Liberalia - La newsletter dei Comitati per le Libertà
Sito Internet: http://www.libertates.com/
N.25 - 23/10/2006
In questo numero:
1) Il limite alla pubblicità? Una misura liberticida
2) Primarie e maggioritario per riportare la democrazia nella politica
3) Fuga dal paradiso tibetano
4) Tutto come da copione, l'epidemia è colpa degli USA
1) Il limite alla pubblicità? Una misura liberticida
ITALIA: Antonio Martino: "Il tetto del 45% alla raccolta pubblicitaria previsto dal disegno di legge di riforma del sistema radiotelevisivo proposto dal ministro Gentiloni dovrebbe avere, nelle intenzioni del proponente, funzione antitrust. In realtà non è una misura liberale, ma il suo contrario, un provvedimento illiberale e liberticida. Gli incassi pubblicitari dell'impresa televisiva sono i soldi liberamente destinati all'acquisto di spazi pubblicitari dalle imprese che ne hanno bisogno. Un'impresa televisiva, quindi, incassa dalla pubblicità quanto quelli che la acquistano sono disposti a pagarla. Se i soldi che l'imprenditore destina a reclamizzare la sua merce sono legittimamente suoi, egli ha certamente il diritto di utilizzarli come meglio crede. Se li spende in pubblicità presso una data televisione, quest'ultima ha il pieno diritto di incassarli. Fissare d'autorità un limite massimo degli introiti televisivi significa anche impedire che una data impresa possa fare uso di quel canale televisivo per reclamizzare i suoi prodotti, il che violerebbe sia il diritto di proprietà dell'impresa sulle sue risorse sia la sua libertà di usarle come meglio crede".
Riflessione: Lodevole è l'intenzione di allargare l'offerta televisiva facendo in modo che aumenti il numero di soggetti presenti sul mercato. Ma perché non partire dalla più grande anomalia italiana, ossia la Rai? La Tv pubblica di Stato spende e spande come un normalissima Tv commerciale e, oltre agli introiti pubblicitari, si regge sul canone. Tutto questo con la scusa del "servizio pubblico" da garantire a tutti. Ma un servizio pubblico deve per forza essere garantito da una struttura pubblica? L'esempio di Radio Radicale, che attraverso una convenzione c on il Parlamento trasmette le dirette dei lavori alla Camera e al Senato è l'esempio più importante che dimostra come un ottimo servizio pubblico possa essere svolto benissimo anche da un'emittente privata. Basta scuse. Vendiamo la Rai ai privati!
2) Primarie e maggioritario per riportare la democrazia nella politica
ITALIA: Uno dei motti del fascismo era "credere, obbedire, combattere". Il fascista perfetto non doveva farsi domande ma solo obbedire al capo con convinzione e combattere per il raggiungimento dello scopo, la rivoluzione in camicia nera. Il motto non è stato messo in soffitta e, a sessanta e passa anni di distanza, vive una seconda giovinezza nella politica italiana. Non sono pochi - per usare un eufemismo - i partiti che vivono la democrazia solo come un optional o, nella migliore delle ipotesi, una recita collettiva da fare di tanto in tanto. Eppure la Costituzione die che i partiti, al loro interno, devono reggersi su regole democratiche.
Urge correre ai ripari e restituire ai cittadini la piena sovranità che appartiene loro e a nessun altro. Le cose da fare? Primarie (vere) per la scelta dei leader. Democrazia (vera) in tutti i partiti, con congressi regolari per la selezione dei dirigenti a tutti i livelli. Blocco del finanziamento pubblico a quelle forze politiche che non rispettino un livello minimo di democrazia. Sono solo alcune idee. Altre ve ne possono essere. L'importante è che si smetta al più presto di fare finta di nulla.
I "Comitati per le Libertà" condividono in pieno la petizione lanciata dall'associazione "Per il Partito democratico", che propone l'istituzione delle primarie per la scelta dei candidati e un sistema elettorale maggioritario.
http://www.perilpartitodemocratico.it/default.cfm?channel=5&id=543
3) Fuga dal paradiso tibetano
CINA: il 30 settembre una settantina di profughi tibetani in fuga dal "paradiso" comunista cinese sono stati attaccati dalla polizia di frontiera, che ha aperto il fuoco contro di loro senza preavviso e ad alzo zero. Quaranta di essi sono riusciti ad attraversare il valico di Nagpa, a 5000 metri di quota, per rifugiarsi nel Nepal. Sette (tra cui una monaca e un bambino) sono caduti sotto i colpi della polizia di frontiera. Un gruppo di scalatori e un monaco buddista indiano hanno assistito alla scena, avvertendo le agenzie stampa internazionali. Episodi di questo genere, a quanto pare, sono frequenti lungo la blindatissima frontiera cinese. La Repubblica Popolare si presenta al mondo come la modernizzatrice del Tibet, soprattutto dopo l'inaugurazione della nuova ferrovia che collega gli altipiani al resto del Paese. La popolazione locale, evidentemente, non usufruisce del tanto ostentato "progresso" se rischia la vita pur di scappare.
(fonte: Asia News)
4) Tutto come da copione, l'epidemia è colpa degli USA
CUBA: non si conosce ancora il numero delle vittime dell'ultima epidemia di Dengue, scoppiata nell'isola alla fine di agosto. Tuttavia si sa che la dinamica con cui l'epidemia è stata "scoperta" è tipica di tutti i regimi autoritari: prima non trapela alcuna notizia, poi il caso viene denunciato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, a questo punto le autorità iniziano a combattere la malattia con metodi drastici (ma continuando a negare l'accesso alle statistiche sulle vittime) e ad accusare una potenza nemica per lo scoppio dell'epidemia. Come da copione, le autorità dell'Avana tuttora negano il Dengue, mentre aerei e camion irrorano città e campagne con insetticidi per uccidere le zanzare-killer. Sempre come da copione: il regime castrista non ha reso pubbliche le statistiche sulle vittime, che possono essere già più di un migliaio. E infine, come c'era da aspettarsi, è partita un'inchiesta per accertare se l'epidemia di Dengue (malattia tipica della regione caraibica) sia causata o meno da armi batteriologiche americane. Già negli anni ‘90 il regime aveva accusato gli Stati Uniti di aver provocato artificialmente l'ondata di Dengue del 1981.
(fonte: Cuba Net)


