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In un' Unione europea allargatasi dopo la caduta del comunismo fino a comprendere ben 25 stati, il problema della partecipazione dello stato d'Israele alla costruzione del nuovo soggetto politico continentale non è mai stato affrontato, se non da minoranze coraggiose, i radicali in primis. Eppure Israele, come ha scritto Barbara Spinelli, è l'ultimo lembo d'Europa in un aerea geografica, politica e religiosa, che desidera la sua scomparsa dal mondo.
In questo momento tanto difficile per un piccolo stato, attaccato dal 12 luglio nel suo territorio dagli Hezbollah e obbligato a difendersi con la guerra, come lo stesso diritto internazionale gli consente—e non per mantenere i territori occupati, ma per sottrarsi ad una aggressione continua che minaccia la sua sopravvivenza--, l'Unione europea non può limitarsi a chiedere la cessazione immediata delle ostilità, senza neppure pretendere che essa sia immediata e simultanea.
L'Europa celebra ogni 27 gennaio la giornata della memoria della Shoah, ma, condizionata dai suoi interessi economici e dalla necessità di mantenere buoni rapporti col mondo arabo, il suo massimo fornitore di petrolio, preferisce non alterare gli equilibri del Medio Oriente e affidare ai suoi governanti il compito di rabbonire i governi dell'area, avanzando riserve sulla "spropositata" risposta israeliana all'aggressione degli Hezbollah. Per queste ragioni la sua task force -che farà parte della forza internazionale autorizzata dall'ennesimo, ambiguo, documento dell'ONU, la risoluzione 1701—difficilmente conseguirà l'unico risultato davvero decisivo, quello di disarmare le milizie Hezbollah, che , con ogni probabilità, conserveranno intatti i loro arsenali,non minacciati certo dall'esercito libanese.
In una situazione così piena di incognite e di pericoli per tutti—israeliani e palestinesi, europei ed arabi--chiediamo all'Unione europea di ammettere Israele tra gli Stati dell'Unione, per sancire anche formalmente quell'appartenenza morale e culturale alla nostra comunità di destino sulla quale non hanno alcun dubbio gli attentatori di Madrid dell'11 marzo e di Londra del 7 luglio.
Il futuro della democrazia in Europa dipende da quello di Israele e del Medio Oriente. Portare Israele in Europa non è solo un dovere per chiudere definitivamente il conto delle persecuzioni culminate nella Shoah, ma per favorire un progetto di pace, di democrazia e di modernità in Medio Oriente, senza il quale non vi sarà futuro per Israele ma neppure per noi. L'Europa di Schumann, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni ne sarebbe stata capace.
Animati da questa consapevolezza, chiediamo all'attuale presidenza dell'Unione di riprendere il grande progetto politico e ideale dei padri fondatori, i quali ben sapevano che Atene, Gerusalemme e Roma sono state la culla di quelle grandi civiltà del passato che sono all'origine della nostra identità.
Gli interessi mercantili non possono farci dimenticare che la democrazia europea ha bisogno di Gerusalemme, come Gerusalemme ha bisogno dell'Europa.
E' possibile sottoscrivere l'iniziativa inviando i propri dati (nome, cognome e città di residenza) a QUESTO Indirizzo e-mail.
|| LE PRIME FIRME ||
1. Tarcisio Amato (Università di Salerno)
2. Paolo Armarolo (Università di Genova- Già deputato)
3. Roberto Chiarini (Università Statale di Milano)
4. Luca Codignola (Università di Genova)
5. Dino Cofrancesco (Università di Genova)
6. Daniela Coli (Università di Firenze)
7. Luigi Compagna ( LUISS—Roma)
8. Stefano De Luca (Università Suor Orsola Benincasa di Napoli)
9. Eugenio Di Rienzo (Università La Sapienza di Roma)
10. Mario Quaranta (Storico e saggista, Padova)
11. Dario Fertilio (Giornalista, Milano)
12. Orlando Sacchelli (Giornalista, Milano)
13. Galgano Palaferri (Avvocato)
14. Armando De Simone (Giornalista e Saggista, Napoli)
15. Mario Presutti (Università La Sapienza, Roma)
16. Alessandro Giuseppe Crespi (...)
17. Francesco Ferrari (Avvocato)
18. Michele Bondesan (Rovigo)
19. Angelo Fazio (Palermo)
20. Elisa Zucchini (Firenze)
21. Franco Merlo (Nole, Torino)
22. Giuseppe Branca (Perugia)
23. Alberto Adriani (Torino)
24. Vincenzo Rizzo (...)
25. Davide Poznanski (Roma)
26. Mauro Gallo (...)
27. Lorenzo Trapani (Londra)
28. Pietro Denti (...)
29. Giacomo Zucco (Milano)
30. Federico Musso (Cuneo)
31. Claudio Saragozza (Mestre, Venezia)
32. Emanuele Boccardo (Imprenditore, Padova)
33. Filippo Columella (Ponte dell'Olio, Piacenza)
34. Antonio Bonvicino (Tarsia - Cosenza)
35. Giovanni Venezia (Giornalista, Torino)
36. Alessandro Cornali (Milano)
37. Antonella Santilli (Roma)
38. Davide Santoro (Roma)
39. Lorenzo Scaccabarozzi (...)
40. Francesca Padovese (Concordia Sagittaria - Venezia)
41. Antonio Fossati (Macherio, Milano)
42. Bruno Dapei (Milano)
43. Lorenzo Montini (Monticelli Brusati, Brescia)
44. Carlo Cappellari (Padova)
45. Bruno Ronsivalle (Roma)
46. Giuseppe Borri (Milano)
(i nuovi nominativi saranno aggiunti mensilmente alla presente lista...)
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