mercoledì, 20 agosto 2008

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Date: 2007-05-22 13:53:03
Liberalia N.38

Liberalia - Comitati per le libertà

Newsletter N.38 - 22/05/2007
A cura di: L. Frassi, A. Gazzaniga, S. Magni, O. Sacchelli







FRANCIA: DOPPIO TURNO ALLA FRANCESE

Il pittoresco svolgimento delle elezioni presidenziali, in Francia, a tratti è sembrato quasi una caricatura della politica italiana. Con la sinistra che accusava Sarkozy di essere come Berlusconi, la destra che diceva cose di sinistra, il centro che diceva cose di destra strizzando l'occhio alla sinistra, e l'impagabile Zapatero che prestava la sua faccia un po' così alle ambizioni molto così così della Royal.
Morale della favola?
Il doppio turno alla francese ha qualche pregio, dal momento che, grazie alla semplificazione finale. si ottiene un solo vincitore eletto dal popolo. Ma il prezzo da pagare è alto, e il sistema ha mostrato i suoi gravi difetti: l'intervallo fra prima e sconda tornata, come si è visto, viene impiegato dalle evoluzioni dei contendenti che ordiscono intrighi, tentano spericolate alleanze, praticano giochi sottobanco, millantano il controllo dei "propri" pacchetti di voti, si fanno adescare come cerbiatti sui viali di periferia. Quanto agli elettori, dopo aver consacrato il primo week-end alla politica, sono giustamente tentati di dedicare quello successivo alla famiglia e al mare. Meglio, molto meglio il turno secco, dove chi vince prende tutto, le alleanze si fanno una volta sola, e non girano troppi soldi sottobanco.



RUSSIA: E PUTIN PROTESTA PER LA VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI

Alla vigilia del summit euro-russo di Samara, un attivista dei diritti umani è stato arrestato a Mosca e rilasciato dopo un breve interrogatorio. L’azione di polizia ha colpito Alexandr Petrov il vice-capo della sezione moscovita di Human Rights Watch, nota organizzazione internazionale per la difesa dei diritti umani. Era sua intenzione imbarcarsi per Samara e monitorare il rispetto dei diritti durante la marcia dei dissidenti annunciata da "Altra Russia", la coalizione dei movimenti di opposizione a Putin. Ufficialmente Petrov era stato trattenuto dalla polizia e interrogato sull’autenticità del biglietto aereo, poi era stato liberato con tante scuse, stando alla versione di un portavoce della polizia moscovita. Fatto sta il giorno dopo, al momento di organizzare la marcia dell’opposizione, tutti i principali esponenti di "Altra Russia", compreso Garri Kasparov, sono stati arrestati dalla polizia moscovita. Nel corso del summit di Samara, Putin ha protestato contro la violazione dei diritti dei Russi in Estonia. Ma ha dimostrato di non rispettare minimamente quelli dei Russi in Russia.



IRAN: ANCHE PASDARAN E PARLAMENTARI DONNE PROTESTANO

Palesi segni di insofferenza nei confronti del regime di Teheran. Il 6 maggio gli studenti del Politecnico della capitale iraniana (che già erano stati protagonisti della protesta contro Ahmadinejad all’apertura della conferenza sul negazionismo), sono di nuovo scesi in piazza, chiedendo la liberazione dei loro compagni incarcerati e lanciando slogan contro Ansar-e-Hezbollah, l’organizzazione dei "pretoriani" del regime che terrorizza le università. Ma non solo insegnanti e studenti dissidenti sono scontenti del regime. Anche una parte dei Pasdaran, capitanata dal generale Mohsen Rezaii, ha formato Alleanza Nazionale, una nuova formazione che si oppone alla politica di Ahmadinejad. Due settimane dopo i cittadini iraniani sono scesi in piazza a migliaia e la polizia è intervenuta con il pugno di ferro per sedare la rivolta. Intanto, nonostante la repressione e la campagna per imporre il costume islamico, ci sono fermenti anche tra le poche parlamentari donne. Il 21 maggio le parlamentari hanno abbandonato la formazione di opposizione Partito Islamico per la Cooperazione per creare una formazione femminile autonoma.



ISRAELE: ANCHE A GAZA SI COMINCIA A PENSARE: "MEGLIO CON GLI ISRAELIANI"

Tra gli Arabi che vivono in Israele l’atmosfera è completamente diversa rispetto alla campagna di odio che domina la Palestina. E’ vero che circa un quarto di loro si è fatto sedurre dalla propaganda iraniana. Ma secondo un nuovo sondaggio commissionato dall’Israel Democracy Institute (un centro di ricerca apolitico israeliano), il 75% dei cittadini arabi israeliani è a favore di una Costituzione che mantenga il carattere ebraico e democratico di Israele, garantendo pari diritti alle minoranze etniche. Dopo lo scoppio della guerra civile palestinese a Gaza, combattuta tra Hamas e Al Fatah, la "tentazione" di Israele è tornata in auge anche tra i Palestinesi. Alcuni cittadini di Gaza, vicini alla fazione di Abu Mazen, intervistati da Haaretz hanno dichiarato che "solo l’occupazione israeliana ci può salvare". L’alternativa è il dominio assoluto di Hamas, che, sul terreno, sta vincendo tutti gli scontri contro Al Fatah.



LIBIA. NUOVO RECORD DI GHEDDAFI: MORTO E RISORTO IN UN GIORNO

Il 15 maggio Gheddafi è morto e risorto in un solo giorno. A riprova che i dittatori sono duri a morire. Ad annunciare la notizia di un ictus del colonnello è stata ieri un’agenzia palestinese, Ma’an, subito ripresa dall’israeliana Ynet News. L’agenzia riporta che il leader della Repubblica Araba Libica versa in gravissime condizioni, che è in coma e che i parenti erano stati richiamati immediatamente in patria. Non passano nemmeno due ore che arriva un’altra notizia: colloquio telefonico tra Gheddafi e Prodi. Va bene che è possibile contattare Gheddafi anche da defunto in una seduta spiritica, ma come fa un uomo in coma a telefonare? E subito dopo arriva la smentita: Gheddafi è in piena salute. L’agenzia libica Jana ha definito "traditore" il media che ha riportato la notizia dell’ictus. Restano molti aspetti oscuri sulla vicenda. E una domanda rimane in sospeso: come mai Gheddafi ha telefonato subito a Prodi, prima di tutti gli altri leader del mondo, per informarlo delle sue condizioni di salute?





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