenso da questa trilogia è immorale e corrotto, e deve essere ignorato, soppresso o diffamato. (b) Fini supremi giustificano mezzi estremi, che diventano leciti e morali mentre scienza, etica e statuti devono farsi da parte e/o conformarsi. (c) Comportamenti individuali sono malattie, una volta stabilito dalle autorità sanitarie (vedere sito OMS in generale e www.who.int/docstore/hiv/Core/Chapter_8.6.html in particolare). Comportamenti collettivi non più approvati dall'autorità sanitaria diventano epidemie come AIDS o colera (da cui non differiscono se non per forma), quindi il popolo deve essere "educato" e messo al corrente dei provvedimenti, ma non interpellato. Fumo, alcol, e certa alimentazione sono epidemie. Il vettore è l'esposizione pubblica (pubblicità, film, ecc.); i focolai sono le industrie che producono i "virus" (tabacco, alcol, fast food, ecc.). Su tali basi è lecito e doveroso regolare, demonizzare, diffamare, punire ed estinguere le industrie-focolaio, mentre si tassano e si mettono in quarantena sociale i loro ammalati clienti, che sono portatori tramite esempio. (d) Un male portato per contatto morale richiede terapie a base di psicologia di massa e giustifica censura, istigazione di odio e risentimento sociale, informazione falsa e tendenziosa e falso ideologico.
Quanto sopra ha per natura un campo illimitato perché tutto si può ricondurre sempre a un qualche effetto sulla salute pubblica, e dovrebbe bastare a capire che il fumo è il pretesto per istituzionalizzare strutture e potentati che pilotano lo Stato dalla "retrovia sanitaria". Tale posizione permette l'esercizio del potere politico ultimo (microgestire comportamenti dell'individuo, valori morali, educazione dei giovani e trend di mercato) senza che ciò sembri politica o marketing, ma solo Salute e Sicurezza - le SS contemporanee - il cui potere scavalca economie, culture e costituzioni senza correre i rischi (e pagare gli scotti) del politico convenzionale: il sogno di ogni tiranno. D'altro canto, che altro si può aspettare dai maestri della manipolazione del rischio?
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