Liberalia - La newsletter dei Comitati per le Libertà
Sito Internet: http://www.libertates.com/
N.23 - 14/09/2006
In questo numero:
1) SVOBODA! Cultura e libertà nei paesi dell'Est
2) SAMIZDAT: Disponibile per gli abbonati il numero 40
3) L'arrembaggio dei clandestini e la cittadinanza
4) Anziché azzerare il debito, azzeriamo le barriere doganali
5) COREA DEL NORD: Un altro dittatore prepara la guerra
E altro ancora...
1) SVOBODA! Cultura e libertà nei paesi dell'Est
Napoli 30 settembre 2006:
In mattinata:
- presentazione di un libro inedito di Gustav Herling a cura di Marta Herling
Nel pomeriggio:
- lectio magistralis di Vittorio Strada dal titolo: "Dopo il comunismo e prima della democrazia: libertà della cultura e cultura delle libertà in Russia e dintorni"
- Interventi di: Natalia Ivanovna (direttrice di una rivista culturale di Mosca) "Cultura e libertà nella Mosca di Putin", Olena Ponomarieva (Lettrice di ucraino alla Sapienza di Roma) "Arancioni o rossi? Cultura e libertà nell'Ucraina di oggi" e De la Guardia (scrittrice cubana esule a Parigi) presenta il suo libro su Cuba e l'esperienza di suo padre, generale dell'esercito castrista, caduto in disgrazia e fucilato.
A seguire:
- Cena sociale
L’incontro avrà luogo a Napoli, Chiesa di S. Lorenzo Maggiore, Piazza S. Gaetano
Per ulteriori informazioni inviare un'e-mail a: comitatus@libertates.com
Oppure telefonare a: Armando De Simone 0815864196 o Angelo Gazzaniga 023452647
2) SAMIZDAT: Disponibile per gli abbonati il numero 40
In questo numero:
- Editoriale di Dino Cofrancesco
- Non sono samurai invincibili, Bin Laden e i suoi perderanno - di Magdi Allam
- L'Iran è già in guerra senza se e senza ma - di Michael Ledeen
- Il giorno in cui i sovietivi rubarono la mia patria - di Sandra Kalniete
- Famiglia, la favola delle tasse raccontata da destra e da sinistra - di Roberto Bagnoli
- Laici e repubblicani, moltiplicatevi: la via francese alla natalità - di Giuseppe Pennisi
- Né reprimere né assorbire: mettiamo un limite alla politica - di Guido Vignelli
- La curiosa storia dello stemma della repubblica: tutto meno che una croce - di Alessandro Mola
- Ma andiamo, signor Davide Sacco, faccia il bravo umorista allineato - di Gaston Beuk
- A colpi di libertà - di Dario Antiseri
- Basta con gli effetti speciali. Restituiteci il mistero - di Andrea Bisicchia
- Libera Camera - di Cesare Balbo
- La biblioteca di Samizdat
Abbonamento (3 numeri all'anno): 10 euro, socio sostenitore 30 euro
da versare sul conto Credito Emiliano Ag. 4, Milano sul c/c 57203/6, B 1603, ABI 3032, cin E
intestato a Comitati per le Libertà specificando la causale "per abbonamento a Samizdat" e indicando l'indirizzo a cui inviarlo.
3) L'arrembaggio dei clandestini e la cittadinanza
L'industria dell'immigrazione clandestina potrebbe individuare nell'Italia, nei suoi progetti per rendere sempre più facile la regolarizzazione e la cittadinanza, l'anello debole della catena europea. L'arrivo in massa di poveracci e disperati, mafiosi e cripto-terroristi, è una conseguenza di una debolezza politica e culturale dei nostri governi nel campo della politica di controllo dell'immigrazione. Quello che non si capisce, o vuole capire, è che la cittadinanza attiva, consapevole e in grado di prendere decisioni, è un circuito che ha bisogno di certezze. Solo chi merita la cittadinanza, perché fa il suo dovere di cittadino pagando le tasse e conoscendone lingua, cultura e valori, può essere chiamato a prendere decisioni collettive, cominciando dal voto. Ammettere l'immigrazione di massa, più o meno clandestina, e regalarle il voto come se, per il solo fatto di esserci, ne avesse il diritto, equivale a rompere il circuito della cittadinanza, e mette in pericolo l'idea stessa di democrazia.
4) Anziché azzerare il debito, azzeriamo le barriere doganali
Chiedere di azzerare il debito per i paesi in via di sviluppo è la tipica manifestazione pietistico- autoritaria. Pietistica, perché fa appello al buonismo catto-progressista che in Italia va sempre bene e fa sentire in pace con se stessi; autoritaria, perché chiede di cancellare in realtà il credito dei cittadini senza consultarli, come se fossero soldatini da precettare. Aiutare in paesi in via di sviluppo, invece, può vuol dire soltanto: scegliere i giusti interlocutori nei paesi che diano affidamento; favorire e formare lo spirito imprenditoriale nei luoghi in cui manca; sacrificare i privilegi e le protezioni dei produttori occidentali, consentendo alle merci del terzo mondo (soprattutto nel campo agricolo) di penetrare nei nostri mercati abolendo le barriere doganali innalzate dalla Ue in difesa degli interessi della ricca (e protetta) agricoltura europea.
5) COREA DEL NORD: Un altro dittatore prepara la guerra
Mentre per tutto il mese di agosto la Corea del Sud inviava al Nord aiuti umanitari per alleviare le sofferenze dovute all'alluvione (100.000 tonnellate di riso e materiale da costruzione), il regime di Pyongyang ha continuato a prepararsi alla guerra. La notizia certa è che l'ultimo regime stalinista del mondo ha avviato la costruzione di nuove basi missilistiche con l'aiuto dell'Iran. La notizia temuta è che stia preparando un test nucleare. L'allarme è stato lanciato da un anonimo funzionario statunitense nel corso di un'intervista rilasciata alla rete televisiva ABC. Sia la Corea del Sud che gli Stati Uniti hanno negato che vi siano prove concrete che lo dimostrino, ma Bush ha comunque dichiarato che, in caso di test nucleare, si faranno maggiori pressioni diplomatiche, nell'ambito dei Colloqui a Sei (Russia, Cina, Stati Uniti, Giappone e le due Coree). Nessuno parla di attacchi preventivi. Il ministro della difesa statunitense Donald Rumsfeld ha anche dichiarato, nel corso di una visita a basi militari in Alaska, che la Corea del Sud non corre un rischio immediato di un'invasione dal Nord. Il rischio, semmai, è che il regime di Pyongyang "spacci" le sue nuove armi a gruppi terroristici o ceda la sua tecnologia all'Iran. Dunque: anche se Seul può restare relativamente tranquilla, tutte le altre capitali del mondo sono avvertite.
E altro ancora...
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