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L'antifumo obeso cita l'OMS sul fumo, la cui dipendenza "causa" 5 milioni di morti, e il fumatore snello cita l'OMS sul cibo, la cui dipendenza "uccide" 30 milioni. Dal canto suo, il puritano "sa" che il porno-internet crea dipendenza e costa socialmente. Ecco lo Stato Rivoluzionario Terapeutico, i cui cittadini sono malati per definizione e dove gli interessi delle multinazionali farmaceutiche contano più di quelli del petrolio. Il nemico non è "rosso" o "nero", neanche religioso; è il "vizio", causa di malattie su base statistica. La propaganda non è contro persone o partiti ma abitudini e industrie, e l'arsenale è statistica, paura e terapie. Il nirvana socio-politico è la salute perfetta e immortale.
I Giacobini francesi rinominarono i mesi, quelli odierni rinominano tutto il resto: ora la politica si chiama sanità, e la polizia "tutela la salute altrui". La statistica rottame è scienza empirica, e la scienza vera (con il suo stramaledetto vizio di usare i verbi al condizionale!) è la stomachevole voce dell'indulgenza. Chi osa difendere l'indifendibile venga decapitato o curato; se non è al soldo di sporche agende commerciali, è senz'altro così ammalato da negare la sua odiosa affezione. Proibizione e paternalismo "aiutano a smettere" perché la gente non sa farlo da sola.
Il giacobinismo salutista ridefinisce l'uomo. Quando eravamo ciechi alla salute perché abbagliati da boom economici, sregolata spontaneità e sediziosa creatività definivamo le persone tramite ciò che facevano con azioni, intelletto o impresa; oggi una frase di Sirchia ci dice tutto: "Un vero uomo non fuma, non beve e non si droga" (le vere donne, s'immagina, devono non fare le stesse cose). Analogamente, libertà è quella di NON fumare. L'oscurantismo è, per definizione, non-esistenza intellettuale. Forse l'ex-ministro e chi con lui è d'accordo non capiscono che stanno definendo un buco, e che ciò non si può fare se non descrivendo ciò che lo circonda. Questa gente dovrebbe dirci che fa e cos'è un "vero" uomo; ma forse non lo sanno, perché i buchi sono sempre pieni di niente - proprio come i nostri tempi, che sacrificano la gioia di vivere oggi per inseguire l'aquilone della salute di domani, senza capire che la cartapesta statistica non può volare.
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