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- OLIMPIADI - Non boicottaggio ma sospensione
- ELEZIONI ITALIANE - CVD, come volevasi dimostrare
- USA - Più lotta al terorismo globale = meno libertà sul Web
- MEDIO ORIENTE - E se l'assassino di Mughniyeh fosse lo stesso Hezbollah?
- CINA - Bisogna essere donna e islandese per avere il coraggio di denunciare le colpe del regime direttamente davanti ai cinesi?
- CUBA - la libertà secondo Raul: un microonde
OLIMPIADI - Non boicottaggio ma sospensione
- I morti del Tibet, e il genocidio culturale cinese che li ha provocati, non possono essere rimossi dalle coscienze. Sarà possibile tra breve celebrare il rito delle Olimpiadi come se niente fosse accaduto? E’ accettabile e morale applaudire le gare di tiro al piattello e nuoto sincronizzato mentre una nazione e un popolo vengono schiacciati militarmente, cancellati dalla faccia della terra? Nonostante tutto, in condizioni normali, potremmo anche rispondere di sì: lo sport ha un suo valore, una sua moralità che non devono essere confusi con la politica. Ma quando vengono messi in discussione i diritti umani fondamentali, le cose cambiano: qualcosa bisogna pur fare! Non il boicottaggio, una cosa che è stata già tentata in passato, ma spesso è stata sfruttata politicamente per altri fini; piuttosto, la sospensione dei Giochi, almeno fino a quando il mondo libero non avrà la ragionevole certezza che le libertà fondamentali siano state ripristinate. Anzitutto in Tibet.
ELEZIONI ITALIANE - CVD, come volevasi dimostrare
- Qualche dubbio? I due principali partiti che si contendono il voto degli italiani alle imminenti elezioni politiche hanno cancellato non solo la presenza dei liberali, ma hanno sbarrato la strada a qualunque esponente della società civile desideroso di candidarsi indipendentemente dalla volontà degli apparati. Il trionfo della partitocrazia segna l’estrema involuzione della politica italiana, e l’ultima sfida agli spiriti liberi. Probabilmente la democrazia italiana pagherà un alto prezzo con il calo del numero dei votanti; in prospettiva, a noi resta l’arma del referendum: non dovremo sprecarla.
USA - Più lotta al terorismo globale = meno libertà sul Web
- Gli avatar di Second Life che pianificano attentati e li simulano prima di metterli in pratica? E’ il nuovo timore dell’Intelligence Advanced Research Projects Activity (Iarpa) agenzia statunitense che si occupa di studiare le nuove tecnologie del terrorismo e dell’anti-terrorismo. Second Life è un gioco di realtà virtuale in cui persone di tutto il mondo, tramite i loro personaggi (avatar) possono incontrarsi, agire insieme e scambiarsi informazioni pur rimanendo comodamente a casa loro. I terroristi potrebbero usufruire, prima di tutto, di questo vantaggio: comunicare tra loro pur senza abbandonare i loro rifugi. Tramite l’uso del sistema Instant Message, le conversazioni possono essere secretate. Una e-mail può essere intercettata, così come una telefonata, ma una conversazione segreta su Second Life resterebbe nascosta. Inoltre, la realtà virtuale permette di simulare l’uso di ogni tipo di arma, per cui può essere usata anche per la pianificazione degli attentati. E i giocatori di Second Life sono preoccupati: che sia l’inizio di un nuovo controllo dello Stato anche nel mondo libero del web?
MEDIO ORIENTE - L'assassino di Mughniyeh lo stesso Hezbollah?
- La Siria sta indagando sull’uccisione di Imad Mughniyeh, capo delle operazioni di Hezbollah, morto in seguito all’esplosione di un’autobomba nel pieno centro di Damasco lo scorso 12 febbraio. Il quotidiano israeliano Jerusalem Post riportava il 6 marzo un primo rapporto (non confermato) emesso dai responsabili siriani di questa indagine. E i risultati appaiono scontati, trattandosi di un’inchiesta del servizio segreto del regime di Assad: la colpa è attribuita al Mossad israeliano, in collaborazione con altri regimi arabi. Nel frattempo, la stampa kuwaitiana rivelava che, ad opporsi all’indagine siriana erano proprio gli stessi vertici di Hezbollah, Nasrallah per primo. Il loro timore? Che venisse scoperto un loro eventuale coinvolgimento nell’attentato. E’ infatti probabile che gli Israeliani non abbiano potuto fare niente per eliminare uno dei loro peggiori nemici. Che però subiva una rivalità forte interna a Hezbollah. L’Iran aveva intenzione di trasferire potere da Nasrallah a Mughniyeh, più fedele a Teheran: anche questo è un movente, che però la Siria vuole ignorare.
CINA - Bisogna essere donna e islandese per avere il coraggio di denunciare le colpe del regime direttamente davanti ai cinesi?
- Ci vuole un coraggio da leoni e una certa dose di incoscienza per presentarsi di fronte a uno stadio pieno di cinesi, nella capitale finanziaria del più grande regime totalitario del mondo e reclamare a gran voce l’indipendenza del Tibet. O meglio: sono molti gli artisti e gli intellettuali (ultimi arrivati, in ordine di tempo: il regista Steven Spielberg e l’attrice Mia Farrow) che hanno rifiutato di collaborare con la Cina e hanno criticato il regime. Ma lo hanno fatto comodamente da casa loro, in paesi liberi. Nessuno ha mai urlato in faccia ai cinesi, in Cina, le colpe del regime. La musicista islandese Bjork Gudmundsdottir, un metro e cinquantotto di donna, lo ha fatto, il 2 marzo scorso, a Shanghai: "Tibet! Tibet! Issa la tua bandiera!". Dopo alcuni giorni di sconcerto, il Ministero della Cultura del regime di Pechino ha deciso ieri di imporre severi controlli dei censori su ogni futuro evento culturale straniero. Ma intanto un messaggio di libertà è già passato. Intanto in questi giorni, in Tibet è in corso una forte protesta contro la Cina, la più forte ribellione entro i confini cinesi dal 1989. Grazie alle Olimpiadi e alla visibilità internazionale assunta dalla Cina, il regime non può più tenere nascoste queste notizie, né sottrarsi alla critica dell’opinione pubblica internazionale.
CUBA - la libertà secondo Raul: un microonde
- Raul Castro è diventato anche ufficialmente il dittatore di Cuba, dal giorno in cui Castro ha rassegnato le dimissioni da presidente e comandante in capo delle forze armate. Non si tratta di una novità vera e propria, perché Raul Castro esercitava già il potere da un anno, sostituendo il fratello gravemente malato. Il passaggio delle consegne tutto in famiglia dimostra l’assoluta non volontà di riformare in qualche modo il regime comunista più duraturo dell’emisfero occidentale. Ma nonostante l’evidenza, Raul Castro vuole mostrarsi come l’uomo del cambiamento, della distensione, addirittura di una perestrojka cubana. Ha riallacciato rapporti diplomatici con il Messico, parla di una possibile riconciliazione con gli Stati Uniti (ma solo se vince Barack Obama) e promette più libertà nell’isola. Ma in cosa consiste la sua prima apertura nei confronti dei suoi poveri cittadini? Il 12 marzo l’agenzia Reuters ha diffuso la notizia che vi saranno grandi novità: i cittadini potranno anche disporre di un computer tutto per loro, di una televisione (ma non superiore ai 24 pollici), di una bicicletta elettrica e addirittura di un forno a microonde. Per i condizionatori, invece, occorrerà attendere il 2009. Questo è dunque il primo grande cambiamento effettuato dal compagno Raul: i cubani potranno scaldarsi il cibo (quel poco che hanno) col microonde, anche se dovranno restare a bollire al caldo ancora per un anno.



