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Il Memento Gulag, la giornata alla memoria delle vittime del comunismo, si è celebrata il 7 novembre di quest'anno in Vandea, a la Roche sur Yon, per iniziativa dei Comitati per le Libertà e dell'Ices, l'Istituto cattolico di studi superiori. Una scelta dal significato simbolico particolare, dal momento che in Vandea, al tempo della Rivoluzione francese, una feroce repressione provocò uno dei primi genocidi della storia moderna, con più di 250 mila vittime.
Quest'anno il Memento si è svolto sotto la presidenza di Stéphane Courtois, membro del Patronage dei nostri Comitati e autore del celebre Libro nero del comunismo, ed è stato centrato in particolare sull'analisi storica della rivoluzione ungherese, nel suo quarantesimo anniversario. Nella sua relazione, Stéphane Courtois ha analizzato in particolare il significato del famoso Rapporto segreto di Kruscev al ventesimo congresso del Pcus, diffuso poi clandestinamente in Occidente, quello che precedette di pochi mesi l'invasione delle truppe sovietiche a Budapest. A questo proposito, Courtois ha affermato che il vero senso di quel rapporto fu una specie di amnesia e amnistia collettiva: Kruscev cioè volle comunicare ai quadri comunisti tre concetti fondamentali. Primo: le violenze staliniane all'interno dell'Urss erano finite. Secondo: il Pcus sarebbe stato chiamato a organizzare l'amnesia collettiva, e selettiva, per tutti i corresponsabili della politica criminale di Kruscev. Terzo: d'ora in poi si sarebbe dovuto separare il mito del "buon Lenin" da quello del "cattivo Stalin". Il testo del discorso, in francese, è disponibile nella sezione internazionale a QUESTO indirizzo. In apertura della manifestazione Dario Fertilio, membro del Patronage, ha ripercorso la storia del Memento Gulag, e illustrato la cultura delle libertà che ne è alla base, indicando in una lettura critica del presente, oltre che del passato, l'autentico significato del Memento (per maggiori informazioni clicca QUI). Mathyas Kolos, esule ungherese del 1956, ha ricordato con accenti personali il senso di quella rivolta, e i sentimenti che la accompagnarono nell'animo dei protagonisti. Marius Oprea, attuale consigliere del primo ministro romeno per la sicurezza nazionale, ha ripercorso la tragedia della contemporanea repressione in Romania, e la battaglia in corso per assicurare alla giustizia i criminali del regime comunista. Raluca Grosescu, anch'essa romena, ha centrato la sua relazione sulle attuali difficili iniziative per democratizzare la vita politica in Romania. Monica Papazu ha affrontato il tema della poesia d'opposizione al totalitarismo nell'Europa orientale. Infine Vladimir Bukovskij, presidente generale dei Comitati per le Libertà, ha rievocato la sua esperienza giovanile dell'anno 1953, quello della morte di Stalin. Assistendo dall'alto di un tetto di Mosca ai funerali, ha detto di essere rimasto segnato per sempre da tre sentimenti indelebili: l'eccezionalità dell'evento storico cui stava assistendo; il senso irrefrenabile di libertà provato di fronte alla morte di colui che era sempre stato presentato come un dio; la certezza dell'errore di chi rimpiangeva il tiranno, e la constatazione del fatto che la maggioranza, dunque, poteva sbagliarsi. Gli atti del Memento della Vandea, come è avvenuto per quelli del Memento di Berlino, verranno pubblicati in un libro a cura dell'Ices.
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