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Il meeting "Svoboda! Per una cultura della libertà" è stato organizzato nella città partenopea dai Comitati della Libertà, dal Comitato napoletano "Gustaw Herling" e dalla casa editrice L'Ancora del Mediterraneo per il secondo anno consecutivo, nella speranza che esso diventi un vero e proprio Festival della Libertà. A segnare il momento centrale del meeting la "lectio magistralis" di Vittorio Strada: "Dopo il comunismo e prima della democrazia: libertà della cultura e cultura della libertà in Russia e dintorni". Nella lezione Strada ha compiuto un excursus della storia della Russia, sin dall'inizio del comunismo fino ad analizzare le condizioni della Russia oggi, dove a fronte di una notevole vivacità culturale, in particolare nel campo della letteratura, si avverte, sul piano politico, una pericolosa e inquietante tendenza a riprodurre modelli totalitari. Così come preoccupa la deriva provocata del variegato arcipelago nazionalista . Appunto su questo tema, "Cultura e libertà nella Mosca di Putin" è intervenuta Natalia Ivanova, direttrice della rivista di cultura liberale russa "Znamja". "Nonostante Putin controlli l'informazione - ha detto la Ivanova - la società civile è molto attenta alla sua realtà attuale e passata. Si sta formando una coscienza identitaria aperta alla cultura europea, alla quale si guarda in termini critici e non come un modello".
Il percorso verso la libertà anche in Ucraina non è facile, come ha spiegato Olena Ponomarieva, docente di Ucraino alla Sapienza di Roma. "Dopo la rivoluzione arancione - ha detto - ci ritroviamo oggi in una situazione molto simile a quella che ne precedette lo scoppio. Non è avvenuto un vero ricambio del potere. Sono rimasti sempre gli stessi gruppi politici. La rivoluzione, però, non è stata del tutto tradita. Adesso abbiamo libertà di stampa, la politica (anche se non è ancora trasparente) è diventata un qualcosa di dominio pubblico e adesso abbiamo una società civile molto partecipe". Particolarmente intenso è stato poi l'incontro del meeting con Ileana De La Guardia, scrittrice ed esule cubana.
Armando De Simone, portavoce del Comitato delle Libertà napoletano, ha rivolto alcune domande alla scrittrice esule a Parigi, sulle verità mai raccontate sulla dittatura castrista. Ileana de la Guardia, infatti, è un testimone privilegiato, essendo stata figlia del colonnello Tony De La Guardia, capo dei servizi di sicurezza di Fidel, fucilato al termine di un processo farsa, nel quale fu coinvolta e annientata tutta l'ala "gorbacioviana" del Partito comunista cubano, contro la quale si era schierato il potentissimo Raul Castro e i gerarchi militari.
Per far emergere queste verità sommerse da mare delle bugie della propaganda castrista che tanti amici ha in Italia, la De La Guardia ha scritto il libro "Nel nome di mio padre" edito da Guerini, che ripercorre innanzitutto la sua vicenda umana personale, e rischiara il quadro della società cubana dal momento in cui Castro prese il potere a Cuba, dove i privilegi e la ricchezza sfacciata di cui godevano i dignitari dell'apparato comunista al potere, si contrapponeva alla miseria più cupa in cui versava la gran parte della popolazione, la quale, per sovrappiù, viveva in un clima di delazioni, accuse strumentali, tradimenti, corruzioni a tutti i livelli e in tutte le forme.
Svoboda! il Meeting della Libertà, è stato inoltre l'occasione per un altro evento editoriale: la presentazione del volume inedito del grande scrittore polacco-napoletano Gustaw Herling, scomparso nel 2000, curato dalla figlia Marta Herling: "Il pellegrino della libertà" edito da l'Ancora del Mediterraneo in cui il grande scrittore ripercorre il suo essere stato prigioniero nei Gulag, la sua battaglia civile per la libertà. La sua lotta, la sua testimonianza sono state importanti punti di riferimento per tutti quelli che si sono battuti per i suoi stessi ideali.
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