lunedì, 06 ottobre 2008

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Bibliotheca Albatros

Salviamo Internet da chi vuole ingabbiarla PDF Stampa E-mail
20/12/2006

La rosa finale dei possibili candidati al titolo di "Persona dell'Anno" comprendeva il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, il presidente cinese Hu Jintao, il leader nord coreano Kim Jong-il e l'ex segretario di stato James Baker. A parte quest'ultimo, i vari leader non possono certo dirsi campioni di libertà. Alla fine, però, è prevalsa la linea di premiare non una singola persona ma tutti coloro che, in un modo o in un altro, contribuiscono alla crescita della rete, mettendo insieme, uno accanto all'altro, i piccoli contributi di milioni di persone. Perché la potenza di internet è soprattutto questa: la crescita della rete, in qualità e quantità, attraverso l'apporto di tutti. Un concetto che va oltre l'idea tradizionale del giornalismo e di fatto pone tutti i cittadini come potenziali fonti, reporter o commentatori. La massima espressione della democrazia.

Nei paesi che non conoscono la libertà, Internet è come "Radio Londra", un baluardo con cui difendersi dalla tirannia, cercando di trarre quell'informazione libera che viene negata dai regimi. Ma anche nei paesi liberi va tenuta alta la guardia affinché Internet non venga limitata nelle sue enormi potenzialità. E in atto, da tempo, ci sono numerosi tentativi di porre in essere queste limitazioni. La speranza è che il riconoscimento che "Time" ha dato agli internauti contribuisca a radicare ulteriormente la convinzione, in chi governa, che a Internet non vanno tarpate le ali con assurde leggi liberticide volte a mettere sotto un rigido controllo tutto ciò che finisce sul web. Imbrigliare Internet equivale a limitare - se non addirittura cancellare - la libertà di tutti noi.



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