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Davide e Golia PDF Stampa E-mail
12/07/2006

ImageDa parte del nuovo governo assistiamo a qualche timidissimo passo nella direzione delle liberalizzazioni. E' un passo con tantissimi limiti e difetti: si limita ad allargare le maglie dei "lacci e lacciuoli" (per usare una frase tanto cara a Guido Carli) che tanto bloccano l'economia italiana senza però abolirne nessuno, va a incidere sulle licenze dei taxisti senza minimamente scalfire i grandi monopoli o i poteri forti, sembra avere in certi casi un intento più propagandistico e addirittura punitivo verso certe categorie che un sincero desiderio di iniziare una liberalizzazione del nostro sistema.


Ma da un governo di centro sinistra con frange di sinistra estrema non si può pretendere di più: ognuno ha la propria base elettorale da difendere e le proprie lobby da accontentare.

Anche Berlusconi sembra seguire la stessa logica: parla di "oppressione fiscale" mentre da liberale e liberista quale ha sempre dichiarato di essere dovrebbe forse ricordare una famosa frase: "Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro pranzo, ma dal fatto che essi hanno cura del loro interesse" (Adam Smith, Ricchezza delle Nazioni).

Da liberali e liberisti quali siamo sempre stati ci viene da chiederci: riusciremo mai noi piccoli Davide a far comprendere che difendere comunque gli interessi delle corporazioni, gli egoismi degli oligopoli non va certo nella direzione della società aperta e del libero mercato, uniche possibilità per uscire dalla nostra situazione stagnante e per diventare un paese davvero moderno?



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