giovedì, 04 dicembre 2008

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Il cammino verso la libertà dell'Iran PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Florindi   
29/08/2006

Essere liberali a Teheran è davvero dura. Ne sanno qualcosa i creatori di www.iranvajahan.net , che ha visto la luce nel 2001. Il sito internet intende dare voce all'Islam moderato in Iran, negli altri paesi musulmani, e anche nel mondo occidentale. E' possibile consultarlo in quattro lingue: l'arabo, l'inglese, il francese e il tedesco. In primo piano sulla pagina web vengono riportati gli articoli dei più importanti quotidiani del mondo occidentale che riguardano il mondo islamico, in particolare l'Iran: da le Figaro a le Monde, dal Frankfurter Rundschau al Frankfurter Allgemeine Zeitung, dal Wall Street Journal al Washington Post.


Alle ultime elezioni iraniane il sito si è battuto per la vittoria dei moderati, segnalando i ripetuti tentativi d'intimidazione della fazione più integralista. Gli articoli di denuncia mostrano la repubblica islamica nella sua vera natura: decine di vittime negli aspri scontri fra polizia e manifestanti; dozzine di giornalisti incarcerati; soppressione sistematica di giornali e riviste considerate anti-governative. L'ultimo caso, meno di un mese fa, è stato la liquidazione della rivista azera "Navid Azerbaïdjan" con l'accusa di etnocentrismo e attentato alla sicurezza nazionale. Gli azeri rappresentano 20 milioni dei 68 dell'Iran e sono stanziati nel nord-ovest del Paese, nei pressi del confine con la Turchia.

Nonostante tutti questi ostacoli posti sul cammino verso la libertà degli iraniani, alcuni avvenimenti dimostrano che sono presenti piccole avanguardie determinate a riportare successi nel nome della democrazia e della libertà. A testimoniarlo la battaglia, condotta da democratici e repubblicani, a favore di un referendum nel quale gli iraniani possano votare liberamente per l'Assemblea Costituente, che dovrà elaborare una nuova Costituzione basata sulla dichiarazione dei diritti dell'uomo. Importante anche l'intervista all'autrice egiziana Nawal Al-Sa'dawi che chiede di rimuovere l'Islam come religione di Stato dalla Costituzione del suo Paese, perché "la cultura islamica fa parte di una più ampia cultura basata sul Cristianesimo, l'Ebraismo e l'eredità faraonica".


Commenti
ma dov'è il sito?
Scritto da armando de simone il 2006-09-01 08:55:17

Putroppo il sito non è raggiungibile.IU Mullah sciti di teheran hanno già provveduto all'oscuramento?
Scritto da Luca Frassi il 2006-09-11 13:34:16

Chiedo scusa, l'errore è stato corretto.

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