mercoledì, 20 agosto 2008

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Date: 2007-12-20 10:27:50
Liberalia N.47

Liberalia - Comitati per le libertà

Newsletter N.47 - 20/12/2007
A cura di: L. Frassi, A. Gazzaniga, S. Magni, O. Sacchelli







DALLA SECONDA ALLA PALEO REPUBBLICA

- Ma che cos’è tutto questo affannarsi a proporre e smentire, blandire e minacciare, alludere e proclamare, che ha invaso come un rumore molesto le cronache politiche di fine anno? Il popolo italiano vive questo accanimento terapeutico attorno al governo Prodi più come un’ipocrisia che come un inganno. Perché si sa che i politici mentono per principio: ma con che faccia fingono di dimenticare che tutto quanto ora sembra diventato improvvisamente urgente è stato rifiutato, svilito e manipolato durante la scorsa legislatura? Le riforme istituzionali - dalla riduzione del numero dei parlamentari al federalismo alla differenziazione delle funzioni delle Camere - sono state trattate al pari di una jattura nazionale ("vogliono dividere l’Italia!", proclamavano i manifesti della sinistra) quando erano a portata di mano e soltanto per tattica: sapendo benissimo che, se il fronte del no avesse vinto, non sarebbero state più possibili né quelle riforme né altre per i prossimi vent’anni. Il sistema elettorale maggioritario, unica boccata d’ossigeno ricevuta negli ultimi due decenni dalla nostra democrazia asfittica, è stato allegramente e irresponsabilmente gettato nel cestino dal centro-destra, senza comprendere che così facendo stava minando le basi sulle quali la stessa Casa della Libertà era stata fondata (e se ne sono visti gli effetti). E adesso si vorrebbe prolungare la legislatura per che cosa? Per attuare, in forma edulcorata e svilita, le stesse cose già bocciate con l’ultimo referendum? O magari passare dalla padella alla brace, trasformando il sistema elettorale, attuale, detto "Porcellum", in un "Mastellum" veltronian-berlusconiano degno della Paleo Repubblica? Un passo avanti e cinque indietro, dunque. E allora tanto vale dire che l’unico significato possibile che rimane a questa legislatura è il referendum elettorale. Si voti dunque, lasciando che per una volta il popolo dica francamente la sua. Non dubitiamo che sceglierà per il meglio, cioè andando a votare e votando sì.



IL TRATTATO DI LISBONA, ULTIMA EUROFURBIZIA

- Ma che bella pensata hanno avuto, i nostri burocrati riuniti a Lisbona! Dal momento che quella mostruosità giuridica pomposamente chiamata Costituzione europea è stata bocciata in due referendum nazionali, tanto valeva non chiamarla più così, limitarsi a definirla "aggiornamento dei vecchi trattati", e farla passare in sordina, con il condimento di un po’ di retorica e senza lasciar trapelare troppo del contenuto. Soprattutto, Dio ne scampi, senza il bisogno di sottoporla ai referendum di conferma nei singoli paesi della Ue: perché si è già visto come va a finire quando si fanno parlare i cittadini. Morale, l’Europa del centralismo burocratico sopravvive sì a se stessa, ma al prezzo di allontanarsi sempre più dalle menti e dai cuori della gente.



MEDIO ORIENTE - PER AL QUEDA I CAVALIERI SONO I VERI CROCIATI: DI NOME E DI FATTO

- I Cavalieri di Malta sono nel mirino di Al Qaeda. La loro unica "colpa" agli occhi degli islamisti, è quella di essere al centro di una teoria della cospirazione molto diffusa. Tanto diffusa che la Tv Al Jazeera aveva trasmesso, lo scorso aprile, una puntata speciale sul complotto dell’Ordine dei Cavalieri di Malta, dove si mischiava con gran leggerezza la loro attività a tutte le presunte e fantasiose cospirazioni dei neoconservatori, in un unico calderone complottista. Secondo gli islamisti radicali (tra cui un deputato del parlamento giordano), sarebbero proprio i Cavalieri di Malta a dettare segretamente l’agenda di politica estera del presidente George Bush, riconquistare i territori persi alla fine delle Crociate. Ma chi non crede al complotto scagli la prima pietra. Il famoso speciale di Al Jazeera citava anche alcuni passaggi del libro dello scrittore americano Jeremy Scahill sulla società Black Water e quindi: "la presenza dei mercenari in Iraq non è solo frutto di un accordo fatto con il Pentagono per sostituire in alcune situazioni di combattimento l'esercito americano, ma è anche frutto di un accordo su base ideologica che comprende anche i Cavalieri di Malta, perché loro sono l'ultimo gruppo crociato che controlla chi prende le decisioni negli Stati Uniti". Alla fine si è passati, come nella miglior tradizione dell’estremismo totalitario, dalle leggende alle minacce concrete: il 6 dicembre Al Qaeda ha emesso la sua condanna contro i Cavalieri di Malta, invitando gli egiziani a far saltare in aria la loro sede al Cairo.



IRAN: AHMADINEJAD HA DICHIARATO - "NON CI SONO OMOSESSUALI IN IRAN". INFATTI HA RISOLTO IL PROBLEMA ALLA SUA MANIERA: IMPICCANDO QUELLI CHE TROVA

- "Non ci sono omosessuali nel nostro paese" aveva affermato con sicurezza Mahmoud Ahmadinejad nel corso della sua sconcertante conferenza alla Columbia University. "Non più" avevano aggiunto i vignettisti Cox e Forkum il giorno dopo. E questa vignetta ha rappresentato in anticipo una tragica realtà: la condanna a morte di un altro omosessuale, Makwan Moloudzadeh, il giovane iraniano di 21 anni condannato a morte per 'lavat' (letteralmente, sodomia). Per il ragazzo, detenuto nel carcere di Kermanshah, l'autorità giudiziaria iraniana aveva previsto la pena capitale per aver avuto rapporti sessuali con un coetaneo all'età di 13 anni. L'esecuzione è avvenuta nel carcere alle 5 del mattino (ora iraniana) del 5 dicembre scorso. Nessuno, nemmeno l'avvocato, il padre e lo zio di Makwan erano stati informati. A nulla è servito l’impegno dell’associazione per i diritti umani EveryOne che era riuscita a salvare Pegah Emambakhsh. E il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad vorrebbe estendere queste leggi a tutto il mondo. Infatti, dopo aver cantato "vittoria" per la pubblicazione del rapporto delle agenzie di intelligence americane che sminuiscono il pericolo iraniano, ha subito proposto la nascita di due tribunali internazionali islamici. Il primo servirebbe a dirimere le controversie tra paesi musulmani, ma il secondo a processare, oltre ai criminali di guerra, anche "chiunque abbia reso amara la vita dei musulmani". Noi italiani saremmo, con tutta probabilità, tra i primi ad essere condannati. Proprio ieri, infatti, il sindaco iraniano di Ghazvin ha bollato il nostro paese come "moralmente corrotto", dopo una sua visita in Italia e in Spagna programmata per studiare il nostro sistema dei trasporti. A provocare la sua ira non è stato lo sciopero della settimana scorsa, né i cronici ritardi dei nostri mezzi pubblici, ma il fatto che, secondo lui siamo "Un paese in mano a prostitute, drogati, gay e persone prive di moralità", il tutto perché "L’umanesimo, l’illuminismo e la debolezza della Chiesa hanno trasformato i paesi europei in luoghi di corruzione morale".



RUSSIA - NIENTE DI NUOVO SOTTO IL SOLE DI MOSCA: TRA LIBERALISMO E ZAR I RUSSI SCELGONO LO ZAR

- Dopo le elezioni di domenica 2 dicembre questa è la composizione della Duma russa: Russia Unita (nazionalisti, partito creato dal presidente Putin) 64,1%; Russia Giusta (populisti di sinistra) 8%; Liberal-Democratici (in realtà ultra-nazionalisti guidati da Vladimir Zhirinovskij) 8,4%; Partito Comunista (nostalgico dell’Unione Sovietica) 11,7%. I liberali, i democratici, i federalisti e i riformatori sono spariti oltre l’orizzonte. La Russia ha definitivamente voltato le spalle all’Occidente, anche se il candidato più probabile per la presidenza del 2008-2012 sarà Medvedev, presidente di Gazprom e conosciuto come un moderato. Perché il liberalismo russo è sparito? Sergej Filatov, ex dirigente dei tempi di Eltsin (che in confronto a Putin appare ora come un liberale) ce lo spiega così: "La Russia è un paese molto esteso e diviso al suo interno, in una molteplicità di nazionalità e di religioni. La maggior parte della gente crede che solo una forte autorità, che esercita un potere autoritario dal centro, possa tenere assieme il paese. E che chi promette democrazia, federalismo e liberalismo possa portare solo disgregazione". Niente di nuovo sotto il sole di Mosca.





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