mercoledì, 20 agosto 2008

Liberalia Newsletter








Bibliotheca Albatros

Il silenzio e la gloria

Licenza Creative Commons
Questo sito utilizza una
Licenza Creative Commons
Cambiamo davvero l'Italia! PDF Stampa E-mail
Scritto da Orlando Sacchelli   
07/12/2006

ImagePrimarie e maggioritario, perché a decidere siano i cittadini

Significativa una frase pronunciata da Berlusconi in piazza San Giovanni, a Roma, nella manifestazione del due dicembre: "In una democrazia è il popolo che sceglie i leader, non sono i leader che scelgono il popolo". Che sia un primo importante segnale per l'introduzione del sistema delle primarie, dove a decidere i candidati sono i cittadini e non le segreterie di partito? Sarebbe un passo in avanti decisivo per la politica italiana, il secondo, dopo l'avvio del sistema bipolare che ha reso possibile l'alternanza, vero caposaldo della democrazia.

Dopo l'iniziale percorso di rinnovamento, con la nascita di due poli contrapposti e la sostanziale indicazione del premier da parte degli elettori, si rende necessario un ulteriore passo in avanti, sia per semplificare un sistema dove i micro partiti sono proliferati a dismisura - barattando la governabilità con continue pretese di bassa lega - sia per rendere più trasparente il processo di selezione della classe politica e, di conseguenza, il suo naturale rinnovamento. Al centrosinistra va riconosciuto il merito di aver lanciato le primarie, sia pure commettendo un "peccato originale", attraverso la preventiva scelta del candidato-premier Romano Prodi e, di conseguenza, la finta gara degli altri candidati in lizza. Ora, per entrambi gli schieramenti, è tempo di scegliere se guardare avanti ai modelli di democrazia avanzata, oppure restare ancorati alle vecchie logiche partitocratiche.

Qualcuno ci accuserà di essere degli inguaribili utopisti o di voler fare anacronistiche battaglie contro i mulini a vento, ma a noi piace pensare a un sistema in cui gli spazi per la democrazia e la partecipazione diretta dei cittadini aumentino anziché diminuire. Una politica più trasparente, che tragga linfa dal basso.

Il modello che - a nostro modo di vedere - potrebbe portare indubbi vantaggi al paese è questo: due grandi partiti al cui interno possano convivere anime diverse ma che convergano su un medesimo programma e una leadeship unitaria. Una selezione dal basso, collegio per collegio, dei candidati di ogni schieramento, fino alla nomina, con il medesimo sistema, del candidato premier. Il sistema maggioritario porterebbe a una sintesi politica riducendo il numero delle forze rappresentate in parlamento, senza cancellare né le sensibilità né le tradizioni del vecchio sistema politico. Anche nel Regno Unito, sia tra i Conservatori che tra i Laburisti convivono diverse anime. E lo stesso negli Stati Uniti, dove Repubblicani e Democratici esprimono, al proprio interno, istanze e culture diverse.

Cambiare davvero il paese è possibile. Il primo passo da fare è una robusta iniezione di democrazia e partecipazione. Perché a decidere siano tutti i cittadini, non soltanto una ristretta élite.

E' possibile sottoscrivere l'iniziativa inviando i propri dati (nome, cognome, età, città di residenza e occupazione) a QUESTO Indirizzo e-mail.



* * *


Per maggiori informazioni:


|| LE PRIME FIRME ||


1. Italo Gabrielli (Fisico, Trieste)
2. Laura Lodigiani (...)
3. Federico Bonuccelli (Informatore Medico Scientifico, Viareggio - LU)
4. Luigi Fressoia (Architetto, Perugia)
5. Marco Taradash (Giornalista, Portavoce dei Riformatori Liberali, Roma)
6. Giovanni Venezia (Giornalista, Torino)
7. Galgano Palaferri (Avvocato)
8. Francesco Costantini (Pensionato, Milano)
9. Dario Fertilio (Giornalista, Milano)
10. Andrea Amati (Avvocato, La Spezia)
11. Orlando Sacchelli (Giornalista, Milano)
12. Lorenzo Montini (Monticelli Brusati, Brescia)
13. Ermanno Mantignetti (Studente universitario, San Severo, Foggia)

(i nuovi nominativi saranno aggiunti mensilmente alla presente lista...)


Commenti
LA DIASPORA DEI LIBERALI
Scritto da Vanni il 2006-12-08 17:36:47
Il maggioritario ha segnato la fine dei liberali! In questo modo resteremo schiacciati tra populisti e statalisti! :( :( :( :(
NOSTALGICO DEI LIBERALI AL 2%?
Scritto da Mcsac il 2006-12-08 23:56:11
Chi sogna un partito liberale che oscilli fra l'1% e il 3% si goda pure l'attuale sistema, però non si lamenti se le cose non vanno. 
Chi invece ha a cuore la democrazia dell'alternanza e la nascita di un sistema compiutamente bipolare (o meglio bipartitico), con la scelta netta fra chi deve governare e chi deve fare l'opposizione, e l'individuazione dei candidati da parte dei cittadini, con un metodo trasparente e democratico, allora sostenga questo nostro appello.
CHE PESO ABBIAMO NELLE COALIZIONI?
Scritto da Vanni il 2006-12-09 17:13:07
La percentuale di consenso dei liberali non lo stabilisce la legge elettorale ma gli elettori! 
Di certo la nostra visibilità, o meglio invisibilità, all'interno dei due schieramenti non migliora le cose! 
Impariamo piuttosto a far sentire la nostra voce e smettiamola di fare solo da stampella!
SE CREDIAMO NELLE NOSTRE IDEE LAVORIAMO
Scritto da Mcsac il 2006-12-09 23:16:36
Certo che la percentuale di liberali - o di liberalismo (differenza non solo linguistica) - non la determinano le leggi elettorali. Ci mancherebbe altro. Ma un buon liberale, secondo me, dovrebbe avere a cuore il buon funzionamento delle istituzioni e della democrazia. La scelta di chi deve governare, senza inciuci e continui sotterfugi, così come il meccanismo dell'alternanza, a mio avviso costituiscono un caposaldo di un sistema liberale. A meno che non si voglia sostenere che il modello degli Stati Uniti e quello del Regno Unito non sono liberali. 
Impariamo a fare da soli? Giusto. Ma il discorso della stampella che senso ha? Bisogna stare da soli secondo una logica da riserva indiana, oppure tentare di diffondere, il più possibile, il pensiero e la prassi liberale? 
Sul fatto che siano gli elettori a stabilire la percentuale di consenso dei liberali mi trovo d'accordo. Ma è come scoprire che l'acqua troppo calda può scottare. E allora? La domanda da fare e da farsi, piuttosto, è questa: perché i liberali, in entrambi gli schieramenti, contano così poco, o per meglio dire quasi nulla? 
Perché fanno le stampelle a questo o a quell'altro schieramento? E da soli, secondo voi, conterebbero qualcosa di più?
Cittadini sovrani
Scritto da Gaston Beuk il 2006-12-11 15:38:36
La sovranità, recita la nostra Costituzione, risiede nel popolo (non nei partiti). La differenza fra chi sostiene il sistema maggioritario, il collegio uninominale, le primarie per la presentazione delle candidature, e naturalmente il federalismo e chi invece vuole dare il potere agli apparati di partito (mediante il finanziamento obbligatorio contro la volontà dei singoli) è tutta qui. Il resto, compresa la discussione sulla purezza ideologica liberale di questo o quell'altro, è pura acqua fresca. :roll
Scritto da Strepy il 2006-12-11 22:29:43
A mio avviso il problema è un altro, maggioritario o proporzionale poco importa. Del resto entrambi i sistemi hanno vantaggi e svantaggi e se il maggioritario favorisce la governabilità, il proporzionale rispecchia maggiormente la volontà dell'elelettorato. 
 
Quello che non va nell'attuale legge elettorale è principalmente il fatto che non si vota il politico ma il partito. Le segreterie dei partiti fanno ciò che vogliono e questo mi pare veramente poco democratico. 
Tantopiù che i partiti sono pieni zeppi di condannati e prescritti, per non parlare dei soliti trasformisti che si venderebbero i parenti pur di non lasciare la propria poltrona. 
 
Io PRETENDO di non essere rappresentato oltre da questi biechi personaggi! Mafiosi, delinquenti e inciucioni, i soliti volti noti della DC e del PSI che non muoiono mai. Gli 80enni che hanno trasformato la politica in una professione a vita. 
 
MANDIAMOLI A CASA! 
 
Riduciamo a due il numero di legislature per cui un politico può esercitare. Poi che torni a fare quello che faceva prima di candidarsi. 
Un tempo si diceva 'prestato alla politica', ora l'unica speranza è che muoiano di morte naturale (precoce).
Ragionare sulle riforme
Scritto da Mcsac il 2006-12-12 10:55:22
Occhio alle ondate di giustizialismo. Poi finiamo come Tangentopoli, che ha fatto pulizia da una parte sola. I due mandati sono un'idea su cui ragionare. In America, ad esempio, questo limite vale per il presidente ma non per i membri del Congresso.  
Le primarie servirebbero proprio a dare più potere di scelta ai cittadini togliendone un po' ai partiti. E con il maggioritario, rispetto ad altre leggi elettorali, daremmo ai cittadini-elettori la facoltà di scegliere chi deve governare. Non mi sembra cosa da poco.
Scritto da Strepy il 2006-12-15 12:30:58
Dire però che Tangentopoli ha fatto pulizia da una parte sola non mi sembra molto corretto, in quanto non si tiene conto del fatto che una volta DC e PSI da soli rappresentavano una maggioranza molto più cospicua di quelle attuali. Inoltre l'esempio non mi pare proprio calzante. 
 
Ciò di cui sto parlando io è tutta un'altra cosa. Io non voglio giustiziare nessuno, le persone di cui parlo sono già state condannate in terzo grado (quindi ritenute colpevoli) o prescritte (quindi il reato è riconosciuto ma non è applicata la pena). 
 
Ciò che PRETENDO è che chiunque di destra o di sinistra venga riconosciuto colpevole di un qualsiasi reato, venga tenuto ben lontano dalla politica. 
Del resto se un qualunque cittadino commette un illecito penale non può partecipare a concorsi pubblici, perché allora dovrebbe poter partecipare alla vita politica del paese, rappresentando i cittadini con le proprie azioni? 
 
Non dico che primarie e maggioritario non siano utili, ma a mio avviso sono TROPPO POCO. E' come estrarre a sorte una mela da un sacchetto di frutta marcia. Puoi cambiare il sacchetto, o il metodo di estrazione ma le mele al suo interno rimangono marce. 
Ciò di cui ha bisogno il paese invece è di cambiare mele e di non dare più loro il tempo di ammarcire. 
 
Altrimenti primarie o non primarie ci ritroveremmo alla fine con i soliti volti noti, più o meno corrotti, ma tutti dichiaratamente incapaci di governare il paese.
Un metodo per cambiare
Scritto da Mcsac il 2006-12-15 15:07:09
Il problema è come "cambiare le mele", con quale metodo. Le primarie, dove si utilizza questo sistema, sono un efficace strumento di selezione delle mele (i candidati) e a cascata di rinnovamento della classe politica. Se non si introduce alcun sistema è chiaro che chi ne fa parte faccia di tutto per restare attaccato alla poltrona.  
 
Cito: "Io PRETENDO di non essere rappresentato oltre da questi biechi personaggi! Mafiosi, delinquenti e inciucioni, i soliti volti noti della DC e del PSI che non muoiono mai". 
 
Sembra che DC e PSI siano stati solo pieni di "mafiosi, delinquenti e inciucioni" . Tangentopoli, a mio avviso, non ha fatto pulizia a 360 gradi. Non sto a vedere tanto se Dc-Psi-Pli-Pri e Psdi avevano, insieme, il 50% + 1 di voti.  
E' provato che il costo della politica era ed è più alto di quello che i partiti riuscivano a raccogliere con le tessere, i contributi volontari e i ricavati delle feste. Dunque, la domanda che tutti dovremmo porci una buona volta, è questa: se il Pci era, tra i partiti comunisti occidentali, il più grande di tutti, con centinaia di sedi e funzionari stipendiati, con campagne elettorali molto costose, giornali e tutto il resto, come faceva a finanziarsi? 
 
Altra domanda: se il Pci, poi Pds-Ds, in molte amministrazioni locali era in maggioranza - e i partiti suoi alleati prendevano tangenti sugli appalti pubblici - possibile che non li abbia presi pure lui? 
 
Ora, su tutto questo io non pretendo di avere verità in tasca. Dico solo che, 15 anni dopo, forse sarebbe il caso di mettere una riga orizzontale e fare un bilancio, nero su bianco, di come sono andate le cose. Per dire se è vero che da una parte c'erano i buoni e dall'altra i cattivi. Se è vero che alcuni rubavano, erano mafiosi e inciucioni e gli altri, invece, tutti innocenti. 
 
Con questo - tengo a precisare - non voglio accusare tutti né alleggerire le posizioni di chi ha sbagliato. Dico solo che, a mio modo di vedere, il marciume era (e forse è tuttora) molto più diffuso di quanto qualcuno ha provato a farci credere.
Scritto da Strepy il 2006-12-15 18:57:42
Io però non mi volevo fossilizzare sulla composizione partitca delle mele marce, che per altro in percentuali differenti sono presenti praticamente ovunque (il marciume è abbastanza trasversale). 
 
Solo notare che a mio avviso una riforma elettorale dovrebbe prendere in considerazione anche la possibilità di rendere nota la fedina penale dei candidati che andiamo a votare. 
 
Se questo non bastasse, sarebbe auspicabile anche una riforma costituzionale che limiti la compatibilità istituzionale ad un certo numero di anni o di legislature. In modo rinnovare continuamente la scena politica ed evitare che si creino delle vere e proprie "caste" di palazzo.
Le primarie servono anche a questo
Scritto da Mcsac il 2006-12-15 22:11:14
Negli Stati Uniti, dove le primarie sono la "regola", è assai difficile se non impossibile per chi ha precedenti penali o comunque iter processuali in sospeso arrivare a conquistare la candidatura per una carica elettiva.  
Certo, si può intervenire anche con una legge. Questo sì. Ed io, peronalmente, sarei anche d'accordo. Ma al di là delle "pulizia" mi preme sottolineare l'importanza del metodo di selezione, perché solo ridando la possibilità di scelta ai cittadini rendiamo effettiva la democrazia. In caso contrario restiamo in un limbo in cui, a decidere, sono le segreterie di partito, quindi una ristrettissima casta. Anziché democratico il sistema è oligarchico. E le conseguenze, in tutti i sensi, sono nefaste.
Scritto da Strepy il 2006-12-16 03:25:05
Negli Stati Uniti però non ci dimentichiamo che la stampa è molto più libera che da noi. 
 
Sfido qualsiasi giornalista italiano ad andare contro la volontà del proprio editore senza rischiare il posto di lavoro, se non l'intera carriera. 
 
In Italia le persone che controllano l'informazione (ovvero la pubblicità che la finanzia) quante saranno? Due, massimo tre? E la televisione da quante persone è controllata? 
 
La mia paura è che se le primarie non vengono adottate seriamente (i politici devono poter essere contestati dalla stampa e i fatti che li riguardano essere svelati nella loro interezza), ovvero senza conflitti d'interessi, potrebbero tramutarsi in una buffonata (tipo le scorse primarie di prodi) ovvero in uno strumento di autolegittimazione populista.
Primarie serie per tutti
Scritto da Mcsac il 2006-12-16 10:47:33
Questo è vero. O si fanno in modo serio (e chi partecipa lo fa per vincere, non per scherzo) oppure non si fanno. Ma attenzione, come metodo di selezione dei candidati le primarie non valgono solo per i candidati premier ma anche per i singoli deputati, collegio per collegio. Ti vuoi candidare? Bene, intanto partecipa alle primarie e conquistati la candidatura... poi verranno le elezioni vere e proprie.
prima la libertà
Scritto da julius il 2007-01-04 11:22:32
prima la Libertà, intesa come rispetto della dignità dei cittadini, poi la Democrazia come cittadini protagonisti e via al maggioritario in unico turno. 
Divieto di "vendersi" dopo le elezioni  
Julius
E SE I PROBLEMI FOSSERO ALTRI?
Scritto da galgano palaferri il 2007-03-26 12:14:11
Condivido l'Appello "CAMBIAMO DAVVERO L'ITALIA" che sottoscrivo. ma ho l'impressioni che non siano questi (che riassumo in "sistema di voto atto a garantire la scelta del cittatdino"), i problemi reali che interessano alla gente dalla strada, la gente comune (e tra l'altro dovemmo cambiare la Costtuzone dando più poteri al Presidente del Consigliio, per garantire realmente stabilità e governabilità, il sistema elettorale da solo non basta!). Alludo alla SICUREZZA, al LAVORO (che non c'è), all'IMMIGRAZONE, alle PENSIONI (che i giovani non avranno!), ad un FISCO sempre più ESOSO, all' INTEGRAZIONE IMPOSSIBILE o DIFFICILE, alla GUERRA tra POVERI e potrei continuare. 
dunque che fare e soprattutto come far si che i sudditi tornino ad essere CITTADINI? questo è il problema e la SFIDA vera che noi LIBERALI tutti, al di là di personalismi, divisioni e dispore varie dovremmo porci. Perchè l'Italia ne sono convinto ha bisogno di noi, oggi più che mai, delle nostre idee, di soluzioni LIberali. Ma per essere incisivi dobbiamo essere uniti e coesi. ll siatemna elettorale e le primarie sono importanti, ma non basta. Dobbiamo fare di più, smetterla con gli inutili e sterili dibattitti, tornare ad essere protagonisti della politica, impegnarsi attivamente sul territorio, essere critici con tutto ciò che non ci piace e con chi non ci piace. basta yes man, facciamo squadra, cambiamo l'Italia. Per davvero. Insieme possiamo farcela. 
Galgano PALAFERRI 
www.upl.ilcannocchiale.it 
upl@hotmail.it


Scrivi un commento
Leggi il REGOLAMENTO
Nome:
E-mail:
Homepage:
Titolo:
BBCode:Web AddressEmail AddressLoad Image from WebBold TextItalic TextUnderlined TextQuoteCodeOpen ListList ItemClose List
Commento:



Sistema di protezione MathGuard.

ATTENZIONE!: risolvi la seguente addizione e assicurati di aver inserito il risultato correto, prima di inviare il commento:


YJE         53P      
  2    T    4 J   JM2
TY6   GTH   Q U      
7      D    K K   JQX
4AO         333      


Powered by AkoComment!