La newsletter dei Comitati per le Libertà
A cura di: L. Frassi, A. Gazzaniga, S. Magni, O. Sacchelli
N.28 - 30/11/2006
1) Eutanasia - Il dramma di Welby
2) Il malore di Berlusconi e il futuro del centrodestra
3) RUSSIA: Putin fa l'antifemminista
4) MEDIO ORIENTE: C'è bomba e bomba, dipende da chi la usa
5) NICARAGUA: A Ortega niente sanzioni?
1) Eutanasia - Il dramma di Welby
Il caso di Piergiorgio Welby continua a far discutere. Costretto da tempo a vivere attaccato a una macchina che lo fa respirare, praticamente immobile in un letto, Welby ha deciso di dedicare ogni suo sforzo nella battaglia per l'eutanasia. Alla fine a chiederla è stato lui stesso, con una frase secca, burocratica, per certi versi agghiacciante: "Chiedo il distacco del ventilatore polmonare sotto sedazione terminale, se possibile orale". Welby non ne può più di vivere in quello stato. Chiede di morire. Le istituzioni e la politica non sanno cosa rispondere, pur comprendendo la drammaticità della situazione. Welby non è in stato vegetativo, il suo cervello funziona eccome. L'Ordine dei medici ha risposto picche alla richiesta di eutanasia: "II suo medico non può in alcun modo accogliere tale richiesta", ha detto Amedeo Bianco, presidente della fe¬derazione degli Ordini, spiegando che "il medico andrebbe sia contro il codi¬ce penale sia contro il codi¬ce deontologico". La Chiesa si batte per la difesa della vita e dice no all'eutanasia. E' giusto o no che un uomo possa disporre fino in fondo del proprio corpo e decidere, in un caso estremo, di farla finita? Porre fine a una forma di accanimento terapeutico - perché Welby non potrà mai guarire - è davvero una forma di eutanasia? Il dibattito è aperto.
2) Il malore di Berlusconi e il futuro del centrodestra
"Il malore di Silvio Berlusconi - ha scritto Stefano Folli sul Sole 24ore - ha dimostrato senz'ombra di dubbio una cosa: che il leader della Casa delle libertà gode tuttora di un'immensa popolarità nel paese. Il suo improvviso collasso ha suscitato interesse, coinvolgimento, umana commozione. La foto gemella che tutti hanno ricordato è il mancamento di Enrico Berlinguer nel comizio di Padova del 1984". Nel bene o nel male Berlusconi ha dato vita al bipolarismo italiano dando inizio, in modo ufficiale, al sistema dell'alternanza, che l'Italia non aveva mai conosciuto prima. Non è dato sapere se il Cavaliere deciderà o meno di gettare la spugna, ovvero se intenderà fare di nuovo il candidato premier alle prossime elezioni. Ovvio, a decidere dovrà essere tutto il centrodestra, ma il partito di Berlusconi è ancora il primo nella Cdl, forte del 24% ottenuto nell'aprile 2006, e sino ad ora non si vedono alternative all'orizzonte. Ci potrebbe essere l'investitura ufficiale di un "delfino". L'idea migliore, però, sarebbe quella delle primarie, che Berlusconi ultimamente ha detto di non escludere. Che sia la volta buona per l'introduzione di questa forma di democrazia avanzata?
3) RUSSIA: Putin fa l'antifemminista
Vladimir Putin ha preso le difese del presidente israeliano Moshé Katsav, accusato di molestie sessuali ai danni di 10 sue ex segretarie. È ormai diventata famosa la battuta del presidente russo: "Si è scoperto che è piuttosto vigoroso! Violentare dieci donne! Siamo colpiti e noi tutti lo invidiamo". Ma la linea difensiva di Putin non è solo goliardica. Alla televisione russa, ha infatti spiegato che il linciaggio di Katsav "è legato a parere mio e di molti esperti al fatto che larghi settori della società israeliana sono scontenti della condotta dei loro leader nel conflitto libanese". E quindi: "Non è ammissibile ricorrere a mezzi come la difesa dei diritti delle donne per risolvere diatribe politiche del tutto indipendenti perché questo discredita la battaglia per le questioni femminili". Reagiranno le femministe?
4) MEDIO ORIENTE: C'è bomba e bomba, dipende da chi la usa
La corsa al nucleare? Roba che interessa solo a Iran e Corea del Nord. È rimasto orfano chi, negli anni della Guerra Fredda, non si lasciò scappare una sola occasione per denunciare tutte le evoluzioni delle armi nucleari americane e occidentali. Ma le occasioni di denuncia non mancano mai. Anche se gli Stati Uniti e le democrazie occidentali usano solo armi convenzionali, i pacifisti cercano sempre qualche "strumento di morte" da condannare. Prima fecero scoppiare il caso del "fosforo bianco" (un fumogeno), poi quello delle "bombe a grappolo", ordigni che disseminano un gran numero di granate sul campo di battaglia, usate dagli Stati Uniti in Iraq e da Israele in Libano. Ma adesso rischiano di dover ordinare il contrordine: è arrivata la notizia che le bombe a grappolo sono state usate anche dagli Hezbollah nella stessa guerra libanese. E che le hanno usate, non solo contro obiettivi militari, ma anche contro le città israeliane, per uccidere civili inermi. Non si è vista alcuna manifestazione di protesta contro le bombe a grappolo di Hezbollah. Come mai?
5) NICARAGUA: A Ortega niente sanzioni?
Daniel Ortega ha vinto le elezioni in Nicaragua. Nessuno parla di sanzioni al Nicaragua. Nessuno tenta di incriminare il neo-presidente. Eppure lo meriterebbe, molto più di un Le Pen in Francia o di uno Jorg Haider in Austria. I due politici europei neofascisti, infatti, non hanno fatto nemmeno un morto. Mentre il presidente neocomunista nicaraguense ha sulla coscienza circa 8000 vittime della sua repressione. In gran parte si trattava di prigionieri politici, uccisi senza processo o morti nelle durissime carceri del regime sandinista che Ortega guidò dal 1979 al 1990. Non era consentita alcuna forma di dissenso, allora. A queste vittime vanno aggiunte anche quelle di un piccolo genocidio ai danni delle popolazioni indio della costa atlantica, deportati perché osarono resistere alla collettivizzazione delle loro terre e perché cercarono di difendere la loro autonomia.
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