CAMPANA VENEZUELANA
In questi mesi, in questi giorni, in questi minuti stiamo assistendo a un esperimento apparentemente nuovo, in realtà figlio del secolo scorso: la nascita di un regime totalitario. Il passaggio simbolico dall’autoritarismo in classico stile sudamericano al neo-totalitarismo socialista è incarnato dal presidente dittatore venezuelano Hugo Chavez, e l’evento che segna la metamorfosi politica definitiva in corso a Caracas è la chiusura della principale televisione indipendente del paese, Radio Caracas Television. Alle ore 23,59 del 27 maggio, Chavez ha ordinato di non rinnovare la concessione a trasmettere i programmi di RCTV, per sostituirli con una televisione "pubblica" destinata in realtà a comportarsi da megafono del dittatore. Dopo l’intimidazione degli oppositori, la nazionalizzazione del petrolio, l’asservimento della magistratura, la militarizzazione del paese, l’alleanza sempre più stretta con Fidel Castro, il regime non si vergogna dunque di schiacciare la libertà d’espressione, annunciando anzi con derisione che le proteste politiche e umanitarie non avranno alcun effetto.
In Venezuela, la propaganda del governo è, proprio ora, in questi stessi minuti, sempre più martellante e ossessiva. Passa per ogni opera pubblica, scuola, ospedale, campetto di baseball, si confonde con gli appelli a iscriversi al Partito Socialista Unitario. Oltre ai giornalisti liberi, agli imprenditori, ai sindacati indipendenti, nel mirino c’è anche la chiesa cattolica, schierata qui come altrove in difesa degli oppressi. Un’alleanza con l’Iran di Ahmadinejad (vedi libertates.com, sezione internazionale) già prefigura una nuova ideologia marxista-islamista da esportare ovunque possibile (e teorizzata dal terrorista internazionale Carlos).
Il regime di Chavez è dunque oggi una minaccia non solo per i venezuelani, ma per tutti i liberali e i democratici del mondo.
Dunque, è proprio dalla difesa delle libertà in Venezuela, dalla denuncia internazionale contro i soprusi, da una forte campagna per isolare Chavez in tutti i campi e per aiutare l’opposizione, che deve partire la nostra lotta.
Tocca ancora una volta a noi essere protagonisti: perché nessuno domani possa dire (come storicamente è accaduto a tanti popoli del Sud America e del mondo): "ci avete lasciati soli".
Siamo con Radio Caracas Television, con il Venezuela libero e con chi si batte al suo fianco. Siamo tutti venezuelani.
Comitatus pro Libertatibus - Comitati per le Libertà - Freedom Committees
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