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Teheran ingabbia la libertà |
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Scritto da Orlando Sacchelli
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16/01/2007 |
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Si chiamava "Taame Azadì" (il 'Sapore della Libertà'), era l'organo degli studenti del Politecnico Amir Kabir di Teheran. La magistratura di Teheran ne ha ordinato la chiusura. Il Politecnico era salito alla ribalta in seguito alla protesta degli studenti, che lo scorso 11 dicembre avevano duramente contestato il presidente Mahmoud Ahmadinejad durante una visita all'ateneo. "Taame Azadì" aveva dovuto sospendere temporaneamente la pubblicazione. Ora, però, è arrivato l'ordine della definitiva chiusura. Un duro colpo alla libertà, un colpo mortale alla speranza di cambiamento in un paese che da troppi anni vive sotto il giogo di un regime profondamente illiberale. Il giornale degli studenti del Politecnico è accusato di aver "offeso Ahmadinejad, definendolo un dittatore assolutista" e di aver contestato il principio della "Guida Suprema". La Costituzione iraniana prevede che la guida del paese spetti a un membro del clero che ha l'ultima parola su ogni decisione. Dalla morte dell'ayatollah Khomeini, fondatore della Repubblica Islamica, tale carica è ricoperta dall'ayatollah Seyyed Ali Khamenei. Molti studenti da tempo mettono in discussione l'esistenza della Guida Suprema, considerata in contraddizione con ogni forma di democrazia e con il sistema repubblicano.
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